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Le sei Notti di Venere, Avellino capitale della cultura popolare. Ambrogio Sparagna: un festival per rilanciare le aree interne

Rilanciare Avellino come capitale della musica popolare. E’ la sfida del festival “Le sei notti Venere” in programma dal 20 al 22 agosto, e dall’1 al 3 settembre con la direzione artistica di un Maestro del calibro di Ambrogio Sparagna, tra gli artefici della magia della Notte della Taranta. “Avellino è già capitale – spiega il Maestro Sparagna – della cultura popolare, possiede una varietà di canti, balli ed espressioni della musica orale che trovano una loro manifestazione nel calendario delle feste. La sfida che lanciamo è quella di partire da questo patrimonio per restituire ad esso una prospettiva locale e globale. La musica popolare diventa strumento per far conoscere i territori, per creare nuove aggregazioni, per fare tesoro dello spirito di creatività che caratterizza questa parte dell’Italia. L’ Appennino è la spina dorsale del paese, mai come ora deve essere centrale nella riscoperta e rivitalizzazione della cultura popolare”. Una rassegna che diventa occasione per rendere omaggio a Marcello Colasurdo “Un amico che ci manca e mancherà tantissimo. Lo ricorderemo nel corso delle Sei Notti di Venere. Ma vogliamo rendere omaggio anche ai tanti musicisti popolari che abbiamo conosciuto nel nostro percorso di ricerca, quando con Diego Carpitella negli anni ’70 venivamo a registrare i canti e le tarantelle. Non c’erano le nuove tecnologie, portavamo con noi una struttura che pesava da trenta a quaranta chili. In questi viaggi abbiamo incontrato persone fuori dal tempo, cantori e musicisti che mi hanno cambiato la vita. Tornare qui è un atto d’amore, nel ricordo di quei custodi della tradizione che ho avuto la possibilità di conoscere in una fase della storia del paese in cui la cultura popolare e i suoi interpreti sembravano destinati a scomparire. Quei maestri ci fanno ancora oggi da guida. Il patrimonio di questi territori può fare sì che l’Irpinia possa diventare guida del movimento legato alla valorizzazione della musica popolare, capace di dare espressione al popolo, attraverso un evento internazionale”.

Ricorda come “Quando è nata la Notte della taranta si conoscevano meno di una decina di canti, ho portato avanti un percorso di ricerca, lasciando come patrimonio un centinaio di brani e una progettualità legata alla valorizzazione delle sonorità popolari contro lo show business. Ma soprattutto la Notte della Taranta è stata importante perchè l’area interna è diventata finallmente protagonista”. Spiega come “Abbiamo scelto di partire da un grande evento, dalla festa popolare del 20 agosto con l’Orchestra Popolare Italiana, Tony Esposito, Peppe Servillo, Ziad Trabelsi e il corpo di ballo popolare perchè le risonanze di questa rassegna possano continuare a vivere nei cunicoli e negli altri luoghi del centro storico nelle date successive”

E’ il vicesindaco Laura Nargi a spiegare come “Questo festival di danza e musica e popolare va ad arricchire l’offerta culturale della città di Avellino, daremo identità alla tradizione popolare. Alla sua seconda edizione, il festival può contare quest’anno sul sostegno di un maestro del calibro di Ambrogio Sparagna.  Si inserisce in una strategia complessiva dell’amministrazione Festa, vogliamo dare continuità alle rassegne come già avvenuto con Avelvino, il cinema e il cartellone estivo. Cuore di questo festival sarà il centro storico. Il riferimento a Venere nel titolo non è casuale, Venere è strettamente legata alla nostra città poichè la sua statua è tra quelle che campeggiavano sulla facciata della Dogana, dove speriamo possa tornare a splendere”

Giuseppe Zuccarino, docente e collaboratore di Sparagna chiarisce come “Vogliamo far crescere il territorio attraverso una rassegna di spessore la speranza è che possa diventare la prima pietra di un festival di rilievo, destinato a durare nel tempo in una interazione tra canti e luoghi. E’ una grande opportunità per Avellino”

Si parte  il 20 agosto in Via Matteotti con la Notte della dea che balla e lo spettacolo Attaranta, di scena l‘Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna, ospiti Peppe Servillo, Toni Esposito, Ziad Trabelsi e il Corpo di Ballo Popolare. Si prosegue il 21 agosto con la Notte Luminosa, nella cripta del Duomo i Flauti del mondo e nei cunicoli a mezzanotte la magia di Campus Stellae. Il 22 agosto nella chiesa del Carmine di scena Rachele Andrioli nella Notte Finubusterrae. Si riparte il primo settembre, alle 18,  con la Notte Armonica, nella cripta del Duomo i Suoni Pellegrini e la Polifonia Aurunca nei Cunicoli. Il 2 settembre nella Notte sospesa il Circo Diatonico approda a Villa Amendola, il 3 settembre c’è la Notte dell’Appennino con la Raffaello Simoni Trio nella chiesa del Carmine.

IL PROGRAMMA

Domenica 20 Agosto
LA NOTTE DELLA DEA CHE BALLA
Via Matteotti – h. 21.30
ATTARANTA
diretta da
AMBROGIO SPARAGNA
con ospiti speciali PEPPE SERVILLO,

TONI ESPOSITO, ZIAD TRABELSI
e CORPO DI BALLO POPOLARE
Produzione originale del Festival

 

Il Festival comincia con il concertone di Domenica 20 Agosto in via Matteotti, con “ATTARANTA”, una grande produzione originale composta da Ambrogio Sparagna per il Festival in prima esecuzione assoluta. Nella “NOTTE DELLA DEA CHE BALLA”, saliranno sul grande palco di via Matteotti, a partire dalle 21.30
l‘Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, una grande compagine sonora, unica nel suo genere, composta dai più importanti  virtuosi di strumenti della tradizione popolare nazionale, che accompagnerà il Corpo di Ballo dell’Auditorium Parco della Musica.  Nello spettacolo, di forte impatto sonoro e coreutico, la musica vertiginosa che Ambrogio Sparagna ha composto per il Festival inonderà la piazza con grande energia, invitando il pubblico ad una liberatoria festa popolare sul ritmo della Taranta.  Toni Esposito con i suoi pirotecnici tamburi, arricchirà la trama ritmica dell’Orchestra generando una continua pulsazione sonora su cui si innesteranno i virtuosismi del liuto arabo- andaluso di Ziad Trabelsi e la voce ammaliante di Peppe Servillo.

Lunedi 21 Agosto
LA NOTTE LUMINOSA
Cunicoli Longobardi – h. 19.00
I FLAUTI DEL MONDO
Cripta del Duomo h. 24
CAMPUS STELLAE

Nella “NOTTE LUMINOSA” del 21 agosto, due diversi ensamble musicali guidati da Erasmo Treglia animeranno i due spettacoli: il primo, nei suggestivi e affascinanti Cunicoli Longobardi; il secondo, a partire dalle 24, nella Cripta del Duomo, dedicato ai suoni arcaici tra flauti di corteccia, conchiglie, flauti di zucca e tanti altri strumenti della tradizione contadina italiana.

 Martedi 22 Agosto
LA NOTTE FINIBUSTERRAE
Chiesa del Carmine – h. 19.00
RACHELE ANDRIOLI

Nella “NOTTE  FINIBUSTERRAE”, l’affascinate voce della cantautrice salentina Rachele Andrioli, una delle rivelazioni della scena musicale italiana, pluripremiata nell’ultima edizione del Festival nazionale di Loano, accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio sonoro tra tradizione e sperimentazione. Nel concerto nella Chiesa del Carmine, Rachele accompagnerà la sua voce con una serie di tamburi a cornice, flauti armonici, scacciapensieri, strumenti a corde facendo un uso originale di supporti elettronici.

Venerdì 1 settembre
LA NOTTE ARMONICA
Cunicoli Longobardi – h. 18.00
SUONI PELLEGRINI
Cripta del Duomo h. 19.00
POLIFONIA AURUNCA

Nella “NOTTE ARMONICA”, l’ensemble “Suoni  Pellegrini” proporrà all’interno dei Cunicoli Longobardi una serie di antichi strumenti sonori, legati all’esperienza di ricerca spirituale dei pellegrinaggi, che ancora animano la vita di molte comunità dell’Appennino. A questo tema, sarà collegato anche lo spettacolo del gruppo “Polifonia Aurunca”, diretto da Anna Rita Colaianni, che lega la laude della tradizione francescana a quelle cinquecentesche di San Filippo Neri ed alle canzoncine spirituali settecentesche di Sant’Alfonso M. dei Liguori.

Sabato 2 settembre
LA NOTTE SOSPESA
Villa Amendola – h.19.00
CIRCO DIATONICO
 

Nella “NOTTE SOSPESA”, Clara Graziano con il suo gruppo, fra cui spicca il jazzista Gabriele Coen, guiderà il pubblico nell’affascinante mondo del circo e dello spettacolo viaggiante, fra ballate, canzoni e marcette con echi balcanici, influenze jazz e richiami alla musica popolare e alle bande e fanfare di paese, per un concerto intriso di atmosfere di stile felliniano e arricchite sulla scena dalle giocolerie e dagli interventi ad effetto dal clown/giocoliere “Saporito”. Un originalissimo repertorio e uno spettacolo di grande effetto, pieno di bella musica e “numeri” strabilianti.

Domenica 3 settembre
LA NOTTE DELL’APPENNINO
Chiesa del Carmine – h. 19.00
RAFFAELLO SIMEONI TRIO

Con “La NOTTE DELL’APPENNINO”, la musica di Raffaello Simeoni, uno dei musicisti più importanti della world music italiana, si conclude il programma del Festival. Ricercatore e prolifico compositore, Raffaello Simeoni assomiglia ad un bardo moderno, capace di suonare tutti gli strumenti del mondo, di modificarli e inventarne di nuovi, di incrociare la sua straordinaria voce con lingue moderne e popolari, come l’antico sabino della sua terra d’origine al centro dell’Appennino.

 

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