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L’Avellino Rocchetta celebra i 130 anni, scommessa vinta. InlocoMotivi e Amodo: oggi è un riferimento del turismo in Campania

E’ stata l’occasione per ribadire la centralità della ferrovia nella storia dell’Irpinia la celebrazione dei 130 anni della tratta Avellino-Rocchetta, salutata da un viaggio sull’intera linea. Un viaggio impreziosito dalla visita a Morra De Sanctis, nel ricordo della figura di Francesco De Sanctis, pronto a rivivere grazie ad un attore locale. A fare da padrona di casa il primo cittadino Fiorella Caputo. Poi, è stata la volta di Rocchetta Sant’Antonio, dove ad accogliere i viaggiatori sono stati il sindaco e gli ex dipendenti delle ferrovie che hanno condiviso ricordi e aneddoti di una vita sui binari. Una vera festa nel segno dei ricordi e della memoria del territorio. Tanti  anche gli spunti di riflessione emersi dal convegno “Tra memoria e futuro della linea”, riflessione sul passato e sul futuro della ferrovia
Un traguardo, quello dei 130 anni, salutato anche dalla Rete ‘Amodo – Alleanza Mobilità Dolce: “Il 27 0ttobre 1895 veniva inaugurata con grande festa e molte speranze di sviluppo la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta, con un tracciato che passando nelle valli dei fiumi Calore, Sabato e Ofanto univa la Campania alla Puglia. Lunga 119 chilometri e con 11 stazioni lungo il suo percorso la linea, pur non avendo potuto contrastare da sola la depressione e lo spopolamento delle aree interne delle province di Avellino, Potenza e Foggia, dopo 130 anni di alterne vicende tra terremoti, chiusure e riaperture parziali, si conferma una attrazione turistica fondamentale per il territorio e un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale di grande importanza”. Il treno irpino del paesaggio proseguirà il suo itinerario il 2 novembre a Montella, il 9 novembre a Conza, Andretta, Cairano, il 16 novembre a Sant’Angelo  dei Lombardi, il 23 novembre a Lioni e il 30 a Morra De Sanctis. Non nasconde, invece, la sua commozione Pietro Mitrione di Inlocomotivi: “La ferrovia Avellino Rocchetta è ormai una realtà consolidata a livello regionale, che cresce di anno in anno grazie alla presenza di tanti viaggiatori. Facciamo parte di un grande circuito nazionale, quello dei treni turistici italiani, che punta ad abbracciare anche l’Europa. Un circuito legato a progettualità come i treni Gran Tour e la Transappenninica che dall’Umbria raggiunge Brindisi. Ormai i nostri viaggi fanno registrare sempre il tutto esaurito”.  Mitrione lo sottolinea con forza “Questo anniversario diventa l’occasione per ribadire come le piccole tratte hanno fatto grande il paese, rappresentando uno strumento per sconfiggere lo spopolamento e superare l’isolamento dei piccoli centri. Purtroppo, ancora oggi, continuiamo a pagare un prezzo altissimo alla mancanza di infrastrutture. Ma è allo stesso tempo un traguardo che ci ricorda come la sfida dell’elettrificazione resta indispensabile per rilanciare Avellino. L’alta velocità finisce a Salerno”. Spiega come “La fermata a Morra non è stata causale. Uomini come De Sanctis e Fortunato avevano compreso che la ferrovia sarebbe stato un simbolo di progresso. De Sanctis, nella sua lungimiranza politica, aveva già chiaro cosa avrebbe potuto essere quella ferrovia e cosa può continuare ad essere. I nostri viaggi non sono semplici gite in treno ma vere lezioni di storia e geografia, con la partecipazione di giovani e meno giovani provenienti per il 90% da fuori provincia. I numeri dei viaggiatori non sono elevati ma sono esattamente quelli che possono accogliere i nostri borghi nel segno del turismo sostenibile. E’ questa la realtà alla quale dare continuità. Ci emozioniamo guardando Linea Verde ma dobbiamo innanzitutto conoscere queste bellezze. Inoltre, questi viaggi in treno offrono l’occasione a chi vive nelle aree costiere di comprendere che cosa sono le aree interne, per acquisire consapevolezza che la diversità dei territori è un’opportunità reciproca”.

Un traguardo, quello dei 130 anni della Ferrovia, celebrato anche da una targa commemorativa. Rocchetta Sant’Antonio è stata proclamata “Capitale delle Ferrovie Turistiche Ofantine”. La cerimonia si è svolta alla presenza del Segretario Regionale AEC Italia  Antonio Garruto, dei sindaci di Rocchetta e Lacedonia e di numerose associazioni. Il riconoscimento, promosso dall’Association Européenne des Cheminots (AEC Italia   aecitalia.org ), celebra la ferrovia come patrimonio culturale, paesaggistico e turistico, non solo come me zzo di trasporto. Una capitale simbolica e sostenibile. Il titolo di “Capitale delle Ferrovie Turistiche Ofantine” richiama il fiume Ofanto, che attraversa il territorio, e simboleggia una rete ferroviaria capace di unire paesaggi e comunità. Come ha ricordato Rai News, Rocchetta è “un paese, tre linee ferroviarie”: un punto d’incontro tra tre regioni e altrettanti mondi. L’attribuzione non è solo simbolica: rappresenta un impegno per la valorizzazione delle ferrovie storiche e per un turismo lento e sostenibile. In linea con la Legge 128/2017 sulle ferrovie turistiche, Rocchetta entra così in un circuito di mobilità dolce e scoperta del territorio. Presente anche la famiglia del Capo Stazione Quadrale Antonio per ritirare il diploma Euroferr alla memoria.

La ferrovia veniva inaugurata il 27 ottobre del 1895. L’idea di collegare l’Irpinia con la Puglia nacque alla fine dell’Ottocento, per favorire lo sviluppo economico delle aree interne del Sud Italia. La costruzione della linea, lunga circa 120 km, a binario unico iniziò nel 1888 e si concluse nel 1895. Collegava Avellino a Rocchetta Sant’Antonio–Lacedonia (in provincia di Foggia), attraversando vallate, ponti e gallerie, con paesaggi di grande bellezza naturalistica. La ferrovia fu fondamentale per il trasporto di studenti e lavoratori, prodotti agricoli e vini (come il Greco di Tufo), merci industriali in piccole quantità. Fu anche importante per i collegamenti postali e militari, soprattutto durante le guerre mondiali. Negli anni ’90 vennero sospesi molti collegamenti regolari. Il servizio passeggeri fu ufficialmente sospeso nel 2010. Dopo anni di abbandono, la linea è stata riaperta a fini turistici grazie ad associazioni come InlocoMotivi, alla Fondazione FS Italiane e alla Regione Campania. Dal 2016 la tratta è diventata la “Ferrovia dell’Irpinia”, una linea turistica che consente di andare alla scoperta delle bellezze del territorio. E’  riconosciuta per il suo valore paesaggistico e culturale, ed è stata inclusa tra le ferrovie turistiche italiane.

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