Tre ordini di carcerazione sono stati eseguiti ieri dai Carabinieri dei Comandi provinciali di Avellino e Benevento. Li ha emessi la Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli dopo l’udienza del 5 ottobre, quando la Sesta sezione penale della Cassazione ha reso definitive le condanne nell’inchiesta “Caudium” sul traffico di stupefacenti tra Lazio e Campania e sul clan Pagnozzi di San Martino Valle Caudina.
Le condanne definitive e i reati contestati
I tre rispondono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di droga, di produzione, traffico e detenzione di stupefacenti e di estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, in un contesto storicamente attribuito al controllo del clan. Le pene sommano 24 anni e 10 mesi di reclusione e 1.600 euro di multa.
Per l’Arma, i provvedimenti chiudono una prima fase dell’indagine, coordinata dalla Dda di Napoli e condotta nel 2021 e nel 2022 dal Nucleo investigativo di Benevento. Gli investigatori raccolsero gravi indizi su reati commessi nelle province di Avellino e Benevento e in altre zone del Paese. Nel dicembre 2023 il gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura distrettuale, aveva disposto 23 misure cautelari personali, 12 delle quali in carcere.
Un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello partenopea attende anche Vincenzo Lomastro e Andrea Salsiccia. Va rideterminata la pena per Aniello De Paola, Francesco Magliocca e Giuseppe Magliocca, classe 1987. Respinti i ricorsi di Mario De Paola, Eugenio De Paola, Giuseppe Magliocca, classe 1970, Nika Gjergaj, Erminio Pagnozzi e Palmerino Venoso.
Le indagini tra Avellino, Benevento e Lazio: 41 capi d’imputazione e traffico di droga dalle piazze laziali alla Valle Caudina
L’inchiesta era approdata al blitz del dicembre 2023, con 41 capi d’imputazione per un flusso di droga che dal litorale laziale, da Aprilia, raggiungeva Tufara Valle e da lì le piazze della Valle Caudina. Lo stesso giorno la Dda aveva notificato l’avviso di chiusura delle indagini ai 23 indagati. Firmato dai pm Simona Belluccio e Francesco Raffaele, l’atto riguardava una tentata estorsione del luglio 2021, attribuita a Nino Piacentile e Mario De Paola, ai danni di un’impresa impegnata nella costruzione di un collegamento stradale a Castelpoto. Contestava poi l’associazione finalizzata allo spaccio a 15 indagati e 41 detenzioni a fini di spaccio, in gran parte legate a sequestri effettuati tra luglio 2021 e aprile 2022.
Le reti del clan Pagnozzi e il sequestro della droga ad Aprilia
Gli investigatori avevano individuato i gestori delle piazze di San Martino Valle Caudina e di Tufara Valle, una rete di corrieri e pusher e uno dei depositi della droga, ad Aprilia, nell’abitazione di uno degli arrestati.

