Colpi di pistola a contrada Alvanite, arriva la svolta investigativa per la doppia sparatoria avvenuta nella serata di sabato santo ad Atripalda. I Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno eseguito due misure cautelari in carcere per tentato omicidio, quelle ottenute dalla Procura della Repubblica di Avellino (le indagini sono coordinate dal pm Giovanni Sodano) e firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, per P. C e G. C, padre e figlio per la sparatoria avvenuta la notte di Pasqua, ad Atripalda, quando sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco in Contrada Alvanite, contro l’abitazione di M.R. che resta indagato a piede libero.
Sulla vicenda, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio, mentre proseguono le indagini da parte dei Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli accertamenti finora condotti evidenziano che sarebbero stati sparati in tutto undici colpi contro due abitazioni. Secondo quanto emerso dai primi rilievi, l’episodio si inserirebbe in un quadro di tensioni precedenti tra alcuni giovani del luogo, appartenenti a famiglie già note alle forze dell’ordine.
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dall’Autorità Giudiziaria ed eseguita dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino, i due indagati, agendo con ruoli distinti ma in concorso tra loro, avrebbero posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di più persone, utilizzando un’arma da fuoco illegalmente detenuta, rinvenuta nel corso di perquisizione e sottoposta a sequestro.
In particolare, uno degli indagati avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo, sia in direzione delle persone offese sia verso l’abitazione delle stesse. L’evento non si è verificato per cause indipendenti dalla volontà degli indagati, tra cui la fuga repentina delle vittime e la loro momentanea assenza dai luoghi interessati.
Il G.I.P., valutata la gravità dei fatti contestati e ritenute insufficienti le precedenti misure cautelari cui gli indagati erano sottoposti, ha disposto la misura più grave della custodia cautelare in carcere, ravvisando concrete esigenze cautelari connesse al pericolo di reiterazione di condotte analoghe
Sulla vicenda, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio, mentre proseguono le indagini da parte dei Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Le indagini sono ancora in corso per ricostruire nei dettagli l’intera vicenda.
Al momento, risultano indagate tre persone, padre e figlio assistiti dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo e un altro giovane difeso dall’avvocato Assia Iannaccone, entrambi appartenenti al Foro di Avellino.


