di Rosa Bianco
Ieri sera la Biblioteca dell’Associazione Igor Stravinsky di Manocalzati, con la Direzione Artistica del Maestro Nadia Testa, ha offerto più di un semplice spettacolo: ha creato uno spazio in cui la lettura e la musica hanno invitato a una riflessione sul senso della vita, sulla natura e sulla relazione tra uomini e animali. Il Carnevale degli Animali, evento conclusivo del progetto “La Fattoria degli Animali… Letture e Musiche a 4Zampe”, ha trasformato il tempo e lo spazio della biblioteca in un’esperienza che ha stimolato la mente e il cuore.
Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania – Settore Musei e Biblioteche, ha ricordato due grandi pensatori della letteratura del Novecento: George Orwell e Italo Calvino. Le loro opere, così apparentemente distanti nel tono e nello stile, dialogano tra loro nella dimensione della memoria, della fantasia e della responsabilità morale. Orwell, con la sua critica alla società e alla crudeltà mascherata da ordine, e Calvino, con la sua capacità di trasformare la fiaba in metafora universale, hanno offerto al pubblico spunti di riflessione sulla condizione umana e sul ruolo degli esseri viventi nel nostro mondo.
La giornata di ieri ha avuto due momenti complementari: nella mattinata i bambini hanno esplorato la lettura delle filastrocche tratte da “Il Carnevale degli Animali” di Chiara Carminati, accompagnate dalle immagini vivide di Roberta Angariamo, e la sera l’attrice Marilena Colafemmina ha prestato la sua voce alla narrazione, mentre Carla Aventaggiato e Maurizio Matarrese hanno eseguito, ai due pianoforti, la celebre suite di Camille Saint-Saëns, composta nel 1886.
L’opera, concepita dal compositore francese come un divertissement privato, ha preso vita sul palcoscenico della biblioteca in tutta la sua ironica e vivace espressività. Ogni brano ha dato voce agli animali attraverso strumenti musicali, rendendo palpabile la commistione tra mondo naturale e sentimenti umani. Ogni brano musicale ha restituito la complessità della vita animale come metafora della condizione umana: il leone e il cigno, gli asini e i cavalli, i pesci dell’“Acquario” o gli uccelli del bosco, hanno parlato di forza e fragilità, di libertà e di regole, trasformando la musica in meditazione sulla nostra stessa esistenza.
Non è mancato, infine, il tocco solidale che ha reso l’evento ancora più speciale: i partecipanti hanno avuto l’opportunità di contribuire liberamente alle cure di Pippo, il cane di quartiere simbolo della comunità di Avellino, dimostrando come arte, letteratura e impegno civico possano intrecciarsi in un’unica esperienza culturale e umana.
Così la biblioteca si è rivelata non solo luogo di lettura, ma teatro dell’esperienza condivisa, dove il gioco, la musica e la parola hanno condotto a una consapevolezza più profonda della vita e della convivenza tra gli esseri viventi.
In questa chiave, “Il Carnevale degli Animali” non è stato solo uno spettacolo: è stato un invito a osservare il mondo con curiosità, meraviglia e attenzione, a riconoscere negli animali e negli uomini le stesse sfumature di emozioni e sentimenti, e a riflettere su ciò che davvero significa vivere insieme, rispettando le differenze e celebrando la vita in tutte le sue forme.



