Rosa Bianco
Nel cuore dell’Irpinia, tra le pietre cariche di memoria del Castello D’Aquino, prende forma un evento che ambisce a superare i confini dell’arte per farsi testimonianza civile, coscienza collettiva e gesto politico nel senso più alto del termine. Il 17 aprile 2026, alle ore 17:30, l’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia presenta “Oltre i confini: umanità in cammino”, una mostra di arte pittorica e scultorea dedicata ai diritti umani che si annuncia già come uno dei momenti culturali più significativi del territorio.
Non è soltanto una mostra collettiva, ma un vero e proprio spazio di attraversamento, un luogo simbolico in cui il concetto di “confine” viene interrogato, smontato e ricostruito. Confine geografico, certo, ma anche linguistico, culturale, identitario. In questo senso, l’arte si fa dispositivo critico e strumento di relazione: ogni opera diventa una soglia, ogni artista un testimone.
I protagonisti di questo racconto corale sono: Pellegrino Capobianco, Giusy Cozzo, Alessandro Follo, Flavio Grasso, Nicola Guarino, Virginia Imbimbo, Egidio Iovanna, Simona Maietta, Andrea Matarazzo, Dina Pascucci, Maria Pennino, Pinamaria Polcari, Maria Carolina Siricio ed Emiliano Stella. Nomi che compongono una geografia espressiva variegata, capace di intrecciare sensibilità diverse in un’unica tensione etica. Le loro opere – tele, sculture, installazioni – non si limitano a rappresentare, ma interrogano, denunciano, evocano. Raccontano migrazioni e radici, ferite e rinascite, assenze e possibilità.
Il percorso espositivo si configura come una narrazione stratificata, dove il visitatore è chiamato non a osservare passivamente, ma a prendere posizione. Le immagini e le forme parlano di diritti negati, di guerre che lacerano non solo territori ma coscienze, di discriminazioni che ancora oggi segnano il destino di milioni di persone. Eppure, accanto alla denuncia, emerge con forza una tensione luminosa: quella verso la dignità, la libertà, la ricostruzione.
Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, e dell’assessora Marisa Graziano, a testimonianza di un impegno che coinvolge anche le istituzioni nel riconoscere il valore dell’arte come strumento di cittadinanza attiva.
Il dibattito culturale sarà arricchito dagli interventi di Emanuela Conforti, curatrice della mostra, di Rosa Bianco e Vinia Lasala, voci giornalistiche attente alle dinamiche sociali contemporanee, di Elvira Napoletano, vicepresidente di Avellino per il Mondo, e di Giulia Perfetto dell’Università di Salerno. A moderare sarà Fabio Galetta, espressione dell’associazione promotrice, a garantire coerenza e profondità al dialogo.
Non meno significativa la dimensione performativa e letteraria dell’evento: il reading dedicato a Domenico Carrara, figura evocata come simbolo di memoria e continuità, ponte ideale tra passato e presente, affidato ad Antonella Leone, Gaetana Aufiero, Elena Oppormela e Michele Vespasiano offrirà una traduzione ulteriore, sonora ed emotiva, dei temi affrontati. Un momento che promette di amplificare l’impatto dell’esperienza artistica, trasformandola in parola viva.
“Oltre i confini: umanità in cammino” non è semplicemente un titolo, ma una dichiarazione di intenti. In un tempo segnato da nuove chiusure e antiche paure, questa mostra si impone come un atto necessario: un invito a riconoscere nell’altro non una distanza, ma una possibilità. Qui, tra arte e impegno, prende forma una domanda urgente: quale umanità vogliamo essere?
La risposta, forse, non è nelle opere singole, ma nello spazio che esse creano insieme. Uno spazio in cui guardare diventa comprendere, e comprendere, finalmente, significa non restare indifferenti.


