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Senza l’utopia degli eroi del Rinascimento non si sarebbe fatta l’Italia unita, senza quella dei Padri costituenti, l’Italia democratica e senza l’utopia di Spinelli, De Gasperi, Adenauer e Schumann l’Unione europea. Senza una sana utopia la politica diventa mera gestione del potere. E’ quanto, purtroppo, sta avvenendo in Europa e, soprattutto, in Italia, con l’aggravante del concorso di un partito che si dice di sinistra. La trasformazione che sta avvenendo nel mondo, (l’immigrazione di interi popoli che fuggono dalla miseria e dalle guerre ne è solo un esempio), è epocale e indice di trasformazioni sociali radicali. Si fugge anche perché si rivendica un diritto alla vita e una eguale dignità della persona. Milioni di poveri e derelitti irrompono nei territori ricchi e non ci sono mura o fili spinati in grado di fermarli perché il fenomeno è il primo effetto del fallimento della globalizzazione e del capitalismo senza regole.Il comunismo è fallito perché non sapeva produrre ricchezza, anche se sapeva distribuirla e assicurare a tutti istruzione, sanità, previdenza. Il capitalismo sta mostrando la corda perché sa produrre ricchezza ma non sa distribuirla ed emargina i lavoratori dal processo produttivo per la crescente automazione ed informatizzazione. I poveri diventano sempre più poveri e più numerosi, i ricchi sempre più ricchi e più privilegiati. La sinistra – compresa quella che è rimasta nel PD – è divisa e frantumata e non si accorge che, senza voler tornare alle ideologie ottocentesche, occorre una sana utopia ed un nuovo progetto di partecipazione alla ricchezza prodotta, per rilanciare una società più giusta e solidale; che c’è maledettamente bisogno di un nuovo slancio, di un nuovo modo di partecipazione, di organizzarsi in partiti o movimenti, se si vuole dare una svolta, soprattutto morale, in grado di effettuare un risanamento politico ed economico, capace di far sedere al tavolo della consumazione la maggior parte dei cittadini perché tutti hanno diritto a vivere con dignità. I veri corni del problema non si vogliono affrontare dai governanti di oggi, di destra e di sinistra, che reggono le sorti dei paesi europei e dell’Italia dove, con un riformismo conservatore fatto di aggiustamenti, compromessi, pannicelli caldi, annunci e promesse, non si sta andando nella direzione giusta. Anzi la situazione sta peggiorando e sta aumentando la divisione sociale, l’individualismo e la difesa di diritti e privilegi corporativi, l’emarginazione delle periferie, il sopraggiungere della rabbia sociale, del razzismo, della protesta e dell’antipolitica. Faticano a comprenderlo i Cuperlo e gli Speranza, e i politici cattolici che seguono poco gli insegnamenti e gli ammonimenti di Papa Francesco. Capiscono che il futuro della sinistra è in un nuovo progetto di ripartizione della ricchezza prodotta (sulla quale si dovrebbe fondare il nuovo Welfare) o non è? Si rendono conto che con questa riforma della Costituzione e con questa legge elettorale il loro futuro, sempre più marginale, è destinato a scomparire del tutto? Se non si raddrizza una sinistra “sgarrupata”, se non si aspira a tendere a “nuove frontiere”, a includere e non a emarginare interi ceti sociali, assisteremo impotenti, al crescere dell’antipolitica, della protesta e della rabbia popolare e al proliferarsi di movimenti razzisti e di protesta che distruggono senza costruire. Se non ora, quando? Se passa la riforma costituzionale con l’attuale legge elettorale, non ci sarà più tempo per almeno altri due lustri!
edito dal Quotidiano del Sud

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