Sabato, 1 Agosto 2026
12.44 (Roma)

Ultimi articoli

Si è svolto il 4 dicembre, il Consiglio Nord Atlantico dei capi di stato e di governo convocato per celebrare il 70° anniversario della Nato. Settant’anni sono molti, forse troppi. Dietro l’esultanza del segretario generale Jens Stoltenberg che ha qualificato la NATO come «l’alleanza di maggiore successo nella storia», e dietro il formalismo delle dichiarazioni ufficiali, questo vertice sarà ricordato per le numerose fratture, gli scontri e i contrasti che sono emersi fra i 29 Paesi membri. La solidità politica dell’Alleanza e della c.d. partnership trans-atlantica si è infranta di fronte alla minaccia di Trump di punire la Francia (applicando allo champagne dazi del 100%) a fronte della dichiarata intenzione di Macron di far pagare una misera tassa alle multinazionali del Web. Del resto quello che nei documenti ufficiali si chiama “il vitale legame transatlantico” deve essersi particolarmente logorato da quanto al di là dell’Atlantico si punta apertamente alla disgregazione dell’Unione Europea e dell’euro e si plaude alla Brexit. Di fronte all’aggressione che la Turchia Paese membro della NATO ha compiuto contro il Rojava, in aperto sfregio della Carta dell’ONU, suonano come imbarazzanti le parole della dichiarazione finale dove si richiamano i comuni valori: “che includono la libertà individuale, i diritti umani, la Democrazia e lo Stato di diritto”. E’ strano che nessuno abbia chiesto ad Erdogan che cosa intenda per Stato di diritto, dopo aver destituito 5.000 magistrati, arrestato centinaia di giornalisti e chiuso i loro giornali, espulso  migliaia di insegnanti dall’Università e dalle scuole di ogni ordine e grado. Nella dichiarazione finale, composta da 9 punti, si fa una ricognizione degli impegni assunti in varie aree del mondo e delle minacce che la NATO intende fronteggiare. In questo contesto molti passaggi sono dedicati alla Russia che viene consolidata nel ruolo di nemico da contenere, sviluppando un adeguato dispositivo militare, attribuendo così alla Russia di Putin la stessa funzione che durante la guerra fredda la NATO assegnava all’URSS. In questo modo, per altre strade, si è creata di nuovo una situazione simile alla guerra fredda, con la conseguenza di incrementare la corsa agli armamenti e di riesumare il terrore di una guerra atomica. Del resto l’incremento della spesa militare è stato l’unico obiettivo sul quale tutti si sono ritrovati d’accordo ed è stato chiaramente indicato al punto 2 della dichiarazione finale dove si ribadisce l’impegno di tutti gli Stati membri a raggiungere l’obiettivo di elevare la spesa militare al 2% del PIL e si esprime apprezzamento per il considerevole progresso fatto, essendoci stato per cinque anni consecutivi un incremento reale delle spese militari dei paesi europei. Non sappiamo se anche l’Italia abbia assunto questo impegno, parrebbe di si, visto che in ottobre, nell’incontro col Segretario generale della Nato, il governo Conte II si è impegnato ad aumentare stabilmente la spesa per armamenti di circa 7 miliardi di euro annui a partire dal 2020 (La Stampa, 11 ottobre 2019). E’ curioso notare che 7 miliardi è all’incirca il costo del reddito di cittadinanza, una misura di contrasto alla povertà che ha raggiunto oltre un milione di cittadini, ed è stata oggetto di critiche pesantissime per la sua incidenza sul bilancio dello Stato. Peccato che nessuno si sia preoccupato del peso sui conti pubblici degli impegni che abbiamo assunto in sede NATO.  Le spese militari andranno alle stelle (non solo in senso metaforico) perché è stato aperto un nuovo capitolo nella corsa agli armamenti. Al punto 6 della dichiarazione finale si afferma che lo spazio è un terreno operativo per la NATO, aprendo così la via alla militarizzazione dello spazio. In definitiva il summit per i 70 anni ci ha venduto la versione della pace secondo la NATO: una pace armata. Ci permettiamo di non essere d’accordo, non è con la corsa agli armamenti che si costruisce la pace e richiamiamo il grido di dolore che papa Bergoglio ha lanciato nel corso della sua visita ad Hiroshima e Nagasaki dove, assieme all’uso ed al possesso delle armi atomiche, ha condannando nuovamente la corsa agli armamenti. Ed ha aggiunto  una nuova definizione della pace, dicendo che la vera pace è disarmata: “le armi, ancor prima di causare vittime e distruzione, hanno la capacità di generare cattivi sogni, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli. La vera pace può essere solo una pace disarmata”.  Noi dobbiamo chiederci, di cosa parliamo quando parliamo di pace?

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Era stato rubato insieme ad altre opere di valore storico e artistico davvero inestimabile. Ora il recupero grazie a un’indagine…

I carabinieri della stazione di Montoro hanno denunciato un 44enne della provincia di Taranto per truffa: nella circostanza, una donna…

Il gip del Tribunale di Benevento ha convalidato l’arresto di un cinquantenne di Ariano Irpino eseguito dalla Polizia Postale per…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si è insediato oggi Flavio Cesaro alla guida dell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino. Specialista in Medicina Interna, il neo primario proviene dal Pronto soccorso dell’ospedale Cto dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, dove ha maturato una consolidata esperienza nell’ambito dell’emergenza-urgenza,...

Era stato rubato insieme ad altre opere di valore storico e artistico davvero inestimabile. Ora il recupero grazie a un’indagine davvero molto importante. E’ stata la Polizia di Stato di Avellino a sequestrare un altro dipinto di rilevante pregio artistico. L’opera era stata trafugata dalla struttura ricettiva denominata “La Certosa...

In una realtà, quale quella contemporanea, in cui sembra che si siano smarriti i principi fondamentali della convivenza civile, l’Associazione “Accademia Studi Giuseppe Toniolo APS” cerca di offrire un orientamento per tutti coloro che intendono operare nel campo culturale e sociale, fondando la loro azione sui perenni principi dell’etica sociale...

Questa sera, alle 18:30, presso il Cinema Teatro Partenio di Avellino, si terrà “Direzione Futuro”, l’iniziativa promossa da Futuro Nazionale Campania: “Un importante momento di confronto – fanno sapere gli organizzatori – dedicato all’organizzazione del partito, al radicamento territoriale e alle prospettive politiche dei prossimi mesi”. Ad introdurre i lavori...

Ultimi articoli

Attualità

Si è insediato oggi Flavio Cesaro alla guida dell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe…

Anas renderà fruibile, a partire dalle ore 6.00 di domani, sabato 1° agosto, la canna sud – ammodernata – della…

Via Matteotti off limits alle auto nei fine settimana di agosto. Lo ha deciso l’amministrazione comunale di Avellino per creare…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy