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Gli ottanta anni della Dc raccontati da Zecchino

Di Rosa Bianco e Fiore Carullo

Ortensio Zecchino, figura di rilievo nel panorama politico italiano, ha recentemente inaugurato al Teatro Quirino a Roma le celebrazioni per gli ottant’anni della Democrazia Cristiana (DC), con l’inaugurazione di un triennio di studi, che va ben oltre la semplice commemorazione storica. Questo ciclo di studi ha un importante significato politico e storico, perché invita a riflettere sul ruolo che la DC ha avuto nel plasmare l’Italia contemporanea e su come la rivalutazione della sua storia possa contribuire a fare storia in senso pieno e dinamico.

Fondata nel 1942, la Democrazia Cristiana è stata un pilastro della politica italiana dal dopoguerra fino agli anni ’90. La DC, con la sua ispirazione cristiano-sociale, ha giocato un ruolo fondamentale nella ricostruzione dell’Italia post-bellica, nella creazione del “miracolo economico” degli anni ’50 e ’60 e nella gestione delle delicate dinamiche politiche della Guerra Fredda. Guidata da figure emblematiche come Alcide De Gasperi, Aldo Moro e Giulio Andreotti, la DC ha governato il Paese quasi ininterrottamente per decenni, costituendo il perno attorno al quale ruotava la politica italiana.

Rivalutare la storia della DC significa prima di tutto riconoscere il suo impatto duraturo sulla società italiana. Ortensio Zecchino, in qualità di promotore delle celebrazioni, pone l’accento su come la storia della DC non sia solo un passato da ricordare, ma un insieme di lezioni e valori da riscoprire e reinterpretare alla luce delle sfide contemporanee. La rivalutazione della DC implica una riflessione critica su ciò che ha funzionato e su ciò che è fallito, offrendo così un’occasione per apprendere da una parte importante del nostro passato.

Quando Zecchino afferma che questa operazione significa “FARE STORIA” egli sottolinea un concetto chiave della filosofia della storia: fare storia non è un atto passivo di mera registrazione degli eventi, ma un processo attivo di comprensione, interpretazione e utilizzo del passato per influenzare il presente e il futuro. La storia non è solo un insieme di fatti accaduti, ma una narrazione viva che può essere riattualizzata e reinterpretata.

Nel contesto politico attuale, caratterizzato da una frammentazione e polarizzazione sempre più accentuate, guardare alla storia della DC può offrire una prospettiva di stabilità e moderazione. La DC, con il suo radicamento nei valori cristiani e la sua capacità di mediazione, rappresentava un centro di gravità in grado di mantenere un equilibrio tra le diverse forze politiche e sociali. Rivalutare la DC significa anche riscoprire l’importanza della politica come arte della mediazione, elemento essenziale, per la coesione sociale e la governabilità.

Un altro aspetto fondamentale della rivalutazione della storia della DC riguarda i valori umani e sociali che essa ha incarnato. La DC ha sempre promosso una visione della politica come servizio alla comunità, ponendo al centro dell’azione politica il bene comune e la dignità della persona umana. In un’epoca in cui la politica sembra spesso ridursi a mera gestione del potere, riscoprire questi valori può offrire una bussola morale per le nuove generazioni di politici e cittadini.

Uno Sguardo al Futuro

Le celebrazioni per gli ottant’anni della DC inaugurate da Ortensio Zecchino rappresentano molto più di un omaggio nostalgico a un passato glorioso. Esse costituiscono un invito a riflettere criticamente sulla nostra storia, a riscoprire i valori che hanno guidato una delle esperienze politiche più significative del nostro Paese e a utilizzarli come strumenti per affrontare le sfide del presente e del futuro. “FARE STORIA”, in questo senso, significa non solo ricordare, ma anche imparare e costruire un futuro migliore sulla base delle lezioni del passato.

 

 

 

 

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