C’è stato un tempo in cui le grandi del calcio italiano, dalla Juventus al Milan, dall’Inter al Napoli, arrivavano al Partenio sapendo che non sarebbe stata una domenica come le altre. Era l’Avellino degli anni Ottanta, quello delle dieci stagioni consecutive in Serie A, capace di trasformare una città di provincia in una delle realtà più sorprendenti del calcio nazionale.
Tra il 1978 e il 1988, mentre il calcio italiano viveva uno dei periodi più prestigiosi della propria storia, i biancoverdi riuscirono a conservare per un intero decennio il proprio posto nella massima categoria, scrivendo pagine rimaste nella memoria di generazioni di tifosi.
Oggi quelle stagioni, insieme a molte altre vicende del calcio irpino, possono essere riscoperte attraverso un innovativo progetto digitale.
Si chiama Atlante Storico del Calcio Italiano ed è stato ideato e sviluppato da Francesco Ippolito, ingegnere civile e giornalista sportivo, già autore di pubblicazioni ufficiali dedicate alla storia dell’Inter.
La piattaforma, liberamente consultabile online, permette di esplorare una mappa interattiva dell’Italia e ricostruire, stagione dopo stagione, le partecipazioni delle società ai campionati nazionali dalla Serie A alla Serie D, a partire dal 1929-1930, seguendo la progressiva introduzione delle diverse categorie.
L’Avellino di Dirceu, Juary e De Napoli: una storia che ha fatto grande l’Irpinia
Per il calcio irpino, il nome dell’Avellino rappresenta inevitabilmente il punto di partenza: fondato nel 1912, il club biancoverde ha vissuto il suo periodo più celebre tra gli anni Settanta e Ottanta. La storica promozione conquistata nel 1978 aprì le porte a dieci campionati consecutivi di Serie A, durante i quali il Partenio divenne uno degli stadi più difficili da espugnare.
Sono gli anni di Salvatore Di Somma, Stefano Tacconi, Juary, Fernando De Napoli, Dirceu e Walter Schachner, calciatori rimasti nell’immaginario collettivo dei tifosi. Una storia fatta di grandi vittorie, salvezze conquistate con determinazione e di una straordinaria identificazione tra squadra e territorio.
«L’Avellino rappresenta una delle più belle dimostrazioni di ciò che il calcio italiano è riuscito a esprimere», racconta Ippolito. «Dieci anni consecutivi in Serie A per una città di provincia sono un patrimonio sportivo straordinario. Ma il valore di questa storia va oltre i risultati: dietro la maglia biancoverde c’è l’identità di un’intera comunità, con le sue passioni, le sue difficoltà e il suo orgoglio».
Non soltanto i Lupi: da Ariano Irpino a Solofra, le storie dimenticate del calcio provinciale
L’Atlante permette però di guardare oltre il capoluogo e riscoprire le società che, in epoche differenti, hanno rappresentato i comuni dell’Irpinia nei campionati nazionali.
Particolarmente significativa è la tradizione calcistica di Ariano Irpino, dove la formazione cittadina ha attraversato numerose stagioni nei campionati interregionali, tornando in Serie D nei primi anni Duemila. Una storia fatta di partecipazioni, cambi di denominazione e trasformazioni societarie che testimoniano la lunga passione della città del Tricolle per il calcio.
A Solofra, città conosciuta per la sua tradizione conciaria, il calcio ha vissuto importanti esperienze nella quarta serie nazionale. Anche Atripalda, Calitri, Lauro e Mercogliano attraverso differenti vicende societarie, hanno trovato spazio nella geografia dei campionati interregionali.
Nel capoluogo, poi, merita di essere ricordata l’esperienza del San Tommaso, società nata nell’omonimo quartiere cittadino e capace di raggiungere la Serie D nella stagione 2019-2020.

