La segreteria regionale della Fp Cgil Campania esprime “profonda soddisfazione per i recenti provvedimenti adottati dal presidente Fico e dalla giunta regionale in materia di politiche sanitarie”. Secondo l’organizzazione sindacale, “gli impegni assunti durante la campagna elettorale in favore della sanità e delle aree interne stanno trovando una concreta attuazione nei primi mesi di mandato, delineando un percorso di rilancio atteso da tempo”. Il segretario regionale della Sanità Pubblica per la Fp Cgil, Antimo Morlando, sottolinea come “il superamento del piano di rientro rappresenti un punto di svolta fondamentale: grazie a questo passaggio, è stato possibile incrementare il budget destinato al personale di 62 milioni di euro. Questo stanziamento permetterà finalmente alle aziende sanitarie di superare i rigidi vincoli assunzionali legati alla spesa storica del 2004, che prevedevano tagli costanti dell’1,4%”. “Queste nuove risorse sono ossigeno per il sistema – dichiara Morlando – e devono essere utilizzate con la massima celerità per rafforzare la rete di emergenza-urgenza. La priorità assoluta deve essere il reclutamento dei molti precari e dei tanti idonei presenti nelle graduatorie campane, professionisti pronti a entrare in servizio per garantire il diritto alla cura”.
Oltre al potenziamento degli organici, la Fp Cgil pone l’accento sulla “necessità di interventi strutturali per contrastare la desertificazione sanitaria delle province. Morlando propone l’introduzione di una vera e propria politica di housing convenzionato, da attuare in sinergia con gli enti locali. Attraverso detrazioni fiscali e premi d’insediamento, l’obiettivo è incentivare il personale a stabilirsi nelle aree più periferiche, rendendo finalmente operativi i pronto soccorso e le case di comunità”. In un’ottica di riorganizzazione complessiva, il sindacato guarda anche al miglioramento dei servizi all’utenza. Per la Fp Cgil, “l’ottimizzazione dei pronto soccorso non passa solo per il giusto riconoscimento economico agli operatori attuali, ma anche attraverso l’integrazione di figure professionali specifiche come gli assistenti sanitari. Tali profili sono ritenuti essenziali per trasformare radicalmente la gestione delle attese e le relazioni tra il sistema sanitario, i pazienti e i loro familiari”.



