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Pd, De Luca jr mette tutti d’accordo: Alaia segretario. Avellino, la scelta del candidato sindaco spetta ai dem

Siglata l’intesa unitaria nel Pd irpino: il segretario provinciale sarà Marco Santo Alaia, mentre Pellegrino Palmieri ritirerà la candidatura. È stato necessario l’intervento del segretario regionale dem, Piero De Luca, per mettere tutti d’accordo nel corso di un incontro che si è tenuto nel pomeriggio nella sede del partito di via Tagliamento.

Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di tutte le sensibilità del partito: dal capogruppo regionale Maurizio Petracca a Rosetta D’Amelio, presidente della Commissione regionale del Pd, da Lello De Stefano e Antonio Gengaro – vicini all’area Schlein – a Gerardo Capodilupo e Adriana Guerriero, fino a Franco Iovino. Proprio Iovino aveva presentato la candidatura di Alaia facendo saltare l’intesa raggiunta sul nome di Alaia, con la benedizione del segretario De Luca.

La delicata mediazione ha tenuto in scacco il Pd per circa un mese, portando al rinvio del congresso. Erano stati gli stessi due competitor alla segreteria a chiedere tempo, sottoscrivendo una richiesta formale di rinvio e annunciando la disponibilità a ritirare le rispettive candidature per favorire un patto unitario, come richiesto dal segretario regionale De Luca. Alla fine, la sua linea è passata.

“È stato un confronto interessante, aperto e costruttivo, come tutti quelli che abbiamo avuto in queste settimane. Credo ci siano le condizioni per avviare un percorso unitario intorno alla candidatura di Marco Alaia. È un segnale positivo di responsabilità e di maturità dell’intera comunità democratica irpina. L’unità non vuol dire azzeramento delle sensibilità – ha spiegato De Luca – né immobilismo del partito; vuol dire, al contrario, capacità di valorizzare tutte le sensibilità, tutte le anime, tutte le forze e tutte le rappresentanze del partito all’interno di un quadro complessivo. Tutti devono poter partecipare pienamente alla vita del partito e agli organismi della nostra comunità”.

“Il lavoro di queste settimane – ha continuato De Luca – ci consente di rilanciare l’azione politica di un partito che, ricordo, alle ultime elezioni regionali è stato il primo partito in Campania. Questo risultato ci prepara alle sfide che abbiamo davanti: il rinnovo del Consiglio provinciale (il 15 marzo, ndr) e poi le elezioni in tanti comuni, a partire dal capoluogo. Ad Avellino – ha aggiunto – abbiamo il dovere di mettere in campo una proposta in grado di rilanciare la città, prendendo le distanze, in piena discontinuità, dall’esperienza amministrativa di Festa e del centrodestra”.

Amministrative, De Luca: tavolo di centrosinistra per il campo largo. Alternativi al centrodestra, a Nargi e a Festa

L’attenzione si sposta sulla composizione del fronte progressista: “Al Comune di Avellino, come nel resto della regione, – ha annunciato De Luca – convocheremo un tavolo con le altre forze del centrosinistra: vogliamo costruire una coalizione ampia e alternativa alla destra. Lo faremo sulla base di programmi seri e credibili che parlino ai cittadini. Su questa base sono fiducioso che troveremo una sintesi su un candidato sindaco autorevole”.

La coalizione di riferimento è il campo largo. Per il segretario regionale, “le forze politiche che fanno parte della coalizione per le amministrative sono le stesse che hanno sostenuto l’elezione del presidente Fico. Faremo valutazioni territorio per territorio con l’obiettivo di tenere unito il centrosinistra”. Secondo De Luca il Pd “ha la responsabilità di tenere insieme la coalizione”. Quanto alle primarie, “sono uno strumento possibile. Però l’importante è individuare il candidato più autorevole e credibile, capace di tenere insieme la coalizione e di portare avanti un programma di rilancio della città. L’interesse dei cittadini viene prima dei partiti”.

No larghe intese, De Luca è perentorio: “Il nostro campo è quello del centrosinistra, delle forze politiche e civiche alternative all’esperienza amministrativa uscente e al centrodestra. Su questa base costruiremo una coalizione”.

Per Petracca 41 delegati: la maggioranza assoluta in assemblea. Il prezzo dell’unitarietà

Soddisfatto Petracca: “C’è stato un confronto sereno. Più che di accordo unitario, direi che si doveva arrivare a una sintesi dopo l’emergere di una seconda proposta di candidatura, che era inaspettata. L’indirizzo nazionale, trasferito in regione e poi sui territori, era ed è quello di avere congressi unitari ovunque. È stata raccolta la disponibilità della componente che aveva avanzato una seconda lista a ritirarla e a costruire una lista unitaria: credo che questo sia un buon risultato. Era ciò che aveva chiesto il segretario regionale pd”.

Tra le criticità emerse dopo la presentazione della candidatura di Palmieri alla segreteria provinciale, il rischio di esclusione dall’assemblea provinciale dei delegati dell’area Schlein – in particolare della componente De Stefano-Gengaro – collocati negli ultimi posti della lista di Alaia. In quel caso il congresso non sarebbe stato unitario. “L’area Schlein era presente nella lista unitaria originaria. Poi è ovvio che, presentando una seconda lista, sarebbero rimasti fuori qualora si fosse andati al voto con il sistema della doppia candidatura. Con la lista unitaria rientrano ovviamente tutti all’interno di un’unica lista”, ha assicurato Petracca che, pare, secondo quanto deciso oggi otterrà 41 delegati in assemblea, ovvero la maggioranza assoluta. Le altre aree si divideranno gli altri 39 posti.

Amministrative, Petracca: la scelta del candidato sindaco spetta al Pd

Sul fronte delle amministrative, Petracca ha ribadito che “bisognerà partire dal campo largo, dal modello Manfredi a Napoli, dove al centrosinistra consolidato si aggiungono comunque componenti civiche. Ricordiamoci che siamo di fronte a elezioni amministrative, completamente diverse dalle politiche o dalle regionali. In ogni comunità ci sono differenze: il vestito che cuce un sarto non può essere uguale per tutti. I territori hanno peculiarità proprie. Proveremo a tenere unito innanzitutto il campo largo e poi ad allargarci anche a energie positive e civiche che possano far crescere la coalizione. Ovviamente coltiviamo l’ambizione di vincere le elezioni”.

Petracca ha poi evidenziato che quanto accade a Salerno non riguarda Avellino: “Ripeto: ogni vestito va cucito su chi lo deve indossare. Oltre a Salerno ci sono altri comuni, anche più grandi di Avellino, come Portici e altri in provincia di Napoli, che presentano difficoltà simili. Ogni territorio deve trovare le soluzioni più idonee a ciò che deve rappresentare”.

Ha escluso una eventuale intesa con Nargi: “Siamo alternativi alle amministrazioni precedenti. Abbiamo contribuito alla sfiducia di Festa e alla sfiducia di Nargi. È evidente che siamo alternativi a quei mondi”.

C’è da sciogliere il nodo del candidato sindaco: “Il Pd è il partito maggioritario, quello che guida la coalizione. Ci confronteremo con le altre forze politiche, perché quando costruisci una coalizione hai il dovere di farlo. Mi auguro di arrivare quanto prima a una sintesi e di sederci attorno a un tavolo, anche perché le altre forze ci hanno più volte sollecitato a livello provinciale”.

Se la candidatura dovesse spettare al Pd, sarà necessario mediare tra più papabili: “Abbiamo una classe dirigente importante, sia politicamente sia amministrativamente, che ha tenuto in piedi il Pd anche nei momenti più difficili. Tutte le ambizioni sono legittime, ma ne possiamo scegliere uno solo: serve una sintesi condivisa”. Quanto alle primarie: “Il tempo c’è sempre. Se non si riesce a trovare una sintesi, non c’è alternativa. Le primarie sono previste dallo statuto del Pd, ma bisogna valutare se le altre forze della coalizione siano d’accordo. In ogni caso, va fatto uno sforzo per individuare una figura di sintesi, fermo restando che la scelta spetta al Pd”.

Sul partito intanto ha fatto capolino anche il segretario in pectore, Alaia: “L’unità è in divenire, sembra che si possa arrivare a una convergenza unitaria”, ha commentato. “La priorità non è l’individuazione di un nome, ma la costruzione di una convergenza quanto più ampia possibile”.

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