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La Graphia Interiore di Laura Bruno, così l’arte diventa strumento per vincere gabbie e riscoprirsi liberi

“Attraverso l’arte, dalla pittura ai versi, ho sempre cercato di raccontare ciò che si nasconde dietro la superficie delle cose, di cogliere ciò che altri non vedevano”. Spiega così Laura Bruno l’idea da cui nasce il libro “Graphia interiore”, pubblicato da Scuderi editore, presentato nel corso di un incontro al Circolo della stampa. “Eppure io stessa – spiega Laura – ho sempre diffidato del potere delle parole di dare forma al nostro universo interiore, quasi per una sorta di ribellione nei confronti di mio padre che era preside e viveva della forza delle parole. Poi, è stata l’arte a scegliere me, per me che sono sempre stata un’anima inquieta, alla ricerca della bellezza credo fosse l’unica strada possibile. L’ispirazione arriva da tutto ciò che mi circonda, un profumo, una musica, uno sguardo, l’arte diventa così universo attraverso il quale esprimere l’inconscio che è come un demone che ci divora”. Snocciola aneddoti legati all’amore con Paolo Morelli degli Alunni del Sole che le dedicò a Canzuncella agli incontri con il critico Vittorio Sgarbi e Mogol per ribadire che “bisogna sempre avere la capacità di mettersi in gioco, poiché la vita ci sorprende sempre”. A dominare la sua ricerca poetica e artistica il sentimento della nostalgia “La nostalgia – prosegue Bruno – è parte della mia anima, fortemente legata al sentimento della memoria. Malgrado ciò, sono convinta che la vita vada vissuta”. Spiega come “La bellezza non è superficialità ma è ciò che colpisce la nostra anima. Da questo punto di vista l’arte ha un ruolo cruciale perché può indicare nuove strade”.  Quindi sottolinea il legame forte con l’Irpinia “Sono nata a Casalbore ma a dieci anni sono andata a vivere a Salerno con la mia famiglia. Eppure, quando torno qui, mi sembra sempre di ritrovare le mie radici e il mio essere profondamente irpina”. E’ la professoressa Ilde Rampino a sottolineare il forte valore simbolico che caratterizza le immagini di Laura Bruno, espressione della ricchezza del suo universo pittorico: “Le immagini contenute nel testo ritrovano forza attraverso i versi struggenti e autentici di un’artista, dalla personalità complessa e densa di emozioni che esprime in un connubio di arte e scrittura, in cui Dio e Demone si rincorrono e si intrecciano in una magia particolare che dà profondità alle sue parole. Il concetto ammaliante e denso di mistero della metamorfosi racchiude il senso nascosto di un’esistenza altra, in cui gli odori e i colori intensi disegnano e danno vita ad una fantasmagoria di sensazioni, talvolta imperscrutabili . La collana di perle diviene il simbolo di un’apparenza che talvolta non si accetta, perché ti racchiude in una gabbia dorata che sembra non farti respirare e limita il tuo anelito ad una libertà interiore a cui non vuoi assolutamente rinunciare perché ti fa sentire viva. Si avverte, leggendo questi meravigliosi versi, il senso vero della passione di vita e di amore, attraverso sensazioni forti, mentre il desiderio dell’apparenza diviene fallace. La ricerca di un’identità autentica aleggia tra i dubbi esistenziali – ”mi aspettano dove non sono, attore senza palcoscenico” e i luoghi in cui non ci si riconosce, ma si è costretti ad agire dal richiamo stentoreo della vita”. Quella di Laura diventa, dunque, conclude Rampino, ricerca di un’identità autentica, che si nutre di intensità ma anche di episodi di vita quotidiana raccontati con ironia, tra fantasmi, figure grottesche e visioni oniriche”. Un confronto impreziosito dai saluti del professore Fiorentino Vecchiarelli, presidente dell’Accademia dei Dogliosi che sottolinea la sensibilità di donna e di artista di Laura Bruno che si delinea con forza nel volume e dell’editrice Giovanna Scuderi che pone l’accento sulla scelta di investire su libri di qualità. Quindi è Patrizia De Bartolomeis, presidente Associazione Nazionale Insegnati di Lingua Straniera a restituire la forza evocativa dei versi di Laura Bruno, tra ricordi, sensualità del corpo, amicizia e amori perduti in quello che è un vero diario dell’anima.

Laura Bruno è nata da Casalbore, espone da oltre venti anni in campo artistico internazionale, con dipinti ad acrilico e olio, sculture, incisioni.  Ha portato le sue opere a Parigi – Carrousel del Louvre, Londra -Brick Lane Gallery, Praga, Vienna, Santiago de Compostela, Stoccarda, New York- Ward Nasse Gallery e in video esposizione a Time Square; ha partecipato ad art-expo a Dubai, Pechino, Zurigo, a Expolatina de Arte in Colombia, ricevendo premi e riconoscimenti.

 

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