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In migliaia al Santuario di Materdomini per San Gerardo. Semeraro: la sua follia si traduceva in carità. Chiamati a seguire il suo esempio

Sono stati fedeli e pellegrini da ogni parte d’Italia a ritrovarsi questa mattina al santuario di Materdomini, in occasione del tricentenario della nascita di San Gerardo a Maiella. Una cerimonia che inaugura un tempo speciale, l’anno Gerardino, un cammino intenso di fede, riflessione e partecipazione. Ad aprire le celebrazioni il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, in rappresentanza del Santo Padre. Celebrazioni che rafforzano il ruolo del santuario come centro spirituale e luogo di profonda devozione popolare. Ad accogliere i fedeli la comunità dei Padri Redentoristi, guidata dal Superiore Generale p. Rogerio Gomes e dal Superiore Provinciale p. Gennaro Sorrentino.
“Per San Gerardo – spiega il cardinale Semeraro – compiere la volontà di Dio andava oltre la semplice ubbidienza, il suo anelito continuo era l’uniformità alla volontà di Dio, Gerardo vedeva la volontà di Dio non come qualcosa di esterno, come un invito a mettere da parte i propri gusti e preferenze per cercare ciò che piace a Dio. Quella che è una virtù non facile anche per gli uomini di Chiesa. Gerardo ci ricorda che a Dio bisogna affidarsi con fiducia, amando la sua volontà e facendola nostra. Il suo sì era gioioso, ma era anche un sì capace di farlo maturare, le sue penitenze esprimono il suo bisogno interiore di maturare. Si affidava al suo caro Dio per continuare l’opera salvifica della fede. San Gerardo resta gioioso nella fede, è quanto viene sottolineato nella causa di canonizzazione di Pio X, le penitenze non lo indebolivano ma lo rafforzavano con doni spirituali che lo sostenevano. Amava con grande intensità i fratelli, soprattutto i poveri, li chiamava suoi fratelli, comprendeva l’unità tra i comandamenti di amare Dio e il prossimo. Non c’è un comandamento più grande di questi due, con l’amore di Dio nasce l’amore del prossimo. La sua follia nasceva dall’amore e si traduceva in concreta carità per il prossimo. Ha seguito la follia della Croce, la traduceva in servizio, in dono di sè ai fratelli. Il cuore della vita cristiana è nell’amore per il prossimo. Portiamo con noi questo ricordo di San Gerardo e impariamo sul suo esempio a servire i fratelli”. A partecipare alla cerimonia anche il vescovo di Sant’Angelo Lombardi Pasquale Cascio e l’abate di Montevergine Riccardo Guariglia.

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