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Venezuela, ritrovato senza vita l’italiano Enzo Cuomo, originario di Salerno: i nonni morirono nel terremoto dell’Irpinia

È stato ritrovato senza vita tra le macerie della sua abitazione a Caracas Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano, in provincia di Salerno, disperso dal devastante terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela. Il corpo dell’uomo è stato recuperato dai soccorritori mentre si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. Restano invece ancora senza notizie la moglie Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella, di 22 anni, che si trovavano con lui al momento del sisma e risultano tuttora disperse.

Si continuano intanto a cercare la moglie di Enzo Cuomo, Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella, di 22, che al momento del terremoto si trovavano con lui nell’edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas. Per le due donne resta un flebile filo di speranza affidato al lavoro incessante dei soccorritori, impegnati da giorni nello scavo tra le macerie. Tuttavia, secondo fonti vicine alle operazioni di ricerca, si teme che anche loro possano aver perso la vita e che i corpi possano trovarsi già all’obitorio, in attesa del riconoscimento ufficiale. Tutti e tre erano stati inseriti fin dalle prime ore nell’elenco dei dispersi.

La vicenda è seguita con profonda apprensione a Laviano, nel Salernitano, paese d’origine della famiglia Cuomo. Qui vive anche Francesco Cuomo, cugino di Enzo, che attende con angoscia notizie dai parenti rimasti a Caracas, con i quali da questa mattina non è più riuscito a mettersi in contatto.

La tragedia riporta alla memoria una dolorosa coincidenza familiare. I nonni materni di Enzo Cuomo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria, morirono infatti sotto le macerie della loro abitazione durante il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, che devastò proprio Laviano. Il piccolo centro dell’Alta Valle del Sele fu quasi completamente raso al suolo e contò 303 vittime. Per molti abitanti, soprattutto per chi ha vissuto quella tragedia, le immagini che arrivano in queste ore dal Venezuela riaprono ferite mai del tutto rimarginate.

«Sono ore di grande apprensione per la nostra comunità, che attende notizie sulla sorte della famiglia Cuomo. Tutto il paese segue con ansia l’evolversi della situazione e continua a sperare che possano arrivare notizie positive», ha dichiarato all’ANSA il sindaco di Laviano, Piero Robertiello. Intanto le operazioni di ricerca nell’edificio Petunia proseguono senza sosta, mentre l’intera comunità lavianese resta con il fiato sospeso, nella speranza che dalle macerie possano ancora arrivare segnali di vita.

Intanto, una forte scossa di assestamento ha colpito questa mattina, martedì 29 giugno, alle 7 ora locale, le aree di Caracas e dello stato di La Guaira, alimentando la paura tra la popolazione e rendendo ancora più difficili le operazioni di soccorso.

Il bilancio ufficiale del doppio sisma continua ad aggravarsi: le vittime accertate sono salite a 1.450, mentre i feriti sono 3.150. Secondo le stime delle Nazioni Unite, i dispersi potrebbero essere circa 50 mila. I danni alle infrastrutture sono ingenti: risultano colpiti 774 edifici, di cui 189 completamente crollati, lasciando migliaia di famiglie senza casa.

 

Nonostante il trascorrere dei giorni, continuano ad arrivare segnali di speranza. A La Guaira le squadre di soccorso francesi e statunitensi sono riuscite a estrarre vive due persone, padre e figlio, rimasti intrappolati sotto le macerie di un edificio per quattro giorni. L’operazione, durata oltre dodici ore, è stata condotta con l’ausilio di telecamere specializzate e strumenti di precisione per evitare ulteriori crolli.

I soccorritori hanno immediatamente provveduto a reidratare i due superstiti e a somministrare le prime cure mediche direttamente durante le delicate operazioni di estrazione. Il salvataggio arriva a poche ore da un’altra operazione conclusasi con successo, che aveva permesso di recuperare viva una giovane madre insieme al figlio di appena nove mesi.

Le autorità venezuelane hanno confermato che, dalla prima scossa, sono state registrate 512 repliche sismiche, segno di una persistente instabilità geologica. Migliaia di persone continuano a vivere all’aperto, tra piazze, parchi e impianti sportivi, per il timore di nuovi crolli.

Il presidente ad interim Delcy Rodríguez ha assicurato che le operazioni di ricerca proseguiranno senza sosta finché resterà una possibilità di trovare superstiti, mentre prosegue anche la conta dei danni e l’assistenza alla popolazione colpita dalla tragedia.

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