Processo sull’asta ex Pagliarone: rinviato ancora una volta l’esame del teste chiave, Livia Forte. La donna, dopo l’accompagnamento coattivo disposto dal tribunale di Avellino, per ascoltarla sull’asta del ristorante Ex Pagliarone, si è presentata in aula alle 14.45. Nonostante le fosse stato assegnato un avvocato d’ufficio, la donna ha scelto di essere sottoposta all’esame come teste indagato in procedimento connesso, in presenza dei suoi legali, Roberto Saccomanno e Alfonso Furgiuele, impegnati in altro procedimento.
La richiesta di accompagnamento coattivo ad horas determinata dell’istanza avanzata dal penalista Gaetano Aufiero, difensore di Nicola Galdieri, a cui si sono associate le difese di Renato Freda, l’avvocato Patrizio Dello Russo e di Costantino Giordano, l’avvocato Briganti. Giunta in aula accompagnata dai Carabinieri, la Forte ha voluto chiarire al Collegio: “Ci tengo a precisare che io non sono venuta perché- ha spiegato la Forte in aula- perché i miei legali hanno detto che oggi erano impegnati in altri processi e nomino gli avvocati Roberto Saccomanno e Alfonso Furgiuele. Devo prima consultarmi con i miei legali”.
La presidente Sonia Matarazzo ha preso atto che la testimone ha nominato un legale e aperto la discussione sulla richiesta di legittimo impedimento da parte dei legali della Forte. Per l’avvocato Aufiero, che aveva chiesto l’accompagnamento coattivo ad horas della testimone: “Dalle parole della signora Forte l incarico agli avvocati non è stato conferito nelle ultime ore e gli ultimi giorni. Mi riporto a quello che ho detto prima, ritengo che l’istanza sia inammissibile”. Per il pm della Dda di Napoli Giulio Vanacore, invece: “l’impedimento debba essere vagliato alla stessa stregua e alla stessa regola del difensore dell imputato di fiducia. Non vedo perché non debba estendersi anche all’imputato in procedimento connesso il legittimo impedimento dei difensori”.
Il tribunale ha accolto le istanze di legittimo impedimento presentate dai suoi legali e ha rinviato il processo al prossimo 8 maggio. Al centro del procedimento vi sono, tra gli altri imputati, l’ex sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano, chiamato a rispondere insieme ad altri soggetti di estorsione aggravata, turbativa d’asta e reati collegati.
Le dichiarazioni rese da Forte, al pubblico ministero antimafia nel dicembre 2020 avevano costituito l’origine dell’inchiesta principale sulla vicenda dell’asta dell’ex Pagliarone, portando all’avvio delle indagini e all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi soggetti coinvolti nel procedimento attuale. La pubblica accusa è rappresentata dal pm antimafia Vanacore che intende verificare la coerenza delle circostanze ricostruite alla luce del materiale investigativo acquisito. Le difese, tra cui quella di Giordano assistita dagli avvocati Francesco Ferrazzano e Gerardo Di Martino, hanno invece sollevato rilievi sulle modalità di acquisizione di alcune prove, comprese intercettazioni e conversazioni non originariamente presenti agli atti.


