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Rifondazione Comunista: mettere in discussione l’antifascismo significa mettere in discussione la Costituzione. Impossibile restare in silenzio

“I dirigenti scolastici degli istituti coinvolti e il Provveditore agli Studi di Avellino assumano immediatamente provvedimenti disciplinari esemplari nei confronti degli studenti che si sono resi protagonisti di questa vile azione”
“Impossibile restare in silenzio di fronte a simili provocazioni. Difenderemo con ogni mezzo necessario, nelle sedi istituzionali e nelle piazze, i valori della Resistenza, della Costituzione e dell’ antifascismo”. A sottolinearlo la Federazione Irpina del Partito della Rifondazione Comunista “E’ con profonda indignazione e ferma condanna che denunciamo il gravissimo atto compiuto dai militanti del Blocco Studentesco di Avellino, organizzazione giovanile di CasaPound” si legge nella nota di Arturo Bonito, segretario provinciale Rifondazione Comunista, Antonio Marzio Liuzzi, coordinatore provinciale Giovani  Comunisti Irpini, Antonio Soldi, responsabile  provinciale Dipartimento Scuola.

“Nella giornata di ieri, questi individui si sono resi protagonisti di un’azione inqualificabile all’interno di diversi istituti scolastici della nostra provincia, diffondendo sui social media immagini che li ritraggono mentre esibiscono uno striscione con l’ignobile slogan “Antifascismo=Mafia”. Le scuole coinvolte in questo vergognoso episodio sono il Liceo Colletta, il Liceo Imbriani, il Liceo Mancini e l’Istituto Amabile. Riteniamo questo gesto di una gravità inaudita per molteplici ragioni.

Innanzitutto, per il messaggio stesso che esso veicola: uno slogan provocatorio, antistorico e profondamente mistificatorio che equipara l’antifascismo alla mafia. Si tratta di un’offesa intollerabile alla memoria della Resistenza, dei partigiani e di tutti coloro che hanno lottato e sacrificato la propria vita per liberare il nostro Paese dalla barbarie nazifascista e per costruire una società democratica fondata sui valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Questa ignobile equiparazione offende anche la memoria di chi ha pagato con la vita il proprio impegno antifascista e la lotta contro la mafia, come Peppino Impastato o Pio La Torre e tanti altri, dimostrando quanto siano in realtà incompatibili e opposte queste due realtà.
In secondo luogo, la gravità è amplificata dal luogo in cui tale azione è stata compiuta: le istituzioni scolastiche pubbliche, luoghi deputati alla formazione dei cittadini del futuro, alla trasmissione dei valori democratici e costituzionali, al confronto civile e al rispetto reciproco. L’irruzione di gruppi neofascisti nelle scuole, con la pretesa di diffondere propaganda d’odio e di mettere in discussione i principi fondamentali della nostra Repubblica, rappresenta un attacco diretto al cuore della democrazia italiana e un tentativo inaccettabile di minare i principi di libertà, uguaglianza e democrazia su cui si fonda la scuola italiana.
Di fronte a questo episodio intollerabile, chiediamo con la massima fermezza che i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti e il Provveditore agli Studi di Avellino assumano immediatamente provvedimenti disciplinari esemplari nei confronti degli studenti che si sono resi protagonisti di questa vile azione. È fondamentale che le istituzioni scolastiche reagiscano con la dovuta fermezza, riaffermando con chiarezza il carattere antifascista della scuola pubblica e condannando senza ambiguità qualsiasi forma di apologia del fascismo e di propaganda neofascista”.
Nella nota si ribadisce come “L’antifascismo non è un’opinione politica, ma un valore fondante della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Mettere in discussione l’antifascismo significa mettere in discussione la Carta Costituzionale e rinnegare la storia del nostro Paese. Non possiamo permettere che gruppi neofascisti, che si sentono inspiegabilmente legittimati a diffondere propaganda d’odio nelle scuole e nella società, attacchino i pilastri della nostra democrazia.
Ricordiamo che l’apologia di fascismo è un reato punibile dalla legge italiana e che le organizzazioni neofasciste, come sancito dalla nostra Costituzione e dalle leggi Scelba e Mancino, non possono e non devono trovare alcuno spazio nelle istituzioni della Repubblica. Permettere la diffusione di ideologie autoritarie e violente all’interno delle scuole significa mettere in pericolo i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana e tradire il mandato costituzionale della scuola pubblica.
Rinnoviamo con forza l’appello al Governo affinché venga finalmente data piena e concreta applicazione alla XII Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione, provvedendo allo scioglimento di tutte le organizzazioni che si richiamano all’ideologia fascista e che minacciano la convivenza civile e democratica nel nostro Paese.”

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