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Calza della Befana presente in 9 case su 10, Confesercenti: ma si spende meno che a Natale

Resiste la Calza dell’Epifania, presente in 9 case su 10 (90%), a conferma di una tradizione capace di unire le generazioni. A rivelarlo è l’indagine ‘I bambini e la Befana’, realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food, l’Associazione di categoria aderente a Confindustria, attraverso 1000 interviste on line a genitori di bambini dai 4 ai 14 anni.

L’arrivo della Befana continua anche a rappresentare nell’immaginario collettivo dei più piccoli un momento magico: oltre 7 bambini su 10 nel nostro Paese credono a questo leggendario personaggio natalizio.

Una tradizione che conserva la sua magia, crede alla Befana quasi la totalità (97%) dei bambini dai 4 ai 6 anni mentre questo dato scende al 63% per i bambini tra i 6 e i 9 anni. Tra i 13-14enni invece emerge un dato sorprendente: il 31% infatti sostiene di crederci ancora. Infine, il 4% dei bambini non ha mai creduto alla Befana.

La spesa complessiva stimata è pari a 64,05 euro in media, ma l’importo “tipico” è più basso: la mediana si ferma a 40 euro, a conferma di un’Epifania fatta soprattutto di piccoli pensieri. È quanto emerge, invece, dal consueto sondaggio condotto da IPSOS per Confesercenti sui consumi delle festività invernali.

La calza raccoglie il 94% delle preferenze (97% tra i 18-34 anni), contro un 6% che indica altro. Tra questi prevalgono soluzioni alternative comunque “leggere” e immediate: piccoli giocattoli e giochi tascabili, libri e albi illustrati, articoli di cartoleria, gadget e oggettistica (tazze, portachiavi), accessori per capelli e bigiotteria, capi semplici come calze e pigiami, prodotti per la cura della persona e set benessere per il bagno, qualche acquisto di tecnologia di base (cuffiette, cover, cavi, mini powerbank), materiali creativi e kit di bricolage, peluche, fino a buoni regalo o ricariche.

“L’Epifania conferma un tratto che attraversa tutta la stagione delle feste: la voglia di non rinunciare ai momenti simbolici, ma con una spesa prudente e selettiva– commenta Confesercenti- La calza funziona perché è flessibile: permette un regalo ‘su misura’, fatto di piccoli acquisti e attenzione alla qualità. È una ricorrenza che resta più ‘di comunità’ nel Centro-Sud, dove la tradizione della calza è più diffusa e si traduce anche in un budget mediamente più alto, pur dentro una logica di regali piccoli e mirati. Non è un secondo Natale: è l’ultimo appuntamento delle festività e premia acquisti rapidi e su misura – dolciumi, piccoli giocattoli, articoli per la persona – spesso realizzati sotto casa. Per la rete dei negozi di vicinato è un passaggio importante perché intercetta un consumo capillare, legato alla fiducia nel punto vendita e al radicamento nei territori”.

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