Il Comune di Avellino ha risolto un problema nel corso del 2025, la riapertura del Ponte della Ferriera, ma ora, per il 2026, ne restano mille. Prima del commissariamento i vari amministratori eletti ci avevano garantito la riapertura della Dogana entro l’estate 2025, ma è ancora sotto le impalcature; ci avevano promesso l’apertura del Centro Autismo entro la fine dell’anno, ma è ancora chiuso; avevano illuso i residenti dei popolosi quartieri di Avellino con le magiche parole “riqualificazione” e “riammagliamento”, ma in migliaia sono ancora isolati da scarsi trasporti pubblici e imprigionati in prefabbricati pesanti che cadono a pezzi a causa delle infiltrazioni di acqua… L’elenco delle promesse non mantenute è infinito. Ogni singola amministrazione comunale che si è succeduta a Palazzo di Città negli ultimi decenni avrà sicuramente le proprie giustificazioni per spiegare i mancati traguardi raggiunti, ma il risultato è che anche questo 2026 parte con un lungo carico di impegni inevasi.
NEL 2025 LA RIAPERTURA DEL PONTE DELLA FERRIERA…
L’ultima fiammella di attività amministrativa concreta si è vista l’estate scorsa, il 28 agosto 2025, con la riapertura al traffico del Ponte della Ferriera, con il taglio del nastro affidato alla commissaria straordinaria Giuliana Perrotta. Per il resto è stato un altro anno di triste immobilismo. Dopo la gestione politica delle varie maggioranze che si sono succedute, la commissaria si è trovata di fronte alla necessità di muoversi in modalità ‘spending review’: taglio di tutte le spese non strettamente necessarie e razionalizzazione dell’organigramma municipale (diversi i contratti non rinnovati ai dipendenti con contratto a termine e diversi i dirigenti e funzionari riassegnati tra i vari settori). Una ‘cura dimagrante’ che in questi primi sei mesi di gestione commissariale sembra aver dato i suoi frutti: l’ente, a quanto pare, non è più a rischio dissesto, e continuando così dovrebbe uscire del tutto dal tunnel entro i prossimi cinque/sei mesi. Giusto in tempo per riconsegnare la macchina amministrativa nelle mani del prossimo sindaco (e della sua prossima maggioranza): con un Comune rimesso nelle condizioni di poter operare con più ampi margini di azione. Agli elettori avellinesi l’arduo compito di affidare questo compito a persone per bene e capaci.
L’ELENCO IMPOSSIBILE
Intanto possiamo abbozzare un primo, incompleto, elenco delle opere promesse, avviate, bloccate, riappaltate e via dicendo… 1) la Scuola Media Ferrovia di via Francesco Tedesco; 2) l’Ex Dogana; 3) il Victor Hugo di piazza Fraternali; 4) i prefabbricati pesanti che ancora ‘resistono’ a 45 anni dal terremoto in diverse (troppe) zone della città (da via Morelli e Silvati a rione Mazzini passando per Rione Valle, Picarelli e Rione Parco); 5) la riqualificazione di Borgo Ferrovia dopo il disastro dell’Isochimica e il blocco della stazione; 6) l’eliminazione delle barriere architettoniche; 7) la recinzione per mettere in sicurezza di notte il Parco Di Nunno; 8) i posti di lavoro dei dipendenti dell’Azienda Città Servizi in liquidazione; 9) i led luminosi dei cartelloni elettronici che dovrebbero fornire informazioni ai cittadini ma sono fermi all’anno 2021; 10) la Metro Leggera; 11) il Parco del Fenestrelle; 12) il nuovo campus scolastico della Dante Alighieri in via Piave; 12) il centro di ricerca finito di costruire l’anno scorso in via Morelli e Silvati ma rimasto sempre chiuso; 13) il Centro Sociale Samantha Della Porta, mai riaperto dai tempi del Covid…



