Sabato, 2 Maggio 2026
19.49 (Roma)

Ultimi articoli

Monteverde, l’ingiustizia silenziosa di una montagna negata

di Rosa Bianco

C’è una forma di ingiustizia che non fa rumore, non occupa le piazze né incendia il dibattito pubblico, ma incide profondamente sul destino delle comunità: è l’ingiustizia amministrativa, quella che nasce da criteri applicati in modo cieco, incapaci di leggere la realtà dei territori. L’esclusione del Comune di Monteverde dall’elenco dei comuni montani individuati dal DPCM n. 131 del 2025 appartiene esattamente a questa categoria.

Monteverde non è soltanto un comune “di fatto” montano: lo è nella sua geografia, nella sua storia, nella sua quotidianità. L’intero abitato si colloca a circa 740 metri sul livello del mare, senza frazioni a quote inferiori; un dato che da solo basterebbe a fugare ogni dubbio. Ma la montanità non è solo una questione di altitudine: è isolamento, difficoltà di accesso ai servizi essenziali, fragilità infrastrutturale. Ed è proprio su questi elementi che Monteverde esprime, in modo quasi paradigmatico, tutte le criticità delle aree interne italiane.

Siamo di fronte al comune più isolato della provincia di Avellino, distante quasi venti chilometri dal centro abitato più vicino, collegato da una viabilità segnata da gravi carenze strutturali. L’ospedale di riferimento si trova a circa 68 chilometri, una distanza che, tradotta in tempi di percorrenza reali, compromette l’effettivo diritto alla salute. Monteverde ricade integralmente nell’area SNAI “Alta Irpinia”, riconosciuta dallo Stato come una delle zone a più alto livello di marginalità del Paese. Eppure, in un paradosso difficile da spiegare, è l’unico comune di quell’area a non essere riconosciuto come montano.

L’anomalia si ripete anche all’interno del Consorzio dei Servizi Sociali con sede a Lioni: su 25 comuni, Monteverde è ancora una volta l’unico escluso dalla classificazione di comune montano. Una reiterazione che produce una evidente disparità di trattamento rispetto a territori con caratteristiche analoghe, se non addirittura meno svantaggiate, e che mina il principio di equità territoriale sancito dalla stessa normativa nazionale.

Dalle verifiche emerge una motivazione tanto semplice quanto inquietante: l’applicazione meramente automatica del criterio dell’altitudine media, alterata dalla presenza di una porzione marginale del territorio comunale posta al confine con la Puglia, caratterizzata da quote più basse. Un dettaglio cartografico che finisce per cancellare la realtà vissuta di un’intera comunità. È il trionfo dell’astrazione numerica sulla concretezza territoriale, del dato statistico sulla conoscenza reale dei luoghi.

Una politica pubblica responsabile, tuttavia, non può fermarsi alla rigidità dei numeri né può rinunciare alla valutazione complessiva delle condizioni di disagio, isolamento e marginalità. La classificazione dei comuni montani non è un esercizio formale: è uno strumento di giustizia territoriale, attraverso il quale si riconoscono svantaggi strutturali e si attivano misure compensative indispensabili alla tenuta sociale ed economica delle aree interne.

In questo quadro, la battaglia avviata dal Sindaco di Monteverde, Antonio Vella, assume un valore che va ben oltre i confini comunali. È una battaglia di principio, di dignità istituzionale e di tutela delle comunità marginali. Non a caso, al suo fianco si è dichiarata pronta a scendere in campo la SVIMAR – Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne, con il suo presidente Giacomo Rosa, da sempre impegnata nella difesa dei territori fragili e nella promozione di politiche realmente aderenti alle esigenze delle aree montane e interne del Paese.

Il sostegno della SVIMAR non rappresenta soltanto un appoggio politico o tecnico, ma un segnale chiaro: Monteverde non è un’eccezione da ignorare, bensì un caso emblematico che impone una riflessione più ampia sui criteri di classificazione e sulle responsabilità dello Stato nei confronti dei territori più esposti allo spopolamento e al declino.

Correggere l’esclusione di Monteverde dall’elenco dei comuni montani non significherebbe piegare la norma, ma restituirle il suo significato più autentico. Significherebbe riaffermare che le leggi devono servire i territori e non mortificarli, che i numeri devono essere strumenti e non alibi, che l’equità non può essere sacrificata sull’altare della burocrazia.

Monteverde è una montagna che esiste, che resiste e che chiede soltanto di essere riconosciuta per ciò che è. Ignorarlo ancora vorrebbe dire trasformare un errore tecnico in una scelta politica consapevole. E questa, oggi, sarebbe una responsabilità che nessuna istituzione può permettersi di assumere.

 

 

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Si confronterà il 4 maggio con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII-Parini di Sperone Don Luigi Merola, referente nazionale legalità,…

Arresti domiciliari per Francesco De Angelis. Questa la decisione dei giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli…

Un investimento si è verificato questa mattina in Viale Italia, ad Avellino. Una donna di 86 anni è stata travolta…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Un viaggio affascinante tra storia, teatro e arti visive. E’ l’incontro “La Maschera di Arlecchino”, in programma lunedì 4 maggio 2026 alle ore 10:00 presso l’Aula Magna “Leo Mattonella” dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in via Ripetta 222. L’evento si propone di esplorare uno dei simboli più iconici della...

Rodolfo Picariello Frigento – Archiviato l’incontro di Flumeri, presso la Dogana Aragonese sulla tematica relativa l’agricoltura i prossimi appuntamenti per la costruzione del Masterplan riguardano Mirabella Eclano e Frigento. Quello eclanese riguarda la Formazione e dunque si parla di istruzione e di scuola. A Frigento invece si parla di produzione....

Si è presa ancora una volta la scena Big Mama, bellissima e disinvolta, con il suo nuovo look, sul palco del Concertone del primo maggio che è quasi casa per lei, trasformando la sua canzone in un inno alla libertà dell’amore. Lo ha fatto con la leggerezza e la determinazione...

È l’alunno Matteo Bellanova, della classe V B del Liceo Linguistico dell’Istituto Superiore “Ruggero II” di Ariano Irpino, il vincitore della XXIII edizione del Premio Campania Europa 2026, prestigioso riconoscimento promosso dall’AREC Campania, l’Associazione ex Consiglieri della Regione Campania, e rivolto agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della regione....

Ultimi articoli

Attualità

Scegliamo un tema e vediamo come lo affrontano le coalizioni dei tre candidati che si propongono per la poltrona di…

Si è conclusa un’esperienza straordinaria che va ben oltre il rettangolo di gioco. La Misericordia di Avellino, guidata dal Presidente…

Scegliamo un tema e vediamo come lo affrontano le coalizioni dei tre candidati che si propongono per la poltrona di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy