Mercoledì, 25 Marzo 2026
04.37 (Roma)

Ultimi articoli

Il mondo che cambia: democrazia, potere e la responsabilità della Storia

di Rosa Bianco

Da un mese a questa parte, con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il mondo assiste a un’accelerazione senza precedenti di un esercizio del potere che si vorrebbe assoluto. Decreti esecutivi imposti con rapidità, sanzioni come strumento di pressione politica, minacce mascherate da trattative, offerte d’acquisto che trasformano le relazioni tra Stati in una logica di mercato. Il paradigma che si delinea sembra più vicino a quello delle autocrazie, che non alla tradizione liberaldemocratica.

Ma non si tratta solo di Trump, né solo della guerra in Ucraina o della tragedia in Medio Oriente. Quello che è in gioco è l’assetto globale nato nel 1945, un ordine che, pur con tutte le sue contraddizioni, ha garantito per decenni un equilibrio fragile, ma funzionante. Oggi quell’ordine sembra sul punto di dissolversi, non solo per l’emergere di nuove potenze e conflitti, ma per la crisi profonda delle istituzioni democratiche occidentali, minate sia dall’interno che dall’esterno.

La crescita delle destre radicali in Europa e in America, l’avanzata di movimenti nazionalisti e sovranisti, il rafforzamento di AfD in Germania – un fenomeno che porta con sé spettri del passato – delineano un cambiamento epocale. Non si tratta solo di un ciclo politico, ma di una trasformazione più profonda della coscienza collettiva. La democrazia, intesa come pratica, non è mai stata garantita per sempre: è un’eccezione storica, un esperimento che ha bisogno di costante manutenzione. Eppure, oggi ci troviamo di fronte a una diffusa passività, un’indifferenza che sembra aver colpito anche le istituzioni sovranazionali. L’Unione Europea, nata come risposta ai disastri del XX secolo, appare paralizzata, incapace di una visione unitaria. Lo stesso Mario Draghi, con il suo appello al Parlamento europeo – “Fate qualcosa, non potete dire sempre no!” – ha messo in luce l’empasse di un continente, che sembra aver smarrito la sua direzione.

Di fronte a questo scenario, la questione fondamentale è di natura politico-speculativa: qual è la vera natura del potere? La politica, da sempre, oscilla tra due estremi: il modello hobbesiano, in cui lo Stato è un Leviatano che esercita il potere assoluto per garantire l’ordine, e il modello di Tocqueville, che vede nella democrazia un delicato equilibrio tra libertà e autorità, partecipazione e istituzioni.

Oggi assistiamo a un inquietante ritorno al paradigma hobbesiano, ma senza la sua razionalità. Hobbes giustificava il potere assoluto come antidoto al caos, come strumento per evitare la guerra di tutti contro tutti. Ma i nuovi autoritarismi, spesso mascherati da democrazie elettorali, non offrono nemmeno questa promessa di ordine: sono piuttosto forme di dominio basate sulla paura, sulla polarizzazione, sulla costruzione di nemici interni ed esterni. La democrazia, al contrario, vive di partecipazione, di senso civico, di memoria storica. Ed è proprio questa memoria che oggi sembra affievolirsi.

La crisi della memoria e il pericolo dell’oblio

La democrazia non è solo una struttura giuridica, ma una costruzione culturale. Senza la consapevolezza della Storia, senza la memoria delle lotte e delle conquiste del passato, essa diventa una scatola vuota, un guscio destinato a sgretolarsi. L’indebolimento della memoria collettiva è il primo passo verso la disgregazione della democrazia. Quando i popoli dimenticano da dove vengono, sono più vulnerabili alle seduzioni del potere autoritario, alle narrazioni semplicistiche, alle promesse di ordine e sicurezza a scapito della libertà.

La Storia ci insegna che le crisi della democrazia non avvengono mai all’improvviso: sono processi lenti, fatti di piccole rinunce, di normalizzazione dell’eccezione, di accettazione graduale di principi che un tempo sarebbero stati inaccettabili. Eppure, come ci ha insegnato Hannah Arendt, il male politico non si impone con gesti eclatanti, ma attraverso la sua “banalità”, attraverso la progressiva erosione del pensiero critico, dell’impegno civico, della responsabilità individuale.

Cosa resta?

E allora, di fronte a questo mondo in trasformazione, cosa resta?

Per noi italiani, resta la Costituzione, il nostro scudo e il nostro faro, nata dalla Resistenza e concepita per impedire il ritorno dell’autoritarismo. Una Costituzione che non è solo un testo giuridico, ma un progetto di società, un’idea di cittadinanza, basata sulla partecipazione e sulla dignità dell’individuo.

Resta la Memoria, il senso della Storia, che deve impedirci di ricadere negli errori del passato. Resta la consapevolezza che la democrazia non è un dato acquisito, ma una conquista quotidiana, che si difende non solo nelle urne, ma nella vita civile, nel dibattito pubblico, nella capacità di opporsi alle derive autoritarie prima che sia troppo tardi.

Resta, infine, la necessità di una nuova consapevolezza collettiva. Se la democrazia è il meno peggiore dei sistemi possibili, come diceva Churchill, allora è nostro dovere proteggerla dalle sue fragilità, rinnovarla nei suoi principi, renderla capace di rispondere alle sfide del nostro tempo. La libertà non è mai un’eredità garantita, ma una responsabilità che ogni generazione deve assumersi.

Oggi siamo di fronte a un bivio: possiamo accettare passivamente la dissoluzione dell’ordine democratico, oppure possiamo scegliere di difenderlo, sapendo che la storia non è mai scritta in anticipo, ma è fatta dalle azioni di chi non si arrende all’inerzia del tempo.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Ha rimediato per i colpi inferti con violenza, danni importanti tali da rimanere invalido. La Procura di Avellino chiude le…

Davanti al tribunale di Avellino, ha preso inizio samattina il processo a carico S.G, quarantenne di Aiello del Sabato, assistito…

Il Questore della Provincia di Avellino Pasquale Picone e il Rappresentante legale del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 di…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Un invito a riscoprire l’essenza della nostra democrazia che parte da Dante per arrivare a Pasolini nel segno del valore della libertà. E’ quello che muove “Consistency. L’universo cristallizzato in forma poetica” del professore Alberto Granese, Edisud, presentato questo pomeriggio al Circolo della stampa di Avellino. “Dante – spiega Granese...

Rosa Bianco Viviamo nell’era dell’iper-capitalismo finanziario, un sistema che ha stravolto le dinamiche economiche tradizionali e ridisegnato il rapporto tra lavoro, ricchezza e giustizia sociale. La globalizzazione, che nelle sue promesse originarie avrebbe dovuto creare un mondo più interconnesso e prospero, si è rivelata un’arma a doppio taglio: se da...

E’ la storia della scuola medica salernitana a rivivere nella suggestiva mostra “La Via Longobarda dei Due Principati – La lunga storia della Schola Salerni. Una tradizione millenaria tra memoria e valorizzazione” che sarà inaugurata domani, alle 16.30, nel corso di un convegno al Carcere Borbonico. L’incontro voluto dalla Soprintendenza...

Nel 2008 il noto giornalista Claudio Scamardella intervistò il grande filosofo Aldo Masullo sulla sua idea di Napoli e quell’intervista confluì nel bellissimo libro: “Napoli siccome immobile”. Masullo definiva Napoli “città deragliata dalla storia” , “città sospesa”, una città che aveva fatto della sua immobilità storica, una strategia di sopravvivenza....

Ultimi articoli

Attualità

“Luna mi sembri pallida e dimessa/tu che splendi in molte parti/ e spandi la tua luce argentata/sulle campagne verdi e…

Montemiletto e Lapio si preparano ad accogliere due nuovi spazi dedicati all’inclusione e all’autonomia. Nei prossimi giorni saranno inaugurati gli…

La Pro Loco Venticanese scalda i motori in vista dell’inizio “della 47esima edizione della più longeva Fiera Campionaria delle Aree…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy