Lunedì, 23 Marzo 2026
02.16 (Roma)

Ultimi articoli

Una maledizione grava sulla base NATO di Ramstein in Germania. Da quando il 28 agosto 1988 durante l’Airshow Flugtag ’88, nel corso di un’esibizione della pattuglia acrobatica italiana si verificò una collisione fra i tre Aermacchi MB 339 delle frecce tricolori, uno dei quali cadde sulla folla causando 67 vittime e 346 feriti tra gli spettatori. Morirono anche i tre piloti, uno dei quali, il tenente colonnello Ivo Nutarelli, era un testimone chiave della strage di Ustica perché  la sera del 27 giugno 1980 si trovava in volo sul Tirreno meridionale ed aveva assistito alla battaglia aerea che aveva portato all’abbattimento del DC9 in volo da Bologna a Palermo. Il caso ha voluto togliere di mezzo un testimone, ma difficilmente si potevano ipotizzare circostanze più tragiche.

Dopo 34 anni la maledizione di Ramstein ha colpito di nuovo, ma questa volta le conseguenze sono imprevedibili ed enormemente più gravi.

Il 26 aprile, su invito degli Stati Uniti, si sono incontrati nella base statunitense di Ramstein, i ministri della Difesa di 40 Paesi per un vertice straordinario sull’Ucraina.  Non solo i paesi della NATO, ma anche, fra gli altri, Svezia, Finlandia, Australia, Nuova Zelanda. In apertura del summit il segretario della Difesa statunitense Lloyd Austin ha dichiarato: «Oggi siamo qui riuniti per aiutare l’Ucraina a vincere la battaglia contro la Russia. La battaglia di Kiev entrerà nei libri di storia. Ma ora (.) dobbiamo capire di cosa ha bisogno l’Ucraina per combattere (.) Vogliamo rendere più difficile per la Russia minacciare i suoi vicini  e indebolirla in questo senso” Quindi ha ribadito: “Vogliamo essere sicuri che non abbiano più le capacità per bullizzare i loro vicini, quelle che avevano prima che iniziasse il conflitto in Ucraina“. Austin ha inoltre ha paragonato la resistenza del popolo ucraino contro i russi a quella degli europei e degli americani contro i nazisti, aggiungendo che proprio questa resistenza «ha ispirato tutto il mondo libero, e ha portato grande determinazione alla NATO e gloria all’Ucraina».

A Ramstein è stata stipulata una sorta di Santa Alleanza dei paesi dell’Occidente con l’obiettivo di fornire una poderosa assistenza militare in grado di consentire all’Ucraina di sconfiggere la Russia e di metterla in condizione di non nuocere per il futuro, costi quel che costi in termini di distruzioni e morti. Contemporaneamente il Presidente Biden ha annunciato lo stanziamento di 20 miliardi di dollari in armamenti, mentre il premier inglese Boris Johnson ha incoraggiato l’Ucraina ad esportare la guerra in Russia, dichiarando di considerare “interamente legittimo” l’uso da parte ucraina di armi fornite dal Regno Unito per prendere di mira obiettivi all’interno del territorio della Russia.

Poiché la sconfitta di una superpotenza militare come la Russia non è una cosa facile, il Segretario della NATO Stoltenberg ha dichiarato al summit della Gioventù della NATO, il 28 aprile, che “questa guerra potrebbe trascinarsi e prolungarsi per mesi o anni”.

A questo punto è ormai innegabile che la guerra in corso non è più un conflitto fra Russia ed Ucraina, ma si è trasformata in una guerra per procura di USA, GB e NATO  contro la Russia e che l’obiettivo non è un negoziato con concessioni reciproche per porre fine alla guerra, ma la sconfitta militare della Russia. Cosa intende Kiev per sconfitta della Russia ce lo dice Kirill Budanov, capo del Kgb ucraino, citato da Domenico Quirico (La stampa del 5 maggio): “la disintegrazione della Russia o la rimozione di Putin con una sopravvivenza relativa della Russia”.

In un intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 1° maggio l’economista americano Jeffrey Sachs, docente della Columbia University, ha dichiarato: “La mia ipotesi è che gli Stati Uniti siano più riluttanti  della Russia a una pace negoziata La Russia vuole un’Ucraina neutrale e l’accesso ai suoi mercati e risorse. Alcuni di questi obiettivi sono inaccettabili ma sono comunque chiari Gli Stati Uniti e l’Ucraina invece non hanno mai dichiarato i loro termini per trattare. Gli Stati Uniti vogliono un’ Ucraina nel campo euro americano in termini militari politici ed economici qui è la ragione principale di questa guerra gli Stati Uniti non hanno mai dato un segno di compromesso né prima che la guerra scoppiasse né dopo. (.) quando Zelensky ha lanciato l’idea della neutralità, l’Amministrazione americana ha mantenuto un silenzio di tomba. Ogni giorno setaccio i media per trovare almeno un caso di un esponente statunitense che approvi l’obiettivo di negoziare un accordo. Non ho visto una sola dichiarazione.

Purtroppo più si alza il tono dello scontro e più cresce il rischio di estensione del conflitto, che si avvita in una spirale di violenza della quale non è possibile prevedere l’esito.

Nell’intervista citata Jeffrey Sachs mette il dito nella piaga: “il grande errore è credere che la NATO sconfiggerà la Russia tipica arroganza e miopia americana. Difficile capire cosa significhi sconfiggere la Russia dato che Vladimir Putin controlla migliaia di testate nucleari. I politici americani hanno un desiderio di morte? Conosco bene il mio paese i leaders sono pronti a combattere fino all’ultimo ucraino: meglio fare la pace che distruggere l’Ucraina in nome della sconfitta di Putin.” Dopo Ramstein ci troviamo di fronte ad una svolta della guerra e forse della storia. La Santa Alleanza ci porta dritti all’inferno. Per favore niente vittoria, preferiamo la pace!

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, i poliziotti del commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi hanno tratto…

Si sono fatti consegnare tredicimila euro tra il 28 marzo e il 13 maggio da un diciottenne di Lioni per…

Con l’ultimo bollettino sanitario, emesso questo pomeriggio, l’Asl Avellino tranquillizza ulteriormente rispetto ai casi di epatite A (8 in tutto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Il Mago del Cremlino non è un film sull’ascesa di un singolo uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere, né sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica, ancora una volta sotto il giogo del totalitarismo”. Spiega così Olivier Assayas l’idea da cui nasce “Il Mago del...

L’arte di Alessia per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Un anniversario che si intreccia con i venti anni dalla prima pubblicazione dei calendari di Alessia Bellofatto, bambina prodigio morta prematuramente. Il primo di questi calendari era dedicato al Cantico delle Creature di San Francesco, nel segno...

Al “Via!”, per il Convitto Nazionale di Avellino la XVIII edizione delle Convittiadi 2026: l’edizione, a carattere itinerante, è affidata, per il secondo anno consecutivo, all’Educandato Statale Collegio “Uccellis” di Udine. Le Convittiadi rappresentano un evento unico, che si avvale dei patrocini del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dell’ A.n.i.e.s.,...

Sarà Raphael Gualazzi a salire l’11 aprile, alle 21, sul palco dei Senzatempo, nella cornice dell’Hotel Belsito. “Vedere Gualazzi dal vivo – sottolinea Luciano Moscati – non è un semplice concerto, è un viaggio che parte da New Orleans e arriva dritto al cuore della musica italiana. Un artista capace...

Ultimi articoli

Attualità

Urne aperte da questa mattina alle 7 anche ad Avellino per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in…

Anche l’irpino Giovanni Esposito, coordinatore regionale del Mid Campania (Movimento italiano disabili) ha preso parte questa mattina all’iniziativa “Sport Senza…

Di fronte al crescente allarme che si registra a Napoli e nel resto della Campania per i numerosi casi di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy