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Processo Bembo, i difensori: impugneremo in Cassazione

“La trasmissione degli atti in Procura per il delitto di rissa potrebbe risultare determinante per la rivalutazione delle posizioni di tutti gli imputati”. Per i penalisti Gaetano Aufiero e Stefano Vozella la decisione dei giudici della IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli di trasmettere gli atti alla Procura nei confronti dei tre imputati del processo per l’omicidio di Roberto Bembo e di quattro ragazzi che erano in compagnia della vittima, tutti testimoni di quella serata, rappresenterà un dato di valutazione dell’impugnazione in Cassazione del verdetto dei giudici di Appello, in attesa del deposito delle motivazioni per cui sono stati annunciati novanta giorni.   “Questa mattina- spiegano Vozella e Aufiero- la Corte di Assise di Appello di Napoli ha, di fatto, confermato la responsabilità di tutti gli imputati, sia pure differenziando, in punto di pena, la posizione di chi, Iannuzzi Niko, è risultato l’autore materiale del delitto e chi, invece, come i fratelli Sciarrillo, è risultato solo concorrente, senza peraltro avere mai avuto conoscenza del possesso del coltellino da parte dell’amico, tanto da essere stati assolti in via definitiva dal concorso nel reato di porto abusivo dell’arma.Con la riduzione a 14 anni di reclusione, ai fratelli Sciarrillo è stato applicato il minimo della pena.Questo rappresenta, innanzitutto, un sia pur parziale rimedio all’errore commesso, a nostro avviso, nella sentenza di primo grado che aveva, in punto di pena, parificato le posizioni di tutti gli imputati, senza differenziarne i profili di responsabilità. Rimaniamo convinti dell’estraneità ai fatti dei fratelli Sciarrillo, ma sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni per conoscere le ragioni per le quali la Corte ha deciso di confermare il giudizio di responsabilità espresso in primo grado”.

Soddisfazione invece  arriva dalla parte civile rispetto al verdetto emesso dalla Corte di Assise di Appello di Napoli. Il  penalista Gerardo Santamaria, difensore  della famiglia Bembo, ha commentato la sentenza  dei  giudici della IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli. “Eravamo consapevoli- ha spiegato Santamaria- che avendo impugnato solo la difesa degli imputati e non la Procura, non si poteva determinare un aumento di pena. Al massimo la conferma, la riduzione o l’assoluzione di qualche imputato. In realtà la sentenza per noi è stata confermata nella sostanza, perché la riduzione di soli due anni ai fratelli Sciarrillo era già prevedibile, in quanto avevano avuto in primo grado la stessa pena dell’esecutore materiale. Immaginavamo quindi che la Corte potesse differenziare le posizioni, non potendo aumentare quella dell’autore materiale per la reformatio in peius, ha dovuto diminuire quella dei fratelli Sciarrillo”.

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