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Le Borboniche, memoria e identità di un regno scomparso

di Rosa Bianco

Venerdì 28 febbraio 2025 la Mondadori Bookstore di Avellino si farà teatro di un evento di rara profondità storica e letteraria. Gigi Di Fiore, firma autorevole del giornalismo e della saggistica storica italiana, presenterà il suo ultimo lavoro, Le Borboniche. Le grandi regine delle Due Sicilie (UTET Editore), un’opera che si annuncia come una pietra miliare nella rilettura della dinastia borbonica, attraverso il prisma delle sue protagoniste femminili.

A dialogare con l’autore sarà il Dott. Fiorentino Vecchiarelli, presidente dell’Accademia dei Dogliosi, mentre il giornalista Gianluca Amatucci modererà l’incontro, promettendo un confronto stimolante e colto su una tematica ancora oggi capace di suscitare accesi dibattiti.

Le regine dimenticate della storia borbonica

Di Fiore, con la consueta capacità analitica e il rigore storico che lo contraddistingue, getta luce su figure femminili spesso confinate ai margini della storiografia ufficiale. Da Maria Amalia di Sassonia, donna di straordinaria cultura, a Maria Sofia di Baviera, ultima regina delle Due Sicilie, di cui nel 2025 ricorre il centenario della morte, il libro si propone di ricostruire i ruoli, le ambizioni e le tragedie di queste sovrane in un’epoca di profondi mutamenti.

La narrazione si muove tra il fasto delle corti borboniche e le tempeste politiche che segnarono il tramonto del Regno delle Due Sicilie, restituendo dignità storica a donne che non furono semplici consorti di sovrani, ma strateghe, mecenati e spesso vittime di giochi di potere più grandi di loro.

Il valore della memoria storica

L’incontro di Avellino si inserisce in un dibattito più ampio sulla riscoperta della storia meridionale, spesso raccontata attraverso la lente di una narrazione unitaria che ha oscurato la complessità degli eventi preunitari. Il Regno delle Due Sicilie, con i suoi chiaroscuri, ha lasciato un’eredità che ancora oggi vive nei costumi, nella cultura e nella memoria collettiva del Mezzogiorno.

Gigi Di Fiore, con la sua capacità di coniugare rigore storico e divulgazione, offre al lettore strumenti per comprendere non solo il passato, ma anche le dinamiche identitarie di un’Italia che ancora fatica a fare i conti con la sua storia.

Questo evento, dunque, non è solo la presentazione di un libro, ma un’occasione per riflettere sulla memoria, sull’identità e sulle figure femminili che hanno segnato una stagione fondamentale della storia italiana. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di storia, letteratura e cultura meridionale.

Come scriveva Marguerite Yourcenar: “Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici: ammucchiare riserve contro un inverno dello spirito.” L’evento di Avellino non sarà solo una celebrazione della storia, ma un atto di resistenza culturale, un invito a riscoprire e custodire la memoria delle grandi regine borboniche e, con esse, di un intero pezzo d’Italia.

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