Grottaminarda – La protesta per il caro gasolio arriva anche nella cittadina ufitana. Quella degli autotrasportatori è una manifestazione civile, tranquilla e ordinata. Il caro carburanti è cosa che riguarda anche la vita delle persone di questa provincia. Già di primo mattino, i camion si sono radunati, prima di fronte al casello dell’autostrada e poi più in là per formare una lunga carovana di mezzi, sorvegliati dalle auto della polizia stradale. Gli automobilisti che transitavano da quelle parti avevano, tutti, una parola di incoraggiamento per chi sta portando avanti, da giorni, le proprie ragioni. Intanto, oggi pomeriggio è previsto l’incontro tra le associazioni di categoria ed il ministro Matteo Salvini. “Speriamo si arrivi ad un risultato positivo – dicono gli autotrasportatori -“. Uno di loro, Enrico, spiega ai giornalisti le ragioni dello sciopero. “Soni due quelle fondamentali: il credito d’imposta, bloccato, mancano 300 milioni di euro. E poi l’extra rete. Le aziende organizzate – continua – sono organizzate con i distributori al loro interno e, nel frattempo, pagano il gasolio di più. Questo costituisce un “gap” non indifferente perché comporta non poche difficoltà a far quadrare il bilancio di ogni azienda “.
Ma gli autotrasportatori che stanno manifestando nella cittadina ufitana non dimenticano gli altri lavoratori dei settori coinvolti in questa vicenda. Come “gli agricoltori, ai quali va il nostro pensiero perché sono pilastri fondamentali, insieme agli autotrasportatori, per far girare l’economia italiana. Se il loro settore va in crisi non si produce e noi non distribuiamo. Alimentando il panico tra la popolazione, che poi vede gli scaffali vuoti, fa le file nei supermercati e ai distributori”. Quindi si augurano che “con questo incontro, visto che Salvini nel 2015 ci diceva “datemi tre giorni della vostra vostra vita e riusciremo a bloccare l’Italia, oggi ci dia tre ore del suo tempo per consentirci di portare a casa un risultato che alla fine è fondamentale per tutti”. Sono anche, in qualche modo, “dispiaciuti” perché “noi non vogliamo creare problemi ai cittadini – dice ancora Enrico – ma che speriamo si uniscano a noi perché alla fine, vivono dello stipendio Tutto è diventato insostenibile: per tutta la comunità e quindi per tutta l’italia”. Il governo la sta tirando per le lunghe, anche se ha anticipato l’incontro che aveva organizzato per la settimana prissima. “L’importante che, forse, ha preso consapevolezza di un problema – continua l’autotrasportatore che lavora nell’indotto dell’Ilva -che fino a pochi giorni fa non veniva neanche riscontrato dai telegiornali”. Si saprà, dunque, dopo l’incontro con il ministro delle Infrastrutture se la protesta andrà avanti. Intanto continua e ha registrato l’adesione spontanea di tutti, al casello autostradale di Castel del Lago, a pochi chilometri da qui, è infatti tutto bloccato. Tutto si sta svolgendo in modo ordinato e pacifico. Agli autisti vengono offerti panini e bibite, e c’e’ chi nel fine settimana viene con la famiglia.

