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Piano di Zona Avellino, ControVento: “Le dimissioni di Solomita un rischio per i cittadini già in condizioni precarie”

Il Piano di Zona sociale di Avellino registra un nuovo stop con le dimissioni del direttore Enzo Solomita. L’associazione ControVento, in un comunicato, ha rilanciato l’attenzione sul tema:
“Le dimissioni di Enzo Solomita dall’incarico di direttore del Piano di Zona sociale di Avellino non possono essere considerate alla stregua di un atto dovuto a questioni di eventuale incompatibilità amministrativa. Esse rappresentano, invece, il segno dell’insuccesso registrato dall’ultimo tentativo operato dall’assemblea dei sindaci nel fornire a 96mila potenziali utenti dell’area dell’Ambito servizi con continuità e modalità professionali. E poiché si tratta di servizi socio-sanitari diretti alla fascia più fragile del territorio interessato – con il capoluogo Avellino al centro riguarda un quarto dell’intera popolazione della provincia irpina – questo avvenimento rischia di avere una ricaduta grave sull’equilibrio di cittadini già in condizioni di precarietà e bisogno. Un nuovo insopportabile atto del balletto indecente che già nel luglio di due anni fa “Controvento” denunciò e che oggi viene drammaticamente replicato.
“Controvento” non può non rilanciare l’allarme e richiamare l’attenzione generale su ciò che da troppo tempo si sta verificando all’interno dell’organismo istituzionale che dovrebbe prendersi cura delle fasce più deboli della popolazione.
Soltanto tre mesi fa si era ritenuto necessario, nelle more del giudizio pendente sul ricorso del direttore Raffaele D’Elia, vincitore del bando emanato dall’Ambito A04, ma mai assunto dal sindaco di Avellino, assicurare la presenza di una tale figura apicale. L’esperienza è durata il breve periodo di 90 giorni durante i quali nessun provvedimento proposto è stato preso in considerazione dal Consiglio di Amministrazione né vi è stata alcuna interlocuzione fra il direttore e il sindaco Gianluca Festa, presidente del consiglio di amministrazione.
D’altronde, la nomina era avvenuta come una forzatura dei sindaci, subito messa in discussione dal primo cittadino di Avellino. Con D’Elia si disse che mancava l’approvazione del bilancio e quindi non si poteva stipulare il contratto, con Solomita ciò che pochi mesi prima era stato dichiarato necessario diventava insufficiente: intanto, in assenza di programmazione, continuità di intervento e di una conduzione professionale e strutturata dei servizi, ampio resta lo spazio di manovra di sedicenti cooperative che forniscono, sulla base di estemporanee delibere, scadenti prestazioni con l’utilizzo di personale poco formato a danno non solo degli utenti ma anche degli altri operatori del settore. Una di queste cooperative, fornitrice decennale, per altro è colpita da interdittiva antimafia.
 Grande responsabilità ricade sul comune di Avellino che pervicacemente impedisce la piena strutturazione del Piano di Zona preferendo ad una gestione professionale dei servizi, una opaca conduzione “fatta in casa”.
Per ottenere questo risultato niente è stato risparmiato: mancata collaborazione degli uffici comunali, trucchetti per far andare deserte le riunioni durante le quali si dovevano assumere provvedimenti per nominare il consiglio di amministrazione e professionalizzare i servizi, mancate ratifiche di provvedimenti, creazione di condizioni che hanno portato alle mai spiegate mai dimissioni finanche di dirigenti dello stesso Comune o delle prese di distanza di altri dalle affermazioni del sindaco.
Tutto ciò è assolutamente vergognoso. “Controvento” chiede ancora una volta che la giunta regionale si avvalga della facoltà concessa dall’articolo 47 della legge 11 del 2007 e commissari il Piano di Zona A4, provvedendo così a recuperare il vuoto di una programmazione ferma al 2017 e insedi, secondo le procedure, un direttore generale e finalmente restituisca i diritti sociali ai cittadini che fino a questo momento ne sono stati defraudati. Mettendo un punto alla avvilente campagna elettorale che il sindaco Gianluca Festa sta consumando sulla loro pelle”.

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