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Monteforte e Arcella in festa per i 25 anni di sacerdozio di don Fabio Mauriello

Di Antonio Polidoro

Monteforte si mobilità per rendere omaggio al parroco don Fabio Mauriello nel venticinquesimo di sacerdozio.
Fervono i preparativi nella popolosa e civilissima comunità montefortese: l’elementare e forte necessità di ringraziare il Signore per il dono di un sacerdozio splendidamente onorato.
In venticinque anni di servizio nella chiesa avellinese don Fabio ha svolto la sua appassionata azione pastorale tra le comunità di Pratola Serra e Atripalda prima di approdare a Monteforte.
La “tinta” sorridente, seppur incisiva, della sua cifra pastorale e’ la costante della sua magnifica testimonianza di sacerdote .
Tutta giocata su una vocazione sempre pienamente vissuta…
Gli studi liceali robusti al Pontificio Seminario di Benevento e quelli teologici ai gradi più alti alla Pontificia Facoltà Teologica Meridionale hanno dato abbondanti frutti: il sustrato dottrinale che completa e arricchisce la capacità di rapportarsi ai fratelli.
Sempre e comunque !
Tra i sacerdoti più amati nell’esperienza accademica grandi Maestri come Bruno Forte e Antonio Di Donna.
Nell’Azione Cattolica, servita con intelligente passione, ha percorso tutti il livelli fino a diventare Assistente Generale , una impegnativa successione a Mons. Antonio Dente…
Montefredanese, come tanti presbiteri di valore , don Fabio ha visto maturate la sua vocazione all’ombra dello straordinario parroco di Arcella, Mons.Errico Spiniello, direttore spirituale di sempre…
Ha servito i vescovi Antonio Forte ( che non nascondeva una paterna predilezione per il giovane presbitero arcellano e che gli affido’ il compito di Segretario della Santa Visita Pastorale), monsignor Francesco Marino che lo destino’ alla prestigiosa sede di Atripalda – Sant’Ippolisto, e infine mons. Arturo Aiello che lo ha destinato alla sede di Monteforte, popolosissima comunità parrocchiale che da Torrette si spinge fino al territorio di Mugnano del Cardinale in diocesi di Nola: come dire una “parrocchia di confine”.
Il sorriso “pensoso” di don Fabio, sempre pronto a stemperare e risolvere le situazioni umane complesse che mobilitano la sua generosa capacità di raccordarsi all’altro, rassicura e agevolmente entra in sintonia con il fratello in difficoltà.
Si tratta di qualità che non si esaltano esclusivamente nelle aule e nei cortili dei Seminari ma che si consolidano all’ombra della famiglia che, alla fine provvede al consolidarsi di quell’ imprinting che accompagna e delinea la nostra identità umana, un ambito del tutto “decisivo” nella fisionomia, anche spirituale , di un presbitero.
Nato ad Arcella, in una antica casa colonica tra la statale Appia e il corso del fiume Sabato, ha potuto godere poco della presenza paterna, il sorridente Antonio, gran lavoratore, spentosi giovanissimo.
Assolutamente centrale nella formazione del piccolo Fabio l’intrepida mitezza di mamma Adelia, che si trovò al timone di una famiglia di cinque figli nell’età difficile dell’infanzia e dell’adolescenza.
Mamma Adelia è stato fino alla prematura scomparsa il punto di riferimento di don Fabio.
Lo segui’ a Pratola, nella vecchia canonica annessa alla centralissima chiesa parrocchiale, presenza preziosa quanto silenziosa e discreta.
Chi scrive non ha, certo bisogno di attingere notizie sulla bella famiglia Mauriello : sostanzialmente dirimpettai , abbiamo potuto godere dell’ubertosa Arcella preindustriale: un orto sconfinato con i profumi della terra, coltivata con sapienza e amore.
In questo humus ricco di granitici valori antichi e’ cresciuto il parroco di Monteforte e questo patrimonio di ….emergenze superate grazie alla forza propulsiva del “senso della famiglia” si rivela con singolare nitore in ogni coordinata della sua cifra pastorale.
Tutto questo gli uomini e le donne affidate alle cure di un parroco lucidamente avvertono e tutto questo determina il successo ( o l’insuccesso) pastorale…
Nella serata dell’ otto settembre il vescovo Arturo condividerà la gioia della festa con la gente di Monteforte, il giorno successivo sarà Arcella, col sindaco Aquino in testa, a manifestare a don Fabio il generale affetto guadagnato “sul campo”.
Poi riprenderà il cammino, iniziato un quarto di secolo fa’ , con crescente ed entusiastica determinazione e affrontando il problemi più difficili e controversi : un vero maestro nel cercarsi gli ambiti pastorali più complicati e impegnativi.
Come la pastorale della Diversità che da qualche anno lo impegna con immutata passione e,
come sempre, “anima e corpo”.

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