Rosa Bianco
Un appuntamento di rilievo culturale e civile si terrà sabato 18 aprile alle ore 17 presso il Circolo della Stampa di Avellino, dove sarà presentato il volume “Transumanze e pascoli”, firmato da Fioravante Ascolese e Rosa Bianco, pubblicato da Delta3 Edizioni.
L’iniziativa si inserisce nel solco di una riflessione sempre più attuale sul rapporto tra territorio, tradizione e sostenibilità, restituendo centralità a pratiche millenarie come la transumanza, oggi riconosciuta anche come patrimonio culturale immateriale. Il libro si propone come uno strumento di approfondimento e memoria, ma anche come chiave di lettura per comprendere le trasformazioni contemporanee delle aree interne.
Ad aprire il dibattito sarà Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, che offrirà una lettura giornalistica e territoriale dell’opera. Seguiranno gli interventi di Bruno Corrado, con un contributo tecnico-scientifico sul tema della gestione dei pascoli e della salute animale, e di Silvio Sallicandro, che illustrerà il percorso editoriale e culturale del volume.
A moderare l’incontro sarà la stessa Rosa Bianco, in un dialogo che si preannuncia articolato e multidisciplinare. Le conclusioni saranno affidate agli autori, in un momento di sintesi e rilancio delle tematiche trattate.
La serata sarà arricchita dall’accompagnamento musicale del Maestro Mayumi Ueda, a sottolineare il legame tra cultura, arte e identità territoriale.
Al termine dell’evento è prevista una sessione di firma copie con la presenza degli autori e degli ospiti, offrendo così al pubblico un’occasione di confronto diretto.
Il significato dell’opera
In un tempo in cui le aree interne cercano nuove narrazioni per non restare ai margini, iniziative come questa assumono un valore che va oltre la semplice presentazione editoriale. “Transumanze e pascoli” diventa simbolo di una Irpinia che riflette su sé stessa, sulle proprie radici e sulle possibilità future.
Recuperare la memoria della transumanza significa infatti interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura, tra economia e sostenibilità, tra passato e innovazione. È un invito a rileggere il territorio non come spazio residuale, ma come laboratorio di cultura e resilienza.
Il Circolo della Stampa si conferma così luogo privilegiato di dibattito e produzione culturale, capace di mettere in rete competenze diverse e di stimolare una riflessione collettiva su temi cruciali per il futuro del Mezzogiorno.


