– di Clelia Gambino* –
IL 23 settembre 1916 nasceva Aldo Moro e, quale vicepresidente dell’ associazione Democrazia compiuta, che alla sua figura umana e politica si ispira, sento il dovere di celebrare i 110 anni dalla sua nascita.
Uno dei più grandi statisti del ‘900, membro dell’assemblea costituente, fu in grado di leggere i fenomeni politici con coraggio e lungimiranza, avendo come fine il bene comune.
“Se le cose non vanno, non dobbiamo limitarci a dire che ci saranno altri a pensarci, bensì domandarci che cosa possiamo fare noi” amava dire e in questo risiede la grandezza di un uomo che ha saputo affrontare la morte con coraggio e con fede profonda.
E proprio in un momento in cui la politica non attrae più talenti ma è vista come un ufficio di collocamento per sé e per i propri sodali, in cui il linguaggio politico diventa gretto e volgare, in cui l’argomento del giorno è la lunghezza delle gonne delle donne, si avverte l’urgenza di ricordare una figura come quella di Aldo Moro, che giganteggia fra nani con la sua sobrietà e con la dignità del suo agire e del suo rappresentare le istituzioni.
Non, però, come reminiscenza di un passato che non torna, ma come faro a cui chiunque voglia impegnarsi in politica deve guardare.
*esponente del Pd


