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Hirpos: Archetipi, memoria e identità al Museo di Carife

Sarà il Museo Archeologico di Carife ad accogliere dal 12 settembre al 30 marzo 2027 “HIRPOS. Archetipi, memoria e identità nel territorio di Carife”, una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Enrica Benedetto. Il progetto nasce dall’intento di instaurare un dialogo tra il patrimonio archeologico custodito dal Museo Civico Archeologico di Carife e la ricerca artistica contemporanea, assumendo come nucleo concettuale
la figura del lupo (hirpos in lingua osca), animale simbolico da cui deriva il nome stesso degli Irpini e che, secondo la tradizione antica, guidò il popolo durante la migrazione rituale del Ver Sacrum verso le terre dell’attuale Irpinia. La mostra si propone di indagare la persistenza degli archetipi nella costruzione dell’immaginario collettivo, considerando il lupo non soltanto come elemento identitario locale, ma come figura universale associata al tema della soglia, del passaggio, della guida e della trasformazione.

L’eccezionale patrimonio archeologico del territorio di Carife, caratterizzato dalla presenza di importanti necropoli sannitiche databili tra il IV e il III secolo a.C., costituisce il punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra memoria, rappresentazione e costruzione dell’identità. I corredi funerari rinvenuti nelle tombe testimoniano infatti una concezione complessa del passaggio tra vita e morte e rivelano il bisogno, comune a ogni civiltà, di attribuire forma visibile a ciò che appartiene alla dimensione dell’invisibile.
In questa prospettiva, la necropoli non viene interpretata esclusivamente come luogo della sepoltura, ma come spazio simbolico in cui una comunità affida alla materia il compito di conservare e trasmettere la memoria dei propri individui, trasformando l’atto funerario in un dispositivo culturale di continuità e appartenenza. La ricerca artistica contemporanea può oggi riattivare tali significati attraverso un linguaggio capace di superare la dimensione illustrativa e documentaria. Le opere in mostra si configurano come immagini di confine, presenze sospese tra apparizione e dissolvenza, che evocano la natura instabile della memoria e la condizione liminale
propria di ogni esperienza di trasformazione. In questo contesto la figura del lupo assume il valore di archetipo, inteso secondo la tradizione antropologica e psicologica come forma simbolica primaria capace di attraversare epoche e culture differenti. Il lupo è guida e custode, animale selvatico e insieme fondatore, presenza che accompagna l’essere umano nei momenti di attraversamento e di ridefinizione identitaria.

Attraverso il confronto tra reperti archeologici e opere contemporanee, il progetto intende evidenziare come alcune strutture simboliche continuino a permanere nel tempo, modificando il proprio linguaggio ma conservando una funzione essenziale nella comprensione dell’esperienza umana. Le necropoli di Carife diventano così non soltanto testimonianza di una storia locale, ma manifestazione di una dimensione universale in cui il rapporto con gli antenati, con il territorio e con il mistero della morte contribuisce alla formazione dell’identità individuale e collettiva. La mostra propone pertanto una lettura del patrimonio archeologico come organismo vivo, capace di generare nuove interpretazioni e nuove forme di conoscenza attraverso l’incontro con l’arte
contemporanea. In tale prospettiva, HIRPOS si configura come un progetto di valorizzazione culturale volto a rafforzare il legame tra comunità, territorio e memoria storica, offrendo al pubblico un’esperienza che intreccia ricerca archeologica, riflessione antropologica e pratica artistica. Il lupo degli Irpini, figura originaria che secondo il mito indicò la strada verso una nuova terra, diviene metafora di una ricerca ancora attuale: quella che conduce l’uomo verso la comprensione delle proprie radici, delle proprie immagini fondative e delle tracce che il passato
continua a lasciare nel presente.

L’esposizione sarà inaugurata il 12 settembre 2026 dalle ore 10:00 alle 17:00 con un aperitivo alle 12:00 e sarà aperta tutti giorni dalle 9 alle 13, escluso il lunedì.
La mostra è realizzata con la partecipazione del sindaco Antonio Manzi e dell’assessore alla cultura Raffaella Maiullo, sotto la direzione della Dott.ssa Pierina De Simone, con il patrocinio della regione Campania, della Provincia di Avellino, del Comune di Carife, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre.

A esporre le proprie opere gli artisti Pietro Antolini, Errico Baldini, Olga Buneeva, Gianluca Capozzi, Ozlem Oguzhan, Eleonora Picariello, Roberta Toscano, Elisa Zadi

 

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