di Virgilio Iandiorio
Sarà un caso, ma il mio amico Michele de Gaetano mi ha spesso ripetuto: “Leonardo Sciascia, che avevo avuto modo di conoscere abbastanza bene, mi disse che le coincidenze hanno qualcosa di magico e non sono sempre casuali”.
E non è stato casuale che io questa mattina leggessi questo articolo di Adriano Sofri sul Il Foglio:” martedì 29 settembre a mezzogiorno al Ministero della cultura a Roma si svolgerà l’audizione pubblica per il titolo di Capitale italiana del Libro 2027, e Pomigliano è una delle sette finaliste. Le altre sono Chiaromonte (Potenza), Iglesias, Monreale, Nuoro, Teramo e Treviso: gran tenzone. (La proclamazione verrà per la fine di ottobre). Così ho saputo che nel rapporto fra popolazione e lettrici/lettori Pomigliano, che ha intitolato il proprio programma alla “Città Officina del leggere”, detiene il record. Ha 4 librerie, una, “Mio nonno è Michelangelo”, per bambini da zero a 100 anni, tenuta da Maria Carmela Polisi”.
Non avevo terminato la lettura dell’articolo di Adriano Sofri, che ascolto Giovanni de Getano presidente dell’ Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed informare i lettori di Facebook che Il 25 settembre ricorre la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. “Neuromed” – Istituto Neurologico Mediterraneo, ubicato a Pozzilli , comune della provincia di Isernia, è un centro di alta specializzazione nel campo delle Neuroscienze che vede al cuore della sua mission la completa integrazione tra Cura, Ricerca e Didattica.
Il prof. Giovanni de Getano fa questa riflessione:” La ricerca è un motore di sviluppo di un territorio. Se uno vuole sviluppare un territorio dal punto di vista economico, dal punto di vista culturale, dal punto di vista turistico, apra un centro di ricerca come qui a Neuromed; dal centro di ricerca sta nascendo “attuorno” [mi piace lasciare questo termine napoletano] una città, una città della scienza piena di giovani di innovazioni”
Allora se vogliamo sviluppare le zone interne, quelle depresse, non dobbiamo organizzare concertoni e concertini. L’effimero non ha mai prodotto qualcosa di durevole. Come Pomigliano con “L’officina del leggere”, come Pozzilli con Neuromed, come la nostra Ariano Irpino con Biogem, stanno lì a indicarci le strade da percorrere.
“La ricerca -sottolinea ancora Giovanni de Gaetano– non è chiusa nei laboratori ma si apre alla gente, domani mattina [25 settembre] avremo un mercatino con i produttori locali molisani di Coldiretti. Facciamo capire alle persone che si viene in ospedale non soltanto per far degli esami, per radiografie, per farmaci ma anche per imparare degli stili di vita buoni per mangiare in manera corretta. La prevenzione è salute, la ricerca è salute.”
Quelli indicati sono esempi concreti di chi crede nelle proprie possibilità, nelle proprie capacità e sa metterle in atto. Dovremmo, come suol dirsi, pensare a realizzare qualcosa di notevole qualcosa che metta in evidenza le nostre capacità e che susciti interesse negli altri. Ma da quello che si vede e che si sente la nostra provincia marcia ancora nel senso opposto. I contributi statali da soli non risolvono i problemi, soprattutto se piovono su terreno sterile.

