Giovedì, 5 Novembre 2026
03.39 (Roma)

Ultimi articoli

Il dilemma delle armi chimiche 

Il Presidente Gentiloni, riferendo al Senato martedì scorso sugli eventi degli ultimi giorni in Siria, ha detto che si è riproposto l’angoscioso dilemma se, cento anni dopo la fine della Prima guerra mondiale, la Grande guerra, si possa tornare a convivere con l’uso di armi chimiche, se si possa tornare ad accettare, nel palcoscenico della storia, l’utilizzo di armi chimiche, che sembrava relegato a un lontano passato. Sdegno motivato, che forse avremmo compreso meglio se Gentiloni avesse avuto la bontà di spiegarci…

Sdegno motivato, che forse avremmo compreso meglio se Gentiloni avesse avuto la bontà di spiegarci per quale motivo l’Italia, essendo così fieramente contraria alle armi chimiche, non si opponga alle armi nucleari, avendo boicottato la conferenza dell’ONU che si è conclusa con l’approvazione del trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Dallo sdegno all’approvazione dell’attacco lanciato dagli alleati nella notte fra il 13 e 14 aprile il passo è stato breve.

Nello stesso giorno il Presidente francese Macron, nel discorso tenuto al Parlamento europeo, ha detto che l’intervento di Francia, GB e USA ha salvato l’onore della Comunità internazionale. Ovviamente sia Gentiloni che Macron si sono dimostrati del tutto convinti che il regime di Assad abbia effettuato un bombardamento con armi chimiche, anche se le prove non sono state ancora raccolte dall’unico organismo che può farlo con evidenza scientifica, gli ispettori dell’OPAC, che in questi giorni si trovano al lavoro sul terreno.

Purtroppo la Storia ci insegna che quando c’è di mezzo il ricorso alla violenza militare la verità ed il potere non vanno d’accordo. Ha scritto Raniero La Valle che se non ci fosse stato l’attacco: allora forse si potrebbe credere che davvero Assad avesse lanciato armi chimiche di sterminio contro la propria popolazione sul proprio territorio nel corso di una guerra civile che ormai stava vincendo, e perciò meritasse di essere punito. Certo, al senso comune ciò appare improbabile e del tutto insensato, ma se lo dicono i giornali può essere vero dato che non c’è mai limite al peggio.

L’esperienza però ci dice un’altra cosa: ogni volta che, dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Occidente ha voluto lanciare una guerra, rovesciare un regime, uccidere capi avversari o compiere altri delitti, si è sempre fatto precedere da una bugia che servisse a salvargli l’anima e a persuadere le masse del proprio buon cuore e della propria innocenza”. Chi si ricorda che l’intervento militare americano nel Vietnam prese a pretesto l’incidente del golfo Tonchino, cioè la presunta aggressione nell’agosto del 1964 di mezzi navali del nord Vietnam ad un cacciatorpediniere americano? Ebbene quell’attacco si rivelò una menzogna fabbricata ad arte, come dimostrato dai Pentagon Papers nel 1971.

In tempi più recenti, la menzogna più spudorata fu quella delle armi di distruzione di massa, la famosa pistola fumante nelle mani di Saddam Hussein. Abbiamo già ricordato la sceneggiata di Colin Powell che intervenne al Consiglio di Sicurezza, il 5 febbraio del 2003, spergiurando sull’arsenale chimico e batteriologico di Saddam che giustificava la guerra di aggressione che di lì a poco sarebbe stata scatenata. Nel Parlamento italiano si discusse della preparazione della guerra e delle sue cause. Intervenendo nel dibattito al Senato il 19 febbraio 2003, l’on. Andreotti espresse un sano scetticismo sulle prove indicate dagli americani e richiamò un episodio che ormai non ricordava più nessuno: “Mi sia consentito un inciso. Il collega Contestabile ha ricordato Montecassino. Bene, quel febbraio di sessant’anni fa, dinanzi allo stupore della distruzione di Montecassino, ricordo che coloro che erano in collegamento con le forze alleate e che allora vivevano in clandestinità in Vaticano, perché c’era la guerra dissero: daremo immediatamente le prove che c’erano grosse attrezzature dei tedeschi.

Si stanno ancora aspettando quelle prove, perché la notizia non era vera: avevano ricevuto una falsa informazione. Qualche volta, quindi, le controprove sono necessarie. Il 15 febbraio del 1944 l’Abbazia di Montecassino, fondata nel 529 d.C. da san Benedetto, fu rasa al suolo dal più imponente bombardamento della storia contro un singolo edificio: 453 tonnellate di bombe scaricate, in otto ondate, da 239 bombardieri. Grande fu lo stupore e lo sdegno nel mondo cattolico, ma gli americani e gli inglesi dissero che avevano le prove che l’Abbazia era utilizzata dai tedeschi e che le avrebbero mostrate. Come disse Andreotti: stiamo aspettando.

di Domenico Gallo edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino, nel corso di servizi investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Avellino, ha arrestato…

Momenti di grande paura a Montecalvo Irpino, in contrada Frascino, dove una giovane di 26 anni della provincia di Avellino…

Nel corso dei mesi di settembre e ottobre 2026, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Avellino, supportati…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Adips Campania accoglie con vera soddisfazione l’elezione del Sindaco di Avellino, avv. Nello PIZZA alla presidenza dell’ANCI Campania. Il ruolo di Anci è decisivo e determinante nelle dinamiche di tutela e di crescita delle Autonomie locali. “La nostra associazione è fortemente interessata ad un dialogo concreto e fattivo con la...

E’ il Festival Laceno d’oro a ricordare il regista Tinto Brass, re del cinema erotico all’italiana, scomparso oggi e più volte ospite della rassegna ideata da Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio “un Maestro che ha fatto del desiderio una forma di libertà, che ha inseguito la passione oltre tutte le...

Un bilancio positivo, tra presenze, incontri e consensi, per la partecipazione del Comitato Regionale UNPLI Campania alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), svoltasi a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Quattro giornate durante le quali l’organizzazione ha portato all’attenzione di visitatori, operatori turistici e rappresentanti istituzionali le...

Un nuovo modo di incontrarsi, conoscersi e far circolare idee. Uno spazio di confronto che sceglie di partire da libri, arte, filosofia e attualità, offrendo a tutti la possibilità di ascoltare, intervenire e contribuire al dibattito. Ad Avellino nasce “Dibattitini. Un tavolo. Tante idee”, la nuova iniziativa promossa dalla libreria...

Ultimi articoli

Attualità

Una giornata intensa, suddivisa tra la solennità del ricordo istituzionale e le sfide concrete del territorio. Avellino ha celebrato la…

Toni accesi al Comune di Avellino questa mattina durante la Commissione Bilancio convocata dal presidente Mario Spiniello. All’ordine del giorno…

Un sentito ringraziamento alle Misericordie Irpine e all’ASL di Avellino per il lavoro svolto nella gestione e nell’organizzazione dei presidi…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy