Aiutare i giovani a comprendere sé stessi, a vincere le loro fragilità, in una società in costante trasformazione, attraverso un itinerario che va da Pirandello all’Intelligenza Artificiale. E’ il senso del progetto “Uno, nessuno e centomila profili. Pirandello e le Identità Contemporanee” la nuova sfida lanciata da Nuova Dimensione, presentata questo pomeriggio presso il Circolo della stampa di Avellino.
Un percorso, finanziato dalla Regione Campania Politiche Culturali e Turismo D.D. N. 667 del 10/07/2026 – ID. 64 che vuole essere innanzitutto uno strumento per contrastare la povertà educativa e favorire l’inclusione. E’ il presidente di Nuova Dimensione Marco Perrotti a sottolineare come l’obiettivo resta quello di “promuovere nei giovani il desiderio di guardarsi dentro e conoscere sè stessi attraverso un progetto-concorso rivolto agli studenti e ai ragazzi del servizio civile. In questo modo offriamo alle nuove generazioni strumenti per costruire il loro futuro, rafforzando il legame col territorio. Da anni siamo in prima linea nella formazione dei ragazzi che scelgono l’esperienza del servizio civile. Abbiamo terminato da poco un percorso di tutoraggio per oltre 300 partecipanti che hanno avuto la possibilità di confrontarsi con alcune aziende. Hanno così compreso che il servizio civile può offrire loro anche opportunità lavorative e trasmettere competenze che potranno sfruttare, qualsiasi lavoro sceglieranno di fare”.
E’ la professoressa Angelina Aldorasi. già dirigente scolastica, a sottolineare come “I protagonisti della progettualità di quest’anno sono sempre più i giovani nel segno di un grande del Novecento, Luigi Pirandello, capace di anticipare la crisi dell’identità che caratterizza oggi l’uomo nel suo rapporto con le nuove tecnologie. Da Mattia Pascal a Sei personaggi in cerca d’autore, Pirandello pone l’accento sulla frammentazione dell’io, sulle infinite immagini di noi che esistono nella mente degli altri, sull’idea della maschera che ciascuno indossa, non così diversa dalla maschera che indossano i giovani sui social nella loro ansia di riempire il loro vuoto, la loro solitudine, nella loro paura di sentirsi nessuno. Uno spazio, quello dei social, in cui il proprio valore dipende dai like che conquistano i post. PIrandello può offrire delle risposte per comprendere la crisi esistenziale dei giovani, la difficoltà di comunicazione in una società in cui ile nuove generazioni sono iperconnesse ma completamente sole, dietro gli schermi. Di qui la volontà di insegnare il valore dell’autenticità anche a costo di mostrare le proprie imperfezioni, di aiutarli a coltivare tutto ciò che è humanitas”.







