Sabato, 17 Ottobre 2026
02.34 (Roma)

Ultimi articoli

Stavolta Renzi ci va giù pesante: se Conte non cambia le regole sul Recovery fund e abolisce la cabina di regia, voto contro. Lo ha detto al Senato e lo ha ripetuto al giornale spagnolo El Pais. E’ un ricatto che ha della irresponsabilità in un periodo così difficile della vita nazionale. La pandemia non ha insegnato nulla ai nostri politici che sono rimasti ancora ai metodi della prima repubblica e ai suoi tavoli spartitori. Eppure Renzi che, sebbene spregiudicato ai limiti dell’arroganza, non è uno sprovveduto non si esime di mettere in atto per esclusivi interessi di bottega. Altro che statista, come vuole far credere! Bisognerebbe andargli a vedere le carte e capire cosa abbia in testa e, soprattutto, se gli altri partiti, e persino i suoi, siano disposti a seguirlo. Per ora, compreso il PD, lo lasciano fare perché, attaccati al potere, vogliono partecipare, ciascuno secondo i propri interessi elettorali, alla spartizione dei 209 miliardi del Recovery Fund. Berlusconi, non a caso, è già sceso in campo con le sue televisioni e i suoi “piazzisti”. I poteri forti, con i loro giornali e la potenza economica di cui dispongono, non vedono l’ora di buttar il Governo, sostituendolo con uno di larghe intese o almeno condizionarlo con un corposo rimpasto per indurlo a più miti consigli. Ci sarebbero già riusciti se nel frattempo non fosse scoppiata la pandemia che ha già fatto più di sessantamila morti.

Ma veniamo a Renzi, il nuovo Ghino di Tacco della politica italiana.  Quando è stato Presidente del Consiglio avocò a sé quasi tutti i poteri; si circondò di centinaia di commissari e di strutture parallele, esautorando il Parlamento, umiliando i sindacati e riducendo al silenzio i suoi con la più cinica politica di rottamazione che alla fine risultò deleteria per lui. Fece approvare una pessima e incostituzionale legge elettorale e una riforma costituzionale a suo uso e consumo che fortunatamente il popolo gli bocciò. Oggi grida allo scandalo anche se nulla è ancora deciso e Conte ha promesso di discutere con tutti anche se difende la scelta di una cabina di regia con sei esperti coordinata dallo stesso Presidente e dai ministri Gualtieri, Patuanelli e Amendola, che dovrebbe occuparsi – come ritiene il presidente emerito della Corte costituzionale Onida sul “Domani” – non della deliberazione o della redazione dei progetti ma dell’attuazione dei programmi di spesa deliberati da Governo e Parlamento. In questo senso non si tratterebbe di un governo parallelo: la fase di decisione politica, spetta al governo, ai ministri e al Parlamento e quella di attuazione, puramente amministrativa, verrebbe coordinata da tecnici e manager coordinata dallo stesso Presidente del Consiglio e i tre ministri! Governo decide a chi assegnare la realizzazione tecnica del piano se ai singoli ministeri o a una task force!

E questo perché in passato l’esperienza dell’utilizzo dei fondi Cee non ha funzionato per il rispetto di una serie infinita di leggi, decreti e regolamenti (dieci volte più della Germania e cinque più della Francia) che si sommano nella stessa materia che ne hanno intralciato l’iter e una burocratizzazione, ligia al potere politico e timorosa do finire sotto il fuoco della magistratura ha finito per rallentare ancor più la conclusione delle opere iniziate o ancora da iniziare. A fine 2018 dei fondi europei stanziati l’Italia ne aveva utilizzato meno di un terzo. Fino al 2017 dei 76 miliardi stanziati ne aveva consumato appena il 9%, rischiando la restituzione di quelli non utilizzati. Peggio di noi ha fatto solo la Croazia e la Spagna! Il grosso delle risorse continua ad essere gestito dalle Regioni. Le Amministrazioni sono lente nella programmazione degli interventi e nei controlli e nella certificazione della spesa e a causa della sciagurata riforma del titolo V della Costituzione improvvidamente fatta dal Centro sinistra la competenza, frammentata tra Stato e Amministrazioni locali accresce il problema, senza contare che in passato si sono verificate irregolarità, corruzioni e truffe.

Lo stesso Renzi, da capo del Governo avocò a sé il Dipartimento per le politiche di coesione sottraendolo al Ministero dello Sviluppo. Ora ha cambiato idea! Nessuno entra nel merito degli interventi da fare e di quanto destinare al Sud (il 34% secondo una bozza governativa che assegnerebbe il 48% alla digitalizzazione, la cultura, il turismo, il 19% alle infrastrutture, il 17% all’assistenza, ricerca e innovazione e il 9% alla salute. Su questo si dovrebbe discutere!

di Nino Lanzetta

 

 

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Era stato scarcerato dal Riesame per un vizio procedurale, ma la Mobile lo ha nuovamente fermato, eseguendo un decreto di…

Quattro anni e cinque mesi di reclusione. Questa la condanna irrogata dal Gup del Tribunale di Avellino, nel processo celebrato…

Una nota dell’avvocato Raffaele Tecce relativa al sequestro avvenuto a Casamarciano di una cava su cui c’era un’ordinanza di sospensione…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Credo sia a tutti evidente che le prossime elezioni politiche, ancora di più di quelle del 2022, rappresenteranno per il nostro Paese, ma credo per l’intera Europa, un momento di svolta o di non ritorno. Il progetto della destra mondiale è ormai chiaro. Trump sta attuando una politica che ormai...

Quarant’anni di musica, formazione e cultura da celebrare con uno dei capolavori più amati del repertorio lirico. Il Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino si prepara a festeggiare l’importante anniversario con “La Traviata” di Giuseppe Verdi, l’evento di punta del programma celebrativo dell’istituto. I dettagli dell’allestimento saranno illustrati nel...

di Virgilio Iandiorio Cercheremo invano la parola “badante” in qualche dizionario di italiano, non solo in quelli vecchi, ma anche in quelli editi appena qualche decennio fa. Essa, infatti, è una parola nuova, nata dalle esigenze della nostra società post-moderna. Il lessico si arricchisce di continuo o attingendo parole di...

Ultimi articoli

Attualità

Pubblicato dalla Provincia di Avellino l’avviso per l’acquisizione di candidature finalizzate alla nomina del garante dei diritti delle persone private…

“Ma davvero le opposizioni ritengono che gli avellinesi siano disposti a credere che il problema del Teatro Gesualdo oggi sia…

Salvataggio della Partecipata Acs: scontro in Commissione consiliare questa mattina tra l’assessore Ettore Iacovacci e il consigliere di opposizione Gianluca…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy