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Incendio impianto Airola, Avs: necessario un monitoraggio e una riconversione ecologica dei siti di stoccaggio

Arriva da Avs una nota sul vasto incendio divampato nell’area industriale di Airola, dove le fiamme hanno interessato un sito di stoccaggio di rifiuti provocando una densa colonna di fumo che ha coinvolto le province di Caserta, Benevento ed Avellino. “Enorme il rischio sanitario ed ecologico causato dalle diossine, tanto da spingere le aziende sanitarie locali e parte dei comuni coinvolti a diffondere una serie di raccomandazioni rivolte ai residenti delle zone interessate, eppure ancora nulla sulle responsabilità dell’ennesimo disastro ambientale nei nostri territori.

L’impianto di rifiuti di Airola, infatti, non è nuovo a questi accaduti. Già nell’aprile 2024 il sito gestito dalla Eco Energy srl – dal 2022 in amministrazione giudiziaria – fu oggetto di sequestro per stoccaggio illecito di rifiuti, eppure da allora nulla è cambiato, nemmeno l’acquisizione dell’impianto da parte di una multinazionale che avrebbe dovuto miracolosamente risolvere i problemi, anch’essi svaniti nell’enorme nube tossica.

Come AVS è da tempo che denunciamo la necessità di monitoraggio del circolo di smaltimento dei rifiuti nei territori campani: 258 impianti di stoccaggio di rifiuti presenti solo nella provincia di Caserta e, nonostante ciò, chi amministra continua a valutarne la possibilità di costruzione dei nuovi, come il piano di studi per l’individuazione di zone idonee ad ospitare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti richiesto lo scorso febbraio dal presidente della provincia Anacleto Colombiano, mentre il resto dei presenti va a fuoco e inquina intere comunità.

Come federazioni di Avellino, Benevento e Caserta, ribadiamo la necessità di un’azione concreta di riconversione ecologica, sanitaria e lavorativa di questi impianti di stoccaggio che puntualmente diventano protagonisti di disastri annunciati a dimensioni sempre più grandi, la cui principale mina di scoppio è una gestione criminale di un settore già troppo inquinato nelle nostre province.

Non è la storia di un singolo stabilimento quella che vogliamo denunciare oggi: è la storia dell’accumulo, della saturazione, di territori trasformati in piattaforme di riciclaggio – non solo di rifiuti – mentre ci chiedono di limitare le uscite all’aperto, perché a toglierci l’aria ci stanno già pensando loro”.

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