“Ringrazio sinceramente l’Ufficio Famiglia della Diocesi, il Forum delle Famiglie provinciale, Stefania Spina, Nino Di Maio e tutte le associazioni che ogni giorno lavorano concretamente accanto alle famiglie, ai giovani e alle persone più fragili della nostra comunità”. Così la candidata sindaca Laura Nargi.
“L’incontro promosso presso Casa Nicodemi è stato un momento importante di ascolto e confronto, perché oggi parlare di famiglie significa parlare del futuro stesso di Avellino.
Credo che una città cresca davvero quando riesce a far sentire le persone meno sole nella vita quotidiana, attraverso servizi concreti, vicinanza e una rete di comunità capace di accompagnare le fragilità.
Per questo condividiamo pienamente le sollecitazioni emerse dal Forum delle Famiglie e intendiamo trasformarle in azioni amministrative concrete.
Sul tema del disagio giovanile, riteniamo fondamentale investire nella prevenzione, nella formazione e nella costruzione di opportunità reali per i ragazzi. Continueremo a sostenere politiche dedicate agli under 36, puntando sull’università, sull’alta formazione e sulla creazione di spazi di aggregazione positiva, culturale e sociale. Accanto a questo, vogliamo rafforzare i servizi di consulenza e supporto psicologico, promuovendo iniziative capaci di valorizzare il talento e il potenziale positivo dei giovani, anche attraverso eventi e progettualità condivise con il mondo associativo.
Grande attenzione va riservata anche alle famiglie che affrontano il disagio mentale o vivono situazioni di forte fragilità sociale, comprese quelle legate alla detenzione di un familiare. Oggi troppo spesso manca una vera rete di riferimento e l’accesso ai servizi risulta frammentato e complesso. Per questo immaginiamo una “Community di Cura”, un modello di welfare di prossimità che integri servizi sociali, associazioni, volontariato e presidi territoriali nei quartieri, per offrire ascolto, orientamento e continuità nell’assistenza. Su questi temi abbiamo già avviato momenti di sensibilizzazione pubblica e continueremo a lavorare insieme alle associazioni del territorio per costruire risposte più umane ed efficaci.
Un altro obiettivo centrale sarà favorire il dialogo intergenerazionale e contrastare la solitudine. Vogliamo promuovere progetti che mettano in relazione giovani e anziani, valorizzando il ruolo sociale delle nuove generazioni anche accanto alle famiglie impegnate nel caregiving. Una città che si prende cura delle persone deve garantire prossimità, relazioni e servizi accessibili, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità o isolamento.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alle donne che vivono il delicato periodo della maternità e del post-partum. Oggi molte madri affrontano solitudine, difficoltà psicologiche e spesso anche l’allontanamento dal mondo del lavoro. È necessario costruire una rete di sostegno concreto, non solo economico ma anche psicologico e sociale, capace di accompagnare le donne durante la gravidanza e nel puerperio, soprattutto quando manca il supporto familiare.
Sul fronte dei servizi per l’infanzia, riteniamo prioritario potenziare ulteriormente il sistema degli asili nido, troppo spesso lasciato esclusivamente all’iniziativa privata e quindi difficilmente sostenibile per molte famiglie, comprese quelle monoreddito e con ISEE basso/medio. In questi anni sono stati ottenuti tre finanziamenti importanti per nuovi asili nido e queste strutture saranno realizzate. Ma il nostro obiettivo è più ampio: garantire servizi educativi accessibili, diffusi e realmente a misura di famiglia.
Tutto questo richiede una città più stabile, più sicura e capace di rassicurare i cittadini con un progetto amministrativo serio e strategico. Una città che sappia prendersi cura delle persone, rafforzare la propria identità e costruire una collaborazione permanente con il Terzo Settore, la Diocesi, il volontariato e tutte le realtà che ogni giorno tengono insieme il tessuto umano della comunità.
Perché nessuna famiglia deve sentirsi sola.
Immaginiamo una rete con servizi sociali e associazioni.
Magari con iniziative di
sostegno domiciliare post parto
reti di mamme e consultori.
Ed è da qui che vogliamo ripartire per costruire un futuro più umano, inclusivo e vicino alle persone”.



