Tanti gli spunti di riflessione emersi a Nusco dal convegno su “Desertificazione delle zone interne, il mondo dei giovani, dalla rassegnazione alla speranza”. Uno spazio di confronto, tenutosi nella sala consiliare di Nusco, fortemente voluto da Franco Mangialardi, organizzato dal Sindaco del Comune di Nusco, Antonio Iuliano e dalla Pro Loco.
Un confronto che sottolinea l’emergere di una nuova sensibilità sulla condizione delle zone interne e sulla costruzione delle ragioni della speranza, in alternativa alla rassegnazione.
Ha aperto i lavori prima il presidente della Pro Loco, Enzo Della Vecchia, che ha parlato di ipotesi di turismo a Nusco attraverso il mondo delle Pro Loco.
E’ stato quindi il Sindaco di Nusco, Antonio Iuliano, a relazionare sulla realtà che vive oggi il territorio altirpino, delineando le possibile dinamiche economiche e demografiche future e sollecitando interventi funzionali e strutturali al territorio ed alla sua natura, con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente
Preziosa la testimonianza di Catello Maresca, prestigioso magistrato anticamorra, che ha sollecitato tutti, in particolare i giovani alla riscoperta, insieme ai diritti, dei doveri. “Senza questa condizione non possiamo chiedere il rispetto dei nostri diritti”. A offrire un contributo alla riflessione il sindaco di San Mango sul Calore, Teodoro Boccuzzi, presidente della Comunità Montana.
Il Prof. Franco Di Cecilia, consigliere provinciale, già apprezzato dirigente scolastico e Sindaco di Sturno, ha assicurato l’impegno ed il sostegno dell’Amministrazione Provinciale, pur se fortemente ridimensionata di ruolo e nei poteri. Con le sue note capacità politiche e spessore culturale, ha sollecitato tutti ad avere una visione più positiva sulle infrastrutture e e gli interventi in fase di completamento.
Il dirigente scolastico Paolo Saggese, storico, protagonista del panorama culturale non solo capano, ha consegnato una interessante analisi politica e sociologica della condizione meridionale, delle dinamiche migratorie meridionali a partire dall’unità d’Italia, quelle oltreoceano e quelle europee. Ha ricordato la partenza tumultuosa di tanti uomini del sud verso le miniere di carbone, verso le Americhe, le mortificazioni ed i morti, lontano dalla amata terra. Ha sollecitato una inversione di rotta, un cambiamento di strategia, che restituisca al sud e alle zone interne un nuovo protagonismo, per l’Italia. “Purtroppo le previsioni demografiche lasciano intravedere uno svuotamento del sud e delle zone interne in modo particolare ma possiamo frenare questo fenomeno”
Appassionato l’intervento di Tony Lucido, che ha annunciato la costituzione di un Comitato di studio, indirizzo ed organizzativo, che formuli proposte ed ipotesi di sviluppo. “Un movimento che nasce dalla base, un movimento popolare, non qualunquista, non avverso alla politica e ai partiti, ma di proposte e di stimolo a fare bene e presto, prima che sia troppo tardi”. Nel denunciare le tante difficoltà e disagi, Lucido ha ricordato le eterne strade da completare,( vedi la Contursi Grottaminarda), lanciata oltre 50 anni fa, alla rete ferroviaria, a ipotesi di polo universitario, la sanità, le scuole, i servizi, l’occupazione invitando a fare riferimento per i giovani anche alla buona Legge De Vito.
A tirare le conclusioni Franco Mangialardi, personalità di grande spessore culturale e di forte sensibilità cattolica, esponente mondiale del sindacalismo cattolico, senza sindacato. Rientrato a Nusco, il suo paese, la sua casa, ha pensato di mantenere fede all’impegno assunto con gli irpini emigrati nel mondo: stimolare ed avviare processi e dinamiche economiche per evitare la grave emorragia di persone da questa terra, evitare o ridurre l’emigrazione forzata, per necessità e non per scelta. Mangialardi ha delineato la possibilità di una nuova “economia della bellezza”, che parte dal patrimonio paesaggistico ma anche dai valori etici della popolazione, della sua umanità e del contesto ambientale, paesaggistico, storico ed enogastronomico. Quindi ha ribadito la necessità di investire su aziende, lavoro ed impegno con accompagnamento e sostegno a nuova imprenditoria giovanile, nei settori dell’ artigianato, industriale ed agricolo, senza mai dimenticare la centralità della persona, mettendo contemporaneamente a sistema storia, cultura, produzione tipica e capacità di saperla proporre, saperla presentare. Tutto questo accompagnate da una grande umanità, tipica della popolazione. “Ma questa terra ha anche bisogno di servizi, strade, giustizia, scuole, assistenza e rispetto, elementi necessari per una qualità della vita per cui valga la pena di restare”
Un intervento il suo, quello di Mangialardi, frutto di passione ed amore verso la propria terra, dalla necessità di concorrere alla difesa della libertà dei cittadini, anche quello di poter restare.
A offrire un contributo alla riflessione Mario Gaudiello, giovane consigliere comunale di minoranza di Nusco, che ha messo in evidenza l’assenza dei giovani e il non coinvolgimento degli stessi, poichè “è difficile immaginare che chi ha distrutto il loro futuro possa aiutare a ricostruirlo”
La prof.ssa Filomena Marino, ha fatto riferimento alla polemica sollevata dai giovani del Forum che hanno accusato gli organizzatori di essere stati esclusi, sottolineando come il problema resta la partecipazione dei giovani. Quindi la prof. Marino ha fatto riferimento all’economia derivante dalla terra. Una sorta di amore odio, trasmesso dai genitori, per le frustranti sofferenze patite da questi. “Quasi una forma di amore con maledizione per la terra. Dicevano i contadini ai propri figli ” mai più dovete fare il lavoro che ho fatto io!”
Licia Iuliano, presidente della Misericordia di Nusco, ha ribadito l’importanza del pronto soccorso di Sant’Angelo dei Lombardi, efficiente e determinante per salvare la vita delle persone.
È intervenuto il prof. Pietro Guglielmo, presidente Pro Loco Andretta, componente del Comitato, il quale ha plasticamente rappresentato come l’altopiano del Formicoso sia diventato una selva di pale eoliche, che oltre a deturpare il panorama, condizionano la vegetazione. “Manca un piano regionale di individuazione aree destinate all’energia rinnovabile, di qui la gestione selvaggia”. Poi Guglielmo, ha fatto registrare una difficoltà di programmazione territoriale, l’impossibilità dell’accorpamento delle proprietà dei territori. Accorpamento funzionale per ottenere produzioni migliori e poter vivere dell’agricoltura.
Spesso l’utilizzo di questi potenti mezzi è ridotto a sole poche giornate all’anno, poi in altre occasioni vengono sfoggiati per sfilate e cortei.
Hanno collaborato e sono intervenute con ottime riflessioni Marzia e Jasmine.
Hanno accompagnato gli interventi il professore Della Vecchia con letture di poesie e racconti in vernacolo nascano e la brava giovane cantante Erika Napolillo, accompagnata dalla sua chitarra, con una bella voce ha proposto canti popolari della tradizione di Nusco e del Mezzogiorno.
“Il convegno – spiega Lucido -non voleva essere il momento di una proposta articolata e già definitiva, ma uno stimolo per avviare la riflessione, per poi giungere alla ricerca delle soluzioni possibili. Insomma un sasso nello stagno della rassegnazione stagnante! Passare dalla lamentela del dopo, al concorso dei dei tanti, nello stimolare istituzioni e politica, imprenditori e produttori, artigiani e contadini, di ogni fascia di età, ad assurmersi l’onere delle scelte, il dovere dell’impegno e della testimonianza”



