di Rosa Bianco
Presso la sala conferenze della Tenuta Ippocrate, nella suggestiva cornice di contrada Bosco Magliano a Montefredane (AV), si è tenuta il 14 dicembre 2025 alle 17:30 la raffinata presentazione del libro di Rino Cillo “È normale che…”, un evento culturale che ha saputo intrecciare narrativa letteraria, memoria e partecipazione collettiva, promuovendo un dialogo intenso tra autore, critica e pubblico presente.
L’incontro, curato con grande misura dalla Tenuta Ippocrate e dall’Associazione “Insieme per Avellino e per l’Irpinia”, ha visto l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali di Antonella Perrino, General Manager della Tenuta Ippocrate, che ha evidenziato il valore della cultura come catalizzatore di identità e comunità.
È seguito l’intervento di Pasquale Luca Nacca, Presidente dell’Associazione, che ha introdotto l’opera di Cillo ponendola come specchio della nostra epoca, capace di interrogare con autenticità l’esperienza individuale e collettiva.
Gli stimolanti contributi critici di Rossella Napoli, docente di lettere, e di Rosa Bianco, giornalista e critica letteraria, hanno messo in luce la struttura narrativa e l’originalità espressiva del libro, anticipando il cuore dell’incontro.
La presentazione è stata arricchita da toccanti intermezzi musicali curati dai Maestri Mayumi Veda e Carmine Marrone, che hanno accompagnato le letture interpretate dall’autore e da Mena Matarazzo, restituendo alle pagine del libro un’ulteriore dimensione emotiva.
Le conclusioni sono state affidate allo stesso autore, che ha dialogato con il pubblico, illustrando la sua autobiografia non convenzionale, dove ha ricucito frammenti di vita e piegato il tempo con libertà creativa, trasformando la memoria in gesto vivo.
Cillo, infatti, in questo suo terzo lavoro letterario manipola il tempo narrativo come “materia duttile”, tessendo episodi familiari, aneddoti personali e momenti di profonda riflessione, con uno stile che richiama una “scrittura che si legge come si ascolta un narratore seduto accanto al focolare” – sincera, immediata e capace di riportare il lettore a riflettere sul proprio vissuto, al fine di ri-cor-dare, cioè di riportare al cuore.
L’ autore ha condiviso, quindi, con la platea che affollava la sala, la genesi del suo lavoro e il senso più profondo del titolo, capace di farci interrogare sui cliché del linguaggio e sulle pieghe del nostro quotidiano, trasformando ciò che è personale in elemento di riflessione universale.
L’evento che si è concluso con un “dolce” momento conviviale, accompagnato da un allegro brindisi per gli auguri natalizi, si è configurato non solo come un’occasione di promozione letteraria, ma come una vera esperienza comunitaria di pensiero e di condivisione culturale, confermando la Tenuta Ippocrate quale spazio vitale per la riflessione culturale e la crescita collettiva.




