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Le Sante Spine di Ariano negli studi del Cesn

di Michele Vespasiano

Il volume “Manfredi, Carlo d’Angiò e il Dono delle Sante Spine” rappresenta un prezioso e puntuale       contributo per chiunque studi la complessa transizione svevo-angioina nel Mezzogiorno d’Italia. Pubblicato dal CESN, raccoglie gli atti della giornata di studio tenutasi in occasione della 27ª Rievocazione storica del Dono delle Sacre Spine, un episodio emblematico nella storia medievale di Ariano Irpino. Una vicenda cruciale che evoca la distruzione di Ariano Irpino da parte di Manfredi (1255) e il successivo dono riparatore di due spine della Corona di Cristo alla civitas da parte di Carlo I d’Angiò (1269), che nella battaglia di Benevento aveva sconfitto il figlio dello Stupor mundi. Un gesto simbolico per la comunità restata fedele al Papato, ma anche verso una sede episcopale di frontiera, la qual cosa spiega perché il re angioino avesse così tanto interesse a consolidare la fedeltà di quel territorio attraverso un dono così prestigioso.

Le reliquie delle spine della croce di Cristo, lunghe tra 5 e 6 cm e di colore avorio, sono custodite nella Cattedrale di Ariano Irpino in cilindri di cristallo incastonati in un reliquiario d’argento decorato con gigli di Francia. La tradizione popolare, dalla quale arriva la notizia della donazione angioina, si arricchisce con molteplici leggende, come quella di un pellegrino dalla Terra Santa che ne dimostrò l’autenticità con la prova del fuoco, preservandone due su tre.

Tornando al libro, dopo le introduzioni istituzionali di Ortensio Zecchino, presidente del CESN, di mons. Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino e Lacedonia, e di Giancarlo Sicuranza, presidente dell’Associazione “Sante Spine”, i saggi sono organizzati in due sezioni tematiche. La prima, “Il problema storiografico dell’arrivo delle Sacre Reliquie in Occidente”, traccia il viaggio delle reliquie cristologiche dalla Terra Santa all’Europa e la politica religiosa degli Angioini, affrontando il contesto più ampio con contributi di Errico Cuozzo, La Corona di Spine prima della sua donazione alla Sacra Cappella di Parigi, di Mario Iadanza, L’arrivo delle reliquie in Occidente dalla Terra Santa, di Rosanna Alaggio, Gli Angioini e le Spine della Corona di Cristo, e di Giuseppe Perta, Le reliquie cristologiche da Gerusalemme all’Europa.

La seconda sezione, “Ariano e le Sacre Spine”, si focalizza sull’evento specifico e le sue conseguenze. Qui troviamo analisi sulla fuga di Manfredi in Irpinia (Fulvio Delle Donne), sul “Massacro della Carnale” (Teofilo de Angelis), sulla Battaglia di Benevento (Guido Iorio) e un saggio particolarmente interessante  di Giuseppe Muollo sul reliquiario argenteo di fine cinquecento, prima metà del Seicento, che conserva e protegge le spine della croce. Il manufatto, a forma di guglia che si completa con una bolla vitrea contenente un frammento della Croce di Cristo, nella Platea Urbana et Foranea del 1517, conservata nell’Archivio Diocesano di Ariano, è detto: “uno tabernaculo de cristallo con tre turri de argento aurate dove so doi spini de nostro Signore Ihesu Christo con uno crucifysso de argento aurato”.

Quest’ultimo studio offre un’analisi tecnica inedita, con dati compositivi e proposte di restauro che colmano una lacuna negli studi sull’oreficeria sacra meridionale. Un’appendice documentaria completa il volume.

Il maggiore pregio del libro è il rigore scientifico e documentale, basato sullo studio di fonti primarie (cronache, documenti vescovili, analisi materiali) filtrato dall’autorità di illustri specialisti del medioevo meridionale. Il focus “ariano-centrico” non è un limite, ma un punto di forza; permette, infatti, di illuminare con profondità un episodio locale, svelandone il nesso con la grande storia europea e la politica simbolica degli Angioini. Il volume si inserisce perfettamente nell’alta tradizione editoriale del CESN.

A chi si rivolge questo volume? Studiosi del medioevo meridionale e della transizione svevo-angioina troveranno un tassello di ricerca fondamentale. Allo stesso modo i cultori di storia della religiosità e delle reliquie apprezzeranno l’approccio interdisciplinare che lega storia politica, devozione e arte. Infine, la comunità locale e gli appassionati della storia irpina avranno a disposizione uno strumento scientifico di eccellenza che dà conto delle radici di una devozione secolare ancora vivissima. Chi, invece, cercasse una trattazione generale e panoramica sulla diffusione delle reliquie della Corona di Spina in Europa troverà qui solo un capitolo (quello di Perta) dedicato all’argomento in senso ampio.

Insomma, più che una semplice collettanea degli atti del convegno, “Manfredi, Carlo d’Angiò e il Dono delle Sante Spine” è un’opera che unisce con successo il rigore accademico e la passione civica, un contributo indispensabile per comprendere il significato politico, religioso e sociale di un dono che ha plasmato per secoli l’identità di una comunità.

Errico Cuozzo e Giuseppe Muollo (a cura di), Manfredi, Carlo d’Angiò e il Dono delle Sante Spine. Atti della Giornata di Studi (Ariano Irpino, 10 agosto 2024), CESN (Centro Europeo di Studi Normanni), collana “Medievalia”, 2025, pp. 178, € 20,00

 Note a margine:

Il Centro europeo di studi Normanni è un’istituzione culturale fondata tra studiosi italiani, francesi e inglesi, con sede ad Ariano Irpino, località storicamente rilevante nella vicenda normanna dell’Italia meridionale. Il Centro ha nella propria sede una biblioteca specialistica e il Museo della civiltà normanna, con reperti d’epoca, collezione di monete del Regno normanno-svevo e di 250 armi in asta tra il V secolo a.C. e il XVIII d. C.

Errico Cuozzo è un rinomato storico medievista italiano, professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dal 2000. Tra i fondatori del Centro Europeo di Studi Normanni (CESN), ha diretto istituzioni accademiche e collane editoriali come Historica e Medievali, con pubblicazioni su Palermo normanna e l’Italia meridionale medievale.

Giuseppe Muollo è uno storico dell’arte specializzato nel medioevo irpino e normanno, curatore di numerosi volumi CESN sulle dinamiche storiche di Ariano Irpino. Ha presentato lavori sul trentennale del CESN e sull’arte medievale locale, come “Arte medievale in Irpinia”, fungendo da figura chiave negli studi normanni e angioini.

Oltre agli atti della giornata di studi del 10 agosto 2024 su “Manfredi, Carlo d’Angiò e il Dono delle Sante Spine”, Cuozzo e Muollo hanno curato insieme anche il volume “Il Mezzogiorno d’Italia tra due imperi” (2019), integrando ricerca storica con valorizzazione del patrimonio irpino.

 

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