L’oro più prezioso non è quello che brilla ma quello che nasce dalla fatica quotidiana, che si nutre del legame con le radici. E’ uno degli insegnamenti che il nonno, attento custode della memoria di Pietrastornina, protagonista del romanzo di esordio di Maria Cafasso “Nella valle dell’oro strisciante. Lì dove tutto nasce” – edito da Bascetta – trasmette al nipote, attraverso i suoi racconti, convincendolo ad andare al di là della superficie delle cose, a comprendere che c’è di più oltre a ciò che appare ai suoi occhi, che dietro quel fango, quella terra si nascondono vite, miti, leggende, che è possibile fermare il tempo e abbandonarsi al potere dell’immaginazione. E così sono le storie a prendere vita, a partire dagli alberi dei gelso di quella che era la Valle dell’Oro strisciante, poiché lì si allevavano i bachi e si produceva la seta più bella che si potesse vedere, autentico oro, che vestiva re e regine, di cui presto si impossessarono i mercanti di Firenze, derubando la comunità della sua ricchezza. Uno scippo ma, come comprenderà crescendo il nipote, anche una fortuna poichè per la prima volta quella terra dialogava con l’Europa.
Ma l’oro rappresentato dai gelsi è, in fondo, nel racconto di Cafasso simbolo delle radici, della bellezza di una terra con cui il legame resta saldo anche quando si è costretti a partire, dall’incantesimo di una natura in cui ogni ramo racconta storie e segreti delle montagne. E’ un oro che striscia perchè è pesante da indossare ma ci accompagna verso l’immenso ”Questi campi – dirà il nonno -sono l’eredità di un racconto antico. Raccontano l’anima e il sudore, il battito del petto di uomini e donne che qui si sono logorati nel duro lavoro della terra per sopravvivere, eppure in questa fatica c’erano fili invisibili che ci univano tutti”. Un legame con i propri padri, che è esso stesso simbolo della possibilità di guardare al futuro “Finchè ci sarà un nonno e un nipote sotto un gelso, a Pietrastornina non morirà mai la speranza”. Poichè l’oro è nella forza del racconto che salva perché restituisce l’idea del legame con chi ci ha preceduto, aiuta a comprendere i sacrifici dei nostri padri e la bellezza che ci circonda, un tesoro che a volte, schiacciati dalle nuove tecnologie, non riusciamo a comprendere. E così dovunque la vita ci abbia condotto, da New York ai deserti dell’Oriente non è possibile non tornare poiché è “solo sotto questi gelsi che la sua anima smette di correre”.
L’universo di Cafasso si popola così di molteplici voci e racconti, tutti legati alla Starza e alla sua sorgente, dalla viaggiatrice alla ragazza con la musica dentro che diventerà una grande compositrice descrivendo nelle sue musiche i colori e i paesaggi dell’autunno fino alla madre di tutte le madri, simbolo delle donne che, senza stancarsi, coltivavano i campi e crescevano i loro figli, trasformando la fatica in un atto d’amore. Un legame con la memoria quello che il nonno trasmette al nipote che è anche lezione di vita, poiché i bachi da seta insegnano che è possibile strisciare come bachi per poi riuscire a produrre la propria seta, che qualsiasi bruco può diventare farfalli, che si costruiscono capolavori partendo dalle piccole cose. Un legame che continua a esistere finchè ci saranno uomini e donne che non smetteranno di custodire questo passato, di raccontare queste storie a figli e nipoti, nella convinzione che il futuro non può che partire dalla memoria, che la tecnologia ha un senso solo se aiuta a custodire meglio il patrimonio rappresentato dai nostri territori. Una favola, quella che consegna Cafasso, preziosa per grandi e piccini, che è anche un monito a chi amministra queste terre, perché rispetti la loro vocazione, la bellezza della natura, i prodotti della terra, conciliando memoria e modernità.
“Nella valle dell’oro strisciante. Lì dove tutto nasce”, il libro di Maria Cafasso, pubblicato da Arturo Bascetta Editore, sarà presentato il 12 settembre, alle ore 18, nella Sala Consiliare “Vincenzo Rizzo” di Pietrastornina.
’incontro, patrocinato dal Comune di Pietrastornina, vedrà i saluti istituzionali del sindaco Amato Rizzo. Il prologo sarà affidato all’editore Arturo Bascetta, mentre l’introduzione sarà curata da Andrea Gennarelli. Interverranno l’ingegnere Carmine Tirri, la peicologa Adele Galdo, la dottoressa Maria Teresa Miranda e il professore Felice D’Alelio.
A moderare l’incontro sarà la giornalista Floriana Guerriero. La serata sarà accompagnata dalle letture di Carmine Spagnuolo e dalla musica di Anna Rita Cillo e Rosanna Gaddi.
Un appuntamento, dunque, che parte da un libro per tornare al territorio: a Pietrastornina, dove le storie degli uomini, la terra e la memoria continuano a dialogare.

