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Protesta immigrati, sistema al collasso Ordine pubblico e integrazione a rischio in Irpinia

 

L’ennesima azione dimostrativa da parte degli immigrati ospitati presso il centro di accoglienza della commissariata cooperativa Inopera, a Monteforte Irpino, ci induce a ritenere che la situazione di asilo degli immigrati, rischia di sfuggire dalle mani delle istituzioni se non si adottano misure immediate per il ripristino di decorose condizioni di vita all’interno delle strutture.

E’ il commento di Antonio Famiglietti, segretario organizzativo della CGIL di Avellino.

“Siamo di fronte a situazioni ormai consolidate di negligenza ed inefficienza – dice Famiglietti – la situazione del centro di accoglienza di Monteforte Irpino è solo quella più grave ma in nessuno dei centri irpini si rispettano le condizioni di trattamento previste dai capitolati di appalto con i quali è stato affidato il servizio alle cooperative. La situazione rischia di degenerare e dover ricorrere ai ripari potrebbe essere più costoso per le stesse istituzioni che continuano a non prestare attenzione alla situazione di difficoltà dei migranti e lasciano inascoltati i nostri appelli. Le vicende ormai note – aggiunge Famiglietti – riguardano l’elargizione dei pocket money agli immigrati, il vitto e le condizioni di alloggio ed in numerosissimi casi l’inadeguatezza dell’assistenza sanitaria. Ambiti che attengono alla dignità della persona ed ai diritti inalienabili degli uomini. L’apice della deriva del sistema di assistenza è dato dal centro di Monteforte Irpino, dove pur in presenza di un commissario, sono state sospese le somministrazioni dei pasti da tre giorni perché l’impresa incaricata di fornirli non riceve più alcun pagamento per il servizio”.

La CGIL punta l’indice anche contro le istituzioni deputate alla gestione degli immigrati: “Il Prefetto – commenta Famiglietti – oltre a non aver convocato il tavolo sull’immigrazione, per monitorare tutti i centri presenti in Irpinia e verificare le condizioni di trattamento degli ospiti, non interviene nemmeno dove è necessario sostituirsi, nelle more delle Sue competenze, alle cooperative. L’intero sistema è ormai al collasso e le ripercussioni sull’equilibrio sociale tra migranti e comunità locale rischia di venir meno. La manifestazione di questa mattina ne è un sintomo concreto, considerando che le stesse forze dell’ordine inviate sul luogo della protesta sono state “costrette” a brandire i manganelli, e non vorremmo che si determinino condizioni tali per cui occorra passare a situazioni di maggior preoccupazione. La CGIL – conclude Famiglietti – rinnova al Prefetto di Avellino l’invito ad intervenire, per la gestione dei centri in maniera diretta bypassando le inefficienze delle cooperative, in virtù dei poteri per la garanzia dell’ordine pubblico e allo stesso tempo rinnova la richiesta di un incontro urgente per definire meglio la situazione che si vive in Irpinia nei centri di accoglienza presenti sul territorio. In mancanza del confronto – conclude Famiglietti – saremo costretti ad organizzare una manifestazione pubblica, unendo gli ospiti dei centri di accoglienza per vedere garantiti i loro diritti”.

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