di Rosa Bianco
Il 24 maggio 2025, a Mugnano del Cardinale, presso San Pietro a Cesarano, si terrà la sesta lezione della Scuola di Educazione Politica, diretta dal Prof. Franco Vittoria. Questo appuntamento, dedicato a “La crisi della rappresentanza tra fragilità e incertezza sociale”, non sarà semplicemente un convegno, ma una meditazione collettiva sul destino della democrazia, un esercizio di pensiero critico che intende restituire profondità all’idea di politica come cura dell’essere comune.
Viviamo in un’epoca in cui il legame politico si è fatto opaco, rarefatto, quasi intangibile. La rappresentanza, che dovrebbe essere ponte tra il singolo e l’universale, tra l’io e la polis, è oggi attraversata da una frattura silenziosa. Il cittadino smarrisce la propria voce, e la comunità diventa folla dispersa. Ma è proprio in questa crisi, che non è solo istituzionale ma ontologica, che la Scuola di Educazione Politica trova la sua ragion d’essere: non per offrire risposte precostituite, ma per riaccendere domande fondamentali.
Il Prof. Franco Vittoria, direttore scientifico della Scuola e docente di Storia delle Istituzioni politiche dell’Università Federico II di Napoli, guiderà questo esercizio di pensiero come chi accende una lanterna nella notte del presente. Accanto a lui, la Prof.ssa Armida Filippelli, l’On. Marta Bonafoni e il Prof. Raffaele Sibilio rifletteranno, ciascuno da una propria prospettiva, sul senso e sul destino della rappresentanza, non come strumento tecnico, ma come relazione viva necessaria.
Si parlerà, certo, di istituzioni, di partecipazione, di crisi sociale, ma soprattutto si indagherà un’urgenza invisibile: quella di tornare a pensare la politica non come tecnica del potere, ma come arte della convivenza, come tensione etica, come spazio di riconoscimento reciproco.
La Scuola di Educazione Politica, con questa sesta lezione, si affermerà come luogo in cui la parola tornerà a essere azione, e la riflessione tornerà a illuminare la prassi. In un mondo che consuma simboli e valori con la velocità del mercato, essa sarà una pausa necessaria per chi ancora crede che la democrazia non sia un automatismo, ma una conquista quotidiana dell’anima e della ragione.
Perché là dove la rappresentanza vacilla, non si tratta solo di riparare strutture: si tratta di ricostruire l’uomo.
“La democrazia non è soltanto metodo, ma è anche un ideale: è l’ideale egualitario.”
— Norberto Bobbio




