Airola (BN) – L’arte diventa occasione di crescita, espressione e reinserimento sociale grazie a “Le ali della libertà”, il nuovo progetto artistico coordinato e diretto dall’artista Luca Pugliese che si sta realizzando insieme ai giovani ospiti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, in provincia di Benevento.
L’iniziativa, finanziata dal Ministero della Giustizia e fortemente sostenuta dalla direttrice dell’istituto, la dottoressa Giulia Magliulo e dal reparto educativo diretto dalla dottoressa Rosa Vieni, con il coordinamento del capo della Polizia Penitenziaria dott. Sgambati, si inserisce nel filone del così detto “trattamento avanzato” avviato con l’avvento della nuova direttrice, consapevole dell’importanza dell’arte nel percorso di attività finalizzate alla rieducazione e al reinserimento dei minori accolti nella struttura.
Attraverso un percorso creativo e partecipativo, i ragazzi sono coinvolti direttamente nella progettazione e nella realizzazione di grandi murales che stanno trasformando gli spazi dell’istituto in luoghi di colore, dialogo e speranza. Sotto la guida di Luca Pugliese, i giovani partecipanti sperimentano il linguaggio dell’arte, nello specifico la pittura, come strumento di espressione personale, collaborazione e responsabilizzazione, ponendo al centro il valore del Tempo e la capacità di trasformarlo e di plasmarlo.
“Le ali della libertà”, oltre a un’occasione di crescita, rappresenta molto più di un laboratorio, diventa un cantiere artistico. L’intensità dello scambio umano e creativo rende questa avventura unica e irripetibile, come trovarsi davanti a un muro bianco, una tela intonsa, simbolo di un nuovo inizio e di un’opportunità di riscatto. Un luogo privo di pregiudizi, dove tutto è ancora possibile.
Avvezzo al mondo carcerario, Pugliese da anni dona concerti con il suo personale progetto, “Un’ora d’aria colorata” (attivo dal 2012 con più di cinquanta concerti ad oggi), al popolo detenuto in numerosi penitenziari italiani. Già coinvolto nel 2024 in un progetto pittorico presso il carcere di Foggia dove insieme a detenuti e detenute hanno affrescato gran parte dei loro padiglioni con una entusiasmante e corale partecipazione, per la prima volta adesso si confronta con ragazzi minorenni “costretti e ristretti” tra le mura di una prigione e tra le mura ancora più stringenti delle loro giovani complessità e fragilità esistenziali, che tocca con mano, mente e anima. Nel progetto i ragazzi diventano quelli che l’artista definisce “utensili del tempo”: attraverso il colore, la forma e la condivisione, diventano loro stessi pennello e colore e imparano che creare insieme significa anche costruire relazioni, responsabilità e fiducia reciproca. I giovani partecipanti vengono accompagnati in un viaggio che trasforma i quattro elementi, Terra-Acqua-Aria e Fuoco, in metafore di vita e di cambiamento, alla scoperta di un rinnovato senso del divenire.


