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Noi di Centro, Gazzella: “La mia prima volta in Regione? Un incontro con i sindacati per risolvere le vertenze irpine”

Guerino Gazzella è avvocato a tutto campo potremmo dire, che si interessa di molti settori della giustizia, candidato con Noi di Centro, la lista ispirata e voluta dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Le zone interne stanno diventando una forma di slogan ma poi nei fatti concreti che cosa bisognerebbe fare?

Mastella, in modo chiaro, ha posto ai tavoli tematici di centro sinistra un assessorato alle zone interne, con deleghe precise, con possibilità di spesa e di poter fare gli investimenti. Nella zona da dove provengo, Ariano Irpino, c’è un grande investimento per la Stazione Hirpinia. Ferrovie dello Stato ed Italferr stanno realizzando un’opera straordinaria. Ma per ridurre la distanza tra Napoli e Bari deve nascere una Stazione Logistica, però adesso c’è bisogno della politica che intervenga e dia la possibilità di tutta una serie di vie e strade di accesso per arrivare alla Stazione Hirpinia. Tutti progetti che hanno previsto il collegamento dei due Mari, però la Lioni–Contursi– Grottaminarda è bloccata.

Da cinquant’anni…

Da cinquant’anni non si va avanti, c’era un commissario di governo che stava lavorando bene. Ci sono delle responsabilità dei Cinque Stelle, perché il Ministro Toninelli, intervenne e tolse quel commissario. L’opera è andata nelle mani della Regione ed attualmente è ferma con gravi problemi per le aziende che potrebbero fallire da un momento all’altro perché non vi è liquidità economica. Ma ci sono le somme già stanziate. Il problema è collegare la parte Nordest di Ariano dove c’è il Pip, con la Puglia, affinché questa Stazione una volta realizzat se non ci sono le strade di accesso, sia per gli utenti che devono prendere il treno, ma soprattutto per le merci che devono arrivare, abbiamo un nulla nel deserto. Un po’ come succede ad Afragola, dove abbiamo un’opera bellissima, stellare vista da lontano ma per arrivarci è un problema, e per uscire ne sono due, insomma una Stazione in mezzo al nulla.

Avvocato Gazzella, non c’è il rischio che la Valle Ufita diventi un nucleo a sé rispetto alle grandi direttrici di sviluppo? Penso all’isolamento di Ariano o a quello di Avellino, cioè baricentrica, ma senza la logica di uno sviluppo complessivo.

Su Ariano si deve investire, le somme ci sono, i fondi altrettanto, quindi le opere di sviluppo ed uno sviluppo strategico è li che nasce. Certo c’è una distanza con il capoluogo Avellino, che in questo momento guarda poco verso quella parte della comunità, guarda più verso la stazione di Afragola, verso Napoli e non guarda da questa parte. Qui abbiamo un problema serio, perché manca una stazione ferroviaria.

Non c’è il rischio anche della penalizzazione di Ariano? Ma anche della zona circostante, perché viene esclusa dalla comunità montana Ariano? Nonostante ci sia una legge regionale che prevede criteri che la porterebbero all’interno della comunità montana?

Certo. C’è una legge del 2008, la numero 12, che ha escluso Ariano dai comuni montani. E invece abbiamo i tre requisiti: Ariano è al di sopra di 816 metri dal livello del mare, ha il 75% del territorio superiore da un punto di vista olografico ai 700 metri sul livello del mare ed ma ha oltre 20.000 abitanti. C’è un impegno specifico da parte del nostro partito, chiederemo la collaborazione degli altri consiglieri regionali di centrosinistra per potere reinserire Ariano nella comunità montana. Peraltro abbiamo anche una struttura a ridosso della Stazione Hirpinia, che va sicuramente valorizzata a servizio di questa grande infrastruttura.

Tra i tanti problemi c’è quello della carenza dei medici, per quanto riguarda la sanità, ma anche una assenza della medicina territoriale…

E’ molto importante, e siamo lontani dalla soluzione del problema. Tutte le aziende sanitarie locali, attualmente stanno utilizzando i fondi europei per realizzare le case comunità, che di qui a poco saranno delle cattedrali nel deserto. Tutti corrono a realizzare queste opere, ma noi continuiamo a non assumere medici ed infermieri, ancora oggi ci sono le nostre università che riescono a laureare gli infermieri ma non riusciamo ad assumerli, mentre i medici non ci sono perché c’è stata una politica errata: il numero chiuso in medicina. Abbiamo tutti questi giovani che non riescono a laurearsi qui perché le normative sono molto restrittive. Da quest’anno in poi vedremo quali saranno i risultati dati dall’eliminazione del numero chiuso. Ma poi vi è il problema dei giovani che non riuscendosi a laureare ed a iscriversi qui, vanno all’estero, portano i soldi altrove, fanno medicina in inglese e non torneranno più. La prima cosa da combattere è la carenza di personale medico.

Il problema acqua: siamo in continua emergenza idrica, le reti sono fatiscenti.

Su Avellino dobbiamo parlare di Alto Calore. Abbiamo un concordato preventivo in continuità sotto il controllo del Tribunale di Avellino. A leggere quel provvedimento il Tribunale di Avellino ha dato un’analisi precisa di quello che è successo. Mala gestione, consulenze alte a chi ha gestito la classe dirigente, nessuno escluso, compresi i consiglieri regionali uscenti a cui fanno riferimento i sindaci che sono soci dell’Alto Calore. Ci sono tante responsabilità. Anche la Regione, che gli interventi doveva farli sulle adduttrici principali, non ha compiuto investimenti forti.

Lei che propone?

Più investimenti, ma forse c’è necessità anche di professionalità diverse che tentino di risolvere il problema attraverso un’analisi ed uno studio specifico delle problematiche. Sempre tenendo presente che tutto è sotto il controllo del Tribunale di Avellino che su sollecitazione della Procura della Repubblica concederà altro tempo alla società solo in presenza di una gestione specifica, precisa che recuperi anche la morosità: c’è un debito importante, gli utenti non pagano e quindi c’è bisogno di un piano specifico e strategico per risolvere il problema.

Mastella propone un ruolo fondamentale del centro e quindi della lista che a lui fa capo, ma la convivenza con il Pd, la convivenza con il Movimento Cinque Stelle è possibile?

Il nostro leader Clemente Mastella ha una sua esperienza politica consolidata. Oltre all’esperienza, in questo momento è il sindaco della città di Benevento dove concretamente sta amministrando e in modo corretto preciso sta utilizzando tutti i fondi a disposizione a livello regionale e nazionale. Porta l’esperienza sia da parlamentare di lungo corso sia concreta attualmente sul campo. Fa parte di una zona interna e proprio per ciò nel momento in cui ci siamo seduti ai tavoli abbiamo detto la nostra, in tutti i campi, con chiarezza e precisione. Il candidato alla regione è stato scelto come giustamente andava fatto dai partiti più grandi Cinque Stelle e Pd. Noi siamo leali a questa formazione politica ma portiamo le nostre competenze, le nostre decisioni e andremo a discutere singolarmente su tutti i problemi. Durante il periodo dell’analisi del programma ho affrontato ad esempio il tema della caccia e del bracconaggio. Alcuni esponenti dei Cinque Stelle sostenevano: “Noi siamo contrari alla caccia ed al bracconaggio”. In modo rapido ho tentato di spiegare che una cosa è il bracconaggio, reato, e contro il quale siamo tutti contrari ed altra cosa invece è la caccia. I cacciatori sono soggetti che pagano una tassa regionale per potere esercitare un diritto che peraltro serve a tenere sotto controllo il problema della circolazione e della prolificazione degli ungulati. Metteremo a disposizione la nostra esperienza sul campo in tutti gli ambiti e saremo leali alla coalizione. Non ci faremo scavalcare sugli argomenti di cui abbiamo conoscenza e daremo il nostro contributo.

E contro la criminalità?

Il lavoro che sta facendo ed ha fatto in maniera puntuale il procuratore della Repubblica Airoma è un controllo del territorio in modo serrato, ma la camorra si batte sicuramente con presidi di legalità, con le forze dell’ordine, con la prevenzione e facendo una rivoluzione culturale. Certo il rapporto della DIA ci restituisce un quadro preoccupante a cui tutti dobbiamo guardare dando il nostro contributo positivo per tentare di tenerla lontana il più possibile. Nella parte dell’Arianese abbiamo una Procura della Repubblica di Benevento che sorveglia in modo attento tutti i passaggi di denaro che si stanno verificando per gli appalti che ci sono ed abbiamo delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che controllano il territorio in modo adeguato. Ma penso che con una rivoluzione culturale e con l’impegno di tutti possiamo riuscire, diciamo ad avere un futuro migliore e più roseo.

Cosa farebbe come prima cosa andando alla Regione?

La prima cosa è essere al fianco dei sindacati per tentare di risolvere tutte le vertenze attualmente esistenti in Irpinia. Non si può sentire che Stellantis negli ultimi cinque anni ha perso 300 unità lavorative, la Denso ha incentivato oltre 100 persone ad andare via, su Flumeri, l’ex Fiat, l’ex Irisbus, da quello che leggiamo sui giornali non ha più commesse e arriva fino a fine dicembre. L’ArcelorMittal è andata via, ha lasciato l’Irpinia proprio per il costo e la difficoltà di fare industria. Io sarei al fianco dei sindacati per poter tentare di risolvere questa emergenza, perché dove non c’è lavoro non c’è dignità, non c’è costruzione di famiglia, non c’è possibilità per i ragazzi di andare all’università e non si vive bene.

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