“Abbiamo raggiunto una sintesi positiva che consente a tutte le anime, le sensibilità del partito rappresentate in provincia di Avellino di essere protagoniste della nuova fase che si apre a livello provinciale nel Pd”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd a margine del congresso provinciale del Pd che ha eletto Marco Santo Alaia nuovo segretario. L’assemblea provinciale dei delegati si tiene al Viva hotel.
“È una fase estremamente delicata e complessa per il futuro di questo territorio. Sapete meglio di me che – continua De Luca – c’è un’elezione importante alle porte, quella del comune capoluogo, e non possiamo permetterci di non mettere in campo una coalizione e un candidato che aspiri a governare, a vincere le elezioni e a tornare alla guida del comune capoluogo”.
E ancora: “Avremo elezioni a livello provinciale, e poi un lavoro da fare nei prossimi mesi che ci proietterà fino alle elezioni politiche del 2027. Siamo convinti che la provincia di Avellino sarà decisiva per il risultato che il centrosinistra, il campo progressista, dovrà ottenere per tornare alla guida del governo nazionale”, aggiunge De Luca.
Non solo le politiche: “Ci sarà il referendum costituzionale, e anche qui ad Avellino — così come in tutti gli altri territori della Campania e d’Italia — il Pd è protagonista, impegnato in una mobilitazione forte per le ragioni del No, per difendere la Costituzione e la tenuta democratica del paese”, dice il deputato.
Per De Luca, “è importante compattare tutto il Pd, non per limitare il dibattito, come ho sempre detto, ma al contrario per tenere inserite in un quadro unitario tutte le anime del partito. Che possono essere protagoniste di questa nuova fase di rilancio accanto al segretario, a cui faccio gli auguri di buon lavoro”.
De Luca parla delle amministrative cittadine: “Il metodo per scegliere il candidato sindaco è quello della collegialità, così che si possa individuare una figura che tenga insieme quanto più possibile una coalizione ampia e progressista, capace però di parlare anche alla società civile, a quella parte di città che non ci ha sostenuto nelle ultime elezioni. Un candidato sindaco che – rimarca De Luca – sia espressione del centrosinistra, in netta discontinuità con l’esperienza amministrativa degli ultimi anni ad Avellino, e che sia in grado di convincere e coinvolgere la comunità cittadina per vincere le elezioni e dare risposte su tanti temi — sociale, ambiente, sviluppo infrastrutturale e urbanistico — su cui i cittadini aspettano, credo, da troppo tempo”.
Altra condizione non derogabile: “L’unità del centrosinistra, del campo largo di Avellino, è una condizione imprescindibile. Crediamo che la capacità di tenere insieme la coalizione possa rafforzare la credibilità della nostra proposta politica”.
Sulle provinciali afferma: “Nei prossimi mesi ci sarà la rielezione del presidente della Provincia: faremo una valutazione anche col nuovo segretario provinciale, che ci consentirà di aprire questa nuova fase a livello provinciale e capire se ci sono le condizioni per proseguire oppure se valutare alternative.
Oggi però prendiamo atto di un dato che mi pare tutt’altro che irrilevante: il Pd è primo partito alle ultime elezioni del consiglio provinciale e per poco non è stato eletto anche un quarto consigliere. Il Pd resta centrale, baricentrico e decisivo nella scelta del futuro candidato presidente della Provincia, e lavoreremo per essere protagonisti anche in quella scelta”.
Alaia appena eletto segretario è pronto a mettersi al lavoro. Prima questione: “La strutturazione della segreteria provinciale del partito, e poi mettere mano alle azioni utili per la prossima tornata delle amministrative: ad Avellino, ad Ariano, a Cervinara e negli altri comuni chiamati al voto.
Il nuovo segretario dedica un passaggio alle provinciali appena concluse: “Come voto ponderato cresciamo di circa 200 punti rispetto alle precedenti elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale. Ciononostante, per una questione legata alla distribuzione dei resti e dei coefficienti, abbiamo eletto tre consiglieri invece che quattro.
Siamo primo partito in valore assoluto, ma lo siamo anche in tutte le fasce dei comuni con diversa connotazione di voto ponderato: significa che il partito è ben radicato sul territorio. Devo però aggiungere una nota: si cerca di fare il centrosinistra e il campo largo dappertutto, ma noi alle provinciali siamo stati l’unica forza politica che si è resa chiara, identificabile e riconoscibile. A differenza di altri che, dietro il civismo, hanno avuto mani libere nella ricerca del consenso”. Sulle elezioni del nuovo presidente della Provincia: “Credo che chi rivendica una candidatura, legittimamente, debba innanzitutto rendersi riconoscibile politicamente”.
Stesso discorso per quanto riguarda le amministrative: “Dobbiamo partire da una valutazione e un’analisi politica di ciò che è accaduto nella precedente consiliatura. Il candidato sindaco deve essere politicamente riconoscibile, ovvero chiaramente identificabile, come espressione del campo largo”.
Intanto il congresso unitario è un risultato importante: “Il partito è unico: c’è il segretario, c’è la direzione come organo di indirizzo politico, e tutte le questioni verranno metabolizzate al suo interno. Se i toni sono accesi, io dico: viva Dio, dove esiste ancora un partito che consenta una discussione anche accesa”.



