Virgilio Iandiorio
Domenica prossima ,21 giugno, a Manocalzati c’è il Color Day. Da un quarto di secolo l’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione di Manocalzati porta avanti queta iniziativa. Non fatevi ingannare dal nome inglese, perché l’iniziativa è nostrana, ed è nata per l’intraprendenza delle donne affiliate all’Arciconfraternita.
Era una novità per la comunità di Manocalzati, quando il 3 di giugno del 2001, domenica di Pentecoste, il paese si ritrovò colorato. E una consorella dell’Arciconfraternita, Enrica Picone, così riassume quell’evento in un suo articolo apparso sul Bollettino ufficiale dell’associazione: “Prima della cronaca di musica, bambini, tempere e maestri pittori, penso sia importante precisare “il perché” della manifestazione visto che, ad un primo impatto, non sembra esserci alcuna relazione tra Confraternita e colori”.
Si voleva calare l’associazione nella realtà del III millennio. E sottolinea Enrica Picone: “Nel 1763 [nell’antico regolamento dell’Arciconfraternita] i confratelli iscritti avevano l’obbligo di aiutarsi reciprocamente nelle difficoltà, sia praticamente che moralmente, testimoniando così la devozione a Maria Immacolata nel quotidiano. Le “difficoltà” oggi sono, secondo noi, soprattutto nei rapporti interpersonali, nella mancanza di concordia, di amore, di coesione. Da qui, l’orientamento nel sociale del nostro impegno di laici (uomini e donne) credenti, impegno che speriamo si trasformi in uno stimolo positivo al cambiamento della nostra comunità in una società moderna con lo spirito alla fratellanza caro ai nostri avi”.
Le parole di Enrica Picone potevano e possono anche irritare i ben pensanti, ma giova ricordare quello che il cardinale Camillo Ruini, scomparso da pochi giorni, spesso ripeteva a proposito delle sue indicazioni pastorali: “meglio irritanti che irrilevanti”. E il cardinale diceva papale papale la sua posizione sui temi di attualità riguardanti la chiesa, ed era spesso bersaglio della critica, perché considerato conservatore dai cattolici avanguardisti e dalla stampa benpensante, cioè quella dei radical-chic.
“Se ci osserviamo attorno nella nostra quotidianità, è impressionante constatare la sempre maggiore perdita di pratiche comunicative dirette, quali il dialogo, l’incontro diretto, perfino lo scontro, sostituite da un modello comunicativo mediato da apparecchi elettronici e tecnologici o da piattaforme virtuali… Gestire dei beni di uso comune non necessita di nessun controllo imposto ma permette ad una società o ad un comunità di costruire legami, rafforzare le reti di vicinato, di parentela e di relazioni in generale per accrescere la fiducia e sviluppare una coscienza; permette una responsabilizzazione collettiva, una costante creazione inventiva di tecniche, pratiche e usi differenti atti al miglioramento dello stile di vita e al benessere della collettività. Permette di fare le cose invece di riceverle. Di essere agenti e non clienti” (Giacomo Pozzi, Tecnologie e poteri nell’opera di Ivan Illich, seminario 2013-14, Academia.edu https://www.academia.edu › Tecnologie e poteri nello ..)
Il Color Day è un appuntamento per “i ragazzi” di tutte le età, che possono, almeno nell’arco di una giornata, dare sfogo alle loro impertinenze di pittori in erba.



