Arriva dalla scrittrice Emilia Cirillo una riflessione, che sceglie la forma del linguaggio poetico, sull’estate in Irpinia, il tempo dell’effimero per eccellenza, in cui la solitudine si avverte con forza, in una città chiamata a garantire una dignitosa qualità della vita e servizi essenziali tutto l’anno, mettendo da parte clamori e lustrini, in una terra che continua ad essere penalizzata sul piano delle scuole, della sanità e dei trasporti. Poichè in gioco non c’è solo la restanza, ci ricorda Emilia, ma l’esistenza stessa, la possibilità di continuare a vivere in un capoluogo che troppo spesso dimentica di essere tale e non permette un vero spazio di progettualità e futuro, in paesi in cui la bellezza dei paesaggi non riesce a colmare vuoti e desolazione, disagi e sofferenze. Un appello alle istituzioni e a chi guida i territori che riguarda non solo Avellino ma tutti i paesi della provincia, perchè si creino le condizioni per restare, perchè ci si possa riappropriare di una terra che troppo spesso continua ad essere matrigna, perchè si possa finalmente scegliere di non partire e immaginare qui il proprio futuro.
di Emilia Cirillo
E dunque dico basta a questa estate
Un rullio incessante di eventi ( una volta si chiamavano manifestazioni) con tanto di personaggi illustri di richiamo,
Caciocavalli tamburiate e canti
Nei paesi dimenticati
Nelle città addormentate
Nei prati bruciati dalla calura.
La stagione dove a tutti i costi ci si racconta di essere sani e migliori
Giovanilissimi e sprint
Tanto da poter vincere la desolazione quotidiana
Del non trovare lavoro qui e partire.
I ritorni sono una disperata ricerca di un’infanzia
Di un tempo in cui poter progettare e sperare che la vita andasse in un certo modo
A riflettere oggi “passano gli anni e il nuovo non viene”
Se nuovo significa lavoro, stabilità, permanenza,
Occasioni dí progetto
Servizi trasporti
Altro che restanza
Qua si parla di esistenza.
Nelle famiglie almeno un figlio è altrove
I genitori anziani hanno , se possono permetterselo, una badante che accudisce
Si fa a gara per trovare
un elettricista
Un idraulico
Un calzolaio
Un pittore
Un sarto
Un medico di base
Una donna di servizio
Un trasporto pubblico efficiente.
Non è l’autunno che verrà
E il quotidiano
Basta con l’estate che offre effimere illusioni di divertimento e cambiamento,
( Nicolini è morto da un pezzo)
Lo dico come chi non si è mossa da casa
E ha sperimentato il vuoto intorno ( eccezion fatta per qualcuna/o.) mentre “gli eventi” affollavano le piazze e infiammavano dispute ormai rancide
Inondando i social di foto e di sorrisi.
Sarà stato il caldo a offuscare la vista
La realtà è sotto gli occhi
Abbiamo bisogno di vere risposte ad una vita decente, perché no, anche spensierata.
Pertanto chiedo alla politica, a chi ha in mano i destini di un popolo, a chi ha in mano il progetto di questa nostra città, la dignità di cittadinanza.
Tutto l’anno.



