In occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, Toni Ricciardi e Michele Fina, parlamentari del Partito Democratico, hanno ricordato il sacrificio dei 262 lavoratori morti l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, 136 dei quali italiani. Una tragedia che ha segnato profondamente l’intera storia dell’emigrazione italiana.
Per Ricciardi e Fina, Marcinelle non è soltanto una pagina dolorosa del passato, ma una memoria che interpella ancora oggi l’Italia e l’Europa sul terreno dei diritti del lavoro, della mobilità e delle politiche migratorie.
“È stato un onore, accompagnato da una profonda emozione, partecipare alla commemorazione dei 70 anni della tragedia di Marcinelle – sottolinea Michele Fina, che spiega – è una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana e del lavoro, una tragedia che ha segnato l’Abruzzo, l’Italia e l’Europa. Marcinelle è un monito attuale, che ci spinge a rinnovare l’impegno per il rafforzamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e per l’accoglienza e l’integrazione come fattori strategici e morali. È questo ciò che ci insegna la nostra storia e quella dell’Europa”.
Una riflessione che, per Toni Ricciardi, deve necessariamente estendersi al modo in cui oggi l’Europa affronta il tema della mobilità e delle migrazioni.
“Settant’anni dopo – afferma Ricciardi – l’Europa dei diritti, nata anche dal sacrificio di quei minatori, dovrebbe saper distinguere fra sicurezza delle frontiere e sicurezza delle persone, senza far sacrificare la seconda alla prima. Non si tratta di aprire o chiudere i confini per riflesso ideologico, ma di riconoscere che la mobilità del lavoro è, oggi come allora, una struttura dell’economia europea, non un incidente di percorso. La stessa Costituente, nel 1946, seppe guardare all’emigrazione italiana con questa consapevolezza”.
Per Ricciardi e Fina, dunque, la celebrazione del settantesimo anniversario deve trasformarsi in un impegno concreto: tenere insieme memoria e responsabilità, sicurezza e diritti, lavoro e dignità.
“Il sacrificio dei minatori di Marcinelle – concludono infatti – appartiene alla storia dell’emigrazione italiana, ma anche alla costruzione dell’Europa sociale e dei diritti. Ricordarlo significa impegnarsi affinché nessun lavoratore, italiano o straniero, sia mai più costretto a scegliere tra la ricerca di una vita migliore e la tutela della propria dignità, della propria sicurezza e dei propri diritti. Marcinelle è un monito attuale, che ci spinge a rinnovare l’impegno per il rafforzamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e per l’accoglienza e l’integrazione come fattori strategici e morali. È questo ciò che ci insegna la nostra storia e quella dell’Europa”.


