Di Rosa Bianco
Nel panorama editoriale contemporaneo, spesso segnato da una memoria corta e da una riflessione politica frammentata, “Memoria, amicizia, impegno” si impone come un’opera di rara densità civile: un libro che non si limita a raccogliere scritti, ma costruisce una vera e propria architettura etico-politica della memoria.
Una scrittura della memoria come pratica politica
Il volume raccoglie testi dell’ultimo decennio che intrecciano ricordo personale, riflessione storica e intervento civile, componendo un mosaico coerente attorno a tre nuclei tematici — memoria, amicizia e impegno — che non sono semplici categorie sentimentali, ma autentiche categorie politiche. In Cennamo, la memoria non è mai nostalgia: è piuttosto uno strumento critico, una lente attraverso cui interrogare il presente e orientare il futuro.
In questo senso, l’opera si inscrive nella grande tradizione della memorialistica politica italiana del secondo Novecento, dove l’esperienza individuale si fa testimonianza collettiva. La rievocazione dei compagni scomparsi e delle stagioni di lotta non indulge mai al rimpianto, ma assume la forma di un’etica della responsabilità: ricordare significa continuare a scegliere.
Il filo rosso del Novecento: militanza e identità
Figura attraversata dal libro è quella del militante che ha vissuto da protagonista le vicende del Partito Comunista Italiano, senza mai recidere il legame con il territorio e con la questione meridionale . La traiettoria biografica di Cennamo diventa così paradigma di una generazione politica che ha creduto nella trasformazione sociale come progetto storico.
La riflessione sul Mezzogiorno — in particolare su Napoli — emerge come elemento decisivo: non semplice sfondo geografico, ma laboratorio politico e morale. Qui la memoria si intreccia con le contraddizioni irrisolte della modernità italiana: sviluppo diseguale, marginalità, ma anche straordinaria vitalità civile.
Amicizia come categoria pubblica
Uno degli aspetti più originali del libro è la rivalutazione dell’amicizia come categoria politica. Nei ritratti dedicati ai compagni, l’amicizia si configura come forma di legame sociale alternativo all’individualismo contemporaneo: una comunità di destino fondata su valori condivisi, sulla lealtà e sulla solidarietà.
Non è un caso che proprio questa dimensione attraversi l’intero volume come una trama sotterranea: essa restituisce alla politica una dimensione umana spesso smarrita, opponendosi alla sua riduzione a tecnica o a pura gestione del potere.
Una lingua limpida, una coscienza vigile
Sul piano stilistico, Cennamo adotta una prosa limpida, sorvegliata, priva di compiacimenti retorici. È una lingua che riflette una postura morale: chiarezza come forma di onestà intellettuale, coerenza come cifra esistenziale. I testi, pur nati spesso come “scritti d’occasione”, si tengono insieme grazie a una voce unitaria, capace di coniugare rigore analitico e partecipazione emotiva .
Un libro necessario nel tempo della smemoratezza
In un’epoca segnata da una profonda crisi della memoria pubblica, “Memoria, amicizia, impegno” assume il valore di un gesto controcorrente. L’invito a coltivare la memoria come fondamento del futuro non è una formula retorica, ma un programma politico: difendere le conquiste democratiche, rilanciare ideali di libertà, eguaglianza e solidarietà, sottraendoli all’erosione del tempo.
A suggello di questa architettura etico-politica, si comprende allora perché l’autore ritorni più volte — quasi come a un principio ordinatore — alla celebre affermazione di Benedetto Croce: «la storia è sempre storia contemporanea». Non si tratta di una citazione ornamentale, ma di una chiave interpretativa che dà sostanza e coerenza all’intero impianto del volume.
In Cennamo, infatti, il passato non è mai un deposito inerte di eventi conclusi, ma una materia viva, continuamente interrogata dal presente. Ricordare significa assumere una posizione, prendere parte, riconoscere nelle vicende trascorse le radici delle contraddizioni attuali. È in questo senso che la storia diventa contemporanea: perché ogni atto di memoria è già un atto politico, una scelta che illumina il presente e ne orienta le possibilità future.
La trama di amicizie, battaglie e impegni che attraversa il libro non si offre dunque come semplice testimonianza, ma come esercizio critico permanente. Le figure evocate non appartengono soltanto a un tempo passato: continuano a parlare, a interrogare, a chiedere responsabilità. Ed è proprio questa tensione tra memoria e attualità a impedire ogni deriva nostalgica, trasformando il ricordo in coscienza vigile.
“Memoria, amicizia, impegno”, in definitiva si configura come un’opera di testimonianza e insieme di riflessione critica, capace di parlare tanto alla storia quanto al presente. Non è solo il ritratto di un uomo e di una stagione politica, ma una meditazione sul senso stesso dell’impegno civile: perché la memoria, quando è autentica, non guarda mai indietro — illumina la strada.



