“La svolta può arrivare solo da un forte cambiamento culturale”. Lo sottolinea con forza l’assessore regionale Marica Serluca, in piazza D’Armi, per sostenere “Pedaliamo contro la violenza”, la ciclopedalata, alla sua quarta edizione, promossa dall’A.S.D. AV BIKE Woman per ribadire la necessità di restare uniti per fermare la violenza di genere. “Questa pedalata che attraversa la città – spiega Serluca – si fa simbolo di speranza, perchè tutti possano trovare il coraggio di denunciare, di chiedere aiuto, di farsi accompagnare nel processo di liberazione da discriminazioni e violenze. Abbiamo bisogno di donne e uomini coraggiosi per pedalare verso la felicità”. E’ quindi l’assessore comunale di Avellino Elvira Matarazzo, presente alla partenza della carovana insieme al vicesindaco Anna D’Aliasi e all’assessore Enza Ambrosone – tra i partecipanti anche i consiglieri 5 Stelle Pasquale Luca Nacca e Antonio Aquino – a sottolineare quello che deve essere l’impegno di “sensibilizzare le coscienze. Il fenomeno della violenza sulle donne va affrontato prima che si manifesti, partendo dall’educazione, per contrastare una cultura che si insinua in tanti aspetti della vita quotidiana. Quest’amministrazione ha dato un segno tangibile dell’attenzione al fenomeno attraverso la concessione del patrocinio e ne siamo particolarmente orgogliosi. Poichè è necessario, oggi, più che mai, restare uniti”. A benedire i ciclisti anche il vicario don Pasquale Iannuzzo “L’unica arma contro la cultura della violenza è quella di insegnare i valori dell’amore e del rispetto. Non possiamo restare in silenzio di fronte a ciò che accade. Dobbiamo agire al più presto”. Quindi tocca a Emilia Falciano di Asd Av Bike dare il via alla pedalata “Vi ringraziamo di essere qui, pedaliamo insieme contro ogni forma di violenza per ricordare chi non c’è più e ribadire che non si può più essere indifferenti, che le donne che sono vittime di qualsiasi forma di violenza non sono sole, possono contare su una rete di associazioni e istituzioni presenti sul territorio. La vostra presenza qui si carica di un valore forte”.
A far sentire la sua voce anche la consigliera provinciale Katia Renzulli in rappresentanza della Provincia “La partecipazione di tante persone dimostra quanto sia forte il desiderio di costruire una società libera dalla violenza. Le istituzioni hanno il dovere di mantenere alta l’attenzione, sostenere le donne e promuovere soprattutto tra le nuove generazioni una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla libertà”. A lanciare un messaggio forte ad istituzioni e cittadini la consigliera regionale di parità Domenica Lomazzo: “È importante continuare a sensibilizzare ed essere uniti in questa battaglia. Nel difficile momento storico-politico che attraversiamo, questi appuntamenti che vengono dal basso sono fondamentali per contrastare gli attacchi continui ai diritti conquistati dalle donne, fino a negare l’esistenza di una cultura ancora patriarcale e sessista. Per arginarli c’è bisogno di presìdi forti e concreti che agiscano sul territorio. Un’azione che chiede alle istituzioni deputate di fare la la loro parte, creando percorsi che possano continuare e agire davvero sulla cultura dell’accettazione delle differenze, a partire dalle scuole fino ai mezzi di comunicazione”. Quindi l’invito a ripristinare il “protocollo d’intesa che nella funzione di Consigliera di Parità provinciale di Avellino avevo contribuito a stilare con la locale Prefettura. Il protocollo metteva in sinergia il mondo dell’associazionismo, le organizzazioni sindacali e di categoria il mondo delle professioni, gli ambiti sociali, i centri antiviolenza, le forze dell’ordine, le Istituzioni politiche e sociali.
Ad accogliere la carovana, alla Ferrovia, è poi il sindaco Nello Pizza che rilancia l’impegno dell’amministrazione comunale: “Vogliamo essere al fianco delle vittime, non dobbiamo smettere di incoraggiare le donne che subiscono ogni giorno violenza a denunciare e garantire che chi commette questi reati sia punito, perchè non ci sia bisogno di iniziative come queste”. Presente anche il Comune di Monteforte con il sindaco Fabio Siricio e la consigliera comunale delegata alle Pari Opportunità, Valentina Sparano: “Monteforte ha scelto ancora una volta di esserci e di far sentire la propria voce. Pedalare insieme significa non voltarsi dall’altra parte e trasformare la sensibilizzazione in un impegno concreto. La lotta alla violenza riguarda tutti, donne e uomini, e deve accompagnarci ogni giorno, non soltanto in occasione delle manifestazioni”.
Tra le testimonianze anche quella della giornalista Titty Festa che ha ricordato come lei stessa per dieci anni sia stata vittima di violenza psicologica “Ho trovato il coraggio di denunciare ma liberarsi dal trauma di questa violenza non è facile, è una violenza che continua a condizionare tanti aspetti della propria vita e che neppure la battaglia giudiziaria può sanare. Ecco perché ringrazio Emilia per il suo impegno, ecco perché dobbiamo parlare, agire, andare nelle scuole perché nessun’altra donna viva quello che ho vissuto io”. Mentre il regista Modestino Di Nenna, insieme ai ragazzi dell’Irpinia Film Academy e all’editrice Martina Bruno, ha scelto la pedalata contro la violenza per raccontare il libro-film “La marcia delle invisibili”, denuncia del fenomeno dei femminicidi. A far sentire la sua voce anche le associazioni come Mia-Movimento Irpino antiviolenza, rappresentata dalla docente Rita Nicastro che ha ribadito come l’impegno per contrastare la violenza di genere debba essere quotidiano e Consiglia Aquino dell’Angolo delle storie con i suoi racconti liberi da stereotipi di genere, che parlano anche ai più piccoli di rispetto e libertà. Fino ai ritmi della Scuola di Tarantella Montemaranese che hanno coinvolto davvero tutti e ai versi di Luigi Frasca e Angela Caterina del Teatro d’Europa.
E sono in tanti ad avere scelto di partecipare alla pedalata, uomini e donne, giovani e meno giovani, per ribadire come non c’è più tempo da perdere e la lotta alla violenza di genere richiede l’impegno da parte di tutti. Un itinerario che ha il colore rosso, come quello del sangue delle vittime, che attraversa la città per concludersi nel piazzale della scuola media, alla Ferrovia, a ribadire che ciascuno è chiamato a fare la propria parte, che è possibile costruire una società fondata sul rispetto.














